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Una storia di laurasoretta

Il colore della pioggia

Una storia che nasce dai colori del cuore

Pubblicato il 09 ottobre 2017 in Arte

Tags: colori cuore pioggia scrittura

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La pioggia o la ami oppure la odi. Oppure impari ad amarla.

L'immagine della pioggia ispira un innegabile sentimento romantico, ma meno romantico è il momento in cui bisogna uscire di casa e affrontarla, quando non puoi aprire l'ombrello perché il vento non te lo permette e finisci per maledire quei tuoi stivaletti preferiti, che ti ostini ancora ad indossare nonostante la suola sia visibilmente scollata.

La pioggia è bella da osservare da dietro un vetro.

Ero seduta ad un tavolo della mia caffetteria preferita e fuori pioveva.

Mesi prima avrei detto: ma che ci fai fuori di casa con un tempo così? Adesso, invece, tutto quello mi sembrava così naturale, romantico ed un'imperdibile fonte d'ispirazione per poter scrivere.

Stavo seduta ad un tavolo accanto alla vetrata, la mente fissa sul mio lavoro al computer, anche se i miei occhi non riuscivano a resistere al richiamo dei passanti in strada. Lavoravo al mio nuovo romanzo, un'idea tutta nuova su una storia di sogni e pastelli colorati e cercavo di trarre dei colori da ciò che mi circondava. Qualcuno avrebbe detto che il colore che mi circondava era grigio, ma non esiste grigio per chi sa osservare i colori. Avevo un'immagine in mente e volevo trasformarla in parole. Era una ragazza che camminava sotto la pioggia con un ombrello colorato. Rosso, forse, oppure arancione, una tonalità più vicina al giallo, il colore simbolico del Sole. La ragazza teneva in alto l'ombrello e la zona di copertura immaginata come un raggio di luce, donava il colore a quella realtà grigia che l'attorniava.

Ma cosa poteva voler dire quest'immagine?

Era una ragazza felice, positiva, che vedeva la bellezza nella realtà che la circondava, o si riparava semplicemente da questa per rinchiudersi nel suo mondo colorato? Quale messaggio avrei potuto trarne, in parole, da quest'immagine che mi frullava nella mente da tempo?

Osservai fuori dalla vetrata e notai un mendicante accucciato sotto un portico. La gente passava senza neanche guardarlo, qualcuno gli lanciava una monetina, qualcun altro si teneva a distanza. Poi apparve una bambina, stava camminando con la mamma e teneva un ombrellino a pois in una mano e nell'altra un sacchetto di carta con il disegno di tante caramelle. Passò accanto all'uomo non riuscendo a spostare lo sguardo da lui, poi disse qualcosa alla mamma che si chinò per ascoltarla. La donna osservò il mendicante e fece un segno d'assenso alla bambina. La bambina sgusciò da sotto l'ombrello e si avvicinò al mendicante, che dormiva profondamente. Si sporse appena, poi lasciò il sacchetto di caramelle accanto a lui e corse via dalla mamma, che l'abbracciò riparandola subito con l'ombrello, e insieme continuarono a camminare.

Mi chiesi allora di che colore potesse essere la generosità, quell'innocente e disinteressata generosità.

Così immaginai quella bambina crescere e diventare la ragazza della mia fantasia, quella protetta da un raggio di colori, una passante che sicuramente trascinava con sé un profumo dolce di caramelle alla frutta.

E così trovai le parole che stavo cercando.

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