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Una storia di Psycopanz

Panna e Fragola

Si muore dentro ... si muore fuori

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Pubblicato il 20 agosto 2018 in Storie d’amore

Tags: amore anima bianco fragola rosso

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La mia mano trema ... strano ... se penso a quanto io sia fortunato a sentirmela addosso ancora.

Pensavo di non esistere più, credevo di essermi spento come la tinta di quel che mi appare davanti.


Solo qualche minuto fa il bianco di questo letto oramai ingrigito, da solo, illuminava l’intera povera stanza ... forse perché, qualche minuto fa questo letto ospitava anche il tuo fragile ed esile corpo seminudo.


Oggi la normalità torna ad invadere le giornate degli uomini ... e pensare che fino a pochi istanti fa ero l’unica persona della terra ad essere scaldata anche dai roventi raggi di un sole clonato ... oltre al sole normale, infatti, per me ci sei sempre stata te amore mio.


Mi sembra di ascoltare ancora le voci prodotte da maschere verdi d’ospedale spaventose ed animate che svaniscono poco a poco, fino a diventare silenzio che si aggiunge ad altro silenzio, fino a diventare l’improvviso salto tra luce e buio ... ed è triste pensare che non sarà più la potenza delle nostre voci a rompere quella quiete ordinata e banale che tanto odiavamo.


Non temere amore, ci saranno in futuro momenti in cui potrò godere della tua voce ... saranno gli unici momenti in cui mi stupirò di saper piangere ancora.


Una lacrima precipita dal mio viso d’angelo smarrito e si schianta sul bianco lenzuolo andando a creare una forma irregolare ... quasi come mi avvisasse che il tempo a disposizione sta giungendo al termine ... quasi come mi invitasse a compiere il mio ultimo e semplice gesto ... il motivo per il quale sono ancora qui!


E’ un paradosso, ma credimi tesoro se ti dico che assieme a te sono morto pure io.


Eppure i chilometri che separano cielo e terra, seppur molti, sono finiti! Magari potessi percorrerli tutti volando per poterti abbracciare ogni volta che ne sento il bisogno ... ed io ho sempre avuto la consapevolezza di dipendere e vivere grazie a te.


Le umide forme irregolari sulla superficie bianca si stanno moltiplicando ed ora non presentano più contorni definiti.

Allungo il mio braccio verso il letto candido e lascio cadere dalla mano una lunga e sottile rosa rossa.

La rosa si posa dolcemente sul morbido dopo aver compiuto un tragitto quasi interminabile.

Rimane solamente la vuota mano … mano sinistra che presenta sull’anulare il segno della nostra recente unione.

Scusami se non ho potuto scegliere con cura il fiore migliore tra tutti quelli che componevano la “macchia rossa” … mi è stato concesso poco tempo.


E qui il tempo ha la stessa importanza dell’aria.


A breve dovrò abbandonare questo posto con la speranza che il letto che ho dinnanzi possa ospitare qualcun altro il più tardi possibile ... o magari mai ... non vorrei consumarmi una seconda volta con quel bruciore straziante che spesso si cela in una morte e che porta con se ustioni permanenti ad anima e corpo.


Si muore dentro ... si muore fuori.


Il mio tempo è scaduto amore mio ... ora devo scappare ... voglio solo che tu sappia che ti ho amato dal primo istante in cui, sfiorandoti, mi sono accorto di non voler condividere con te solamente l’aria bensì ogni minuscolo tassello della mia vita.

Voglio che tu sappia che comunque continuerò ad amarti per sempre. Purtroppo fisicamente non potremo più essere una cosa sola ma ovunque tu sarai in futuro, sarà il mio pensiero a proteggerti ed a farti ribattere forte il cuore.


Lascio un bacio accanto alla rosa … dosalo per bene perché io credo sia l’ultimo.


Ti amo da morire … addio per sempre.


Una giovane ed esile donna varca la porta di casa … abitazione che sembra sia abitata da poco tempo visto la povertà dell’arredamento ed il grande disordine.

La donna si toglie di dosso la giacca e la posa sul divano di pelle posizionato in un incompleto e spoglio soggiorno.

Le scarpe volano dai suoi piedi affusolati quasi come fossero macigni da cui liberarsi e finalmente, dopo una giornata lavorativa stressante, la donna si accinge a godere di un meritato momento di relax.


“Quasi quasi mi stendo qualche istante sul letto … poi preparo la cena … lui dovrebbe arrivare tra non meno di una trentina di minuti … mio dio quanto amo mio marito”


Il pensiero si conclude con una risata appena accennata che fuoriesce dalle sottili labbra della donna nel momento in cui soggiunge il ricordo non molto lontano di un matrimonio a dir poco stupendo

La sua corsa leggera verso il tanto desiderato riposo si ferma di colpo all’altezza della porta che collega la stanza da letto al soggiorno.


C’è una rosa rossa sul letto matrimoniale bianco


La donna si avvicina al contrasto rosso-bianco e prendendo in mano il fiore viene quasi avvolta da una strana sensazione … l’idea di una rosa regalata dovrebbe suscitare un miscuglio di felicità e stupore ma sembra quasi che la donna abbia capito a priori quanto sta per accadere.


Suona il campanello della porta …

La corsa della donna, lasciata in sospeso, ora riprende nella direzione opposta e con uno stato d’animo che affoga, senza possibilità di respirare, nella paura più profonda.


Due uomini in divisa

Il sangue che si gela.

Una rosa rossa che ora sembra quasi stia sciogliendo il pavimento.



Circa un ora fa una macchina bianca si è schiantata contro un albero a causa di un’uscita di strada improvvisa. Alla guida vi era un uomo giovane e si suppone sposato dato che lo stesso uomo portava una fede al dito.

L’incidente è avvenuto nei pressi della cosiddetta “macchia rossa”… trattasi di un frammento di strada a doppia corsia affiancata sia a destra che a sinistra da vaste distese di fiori tra cui spiccano le rose.

L’uomo è deceduto nel tragitto verso l’ospedale data la gravità del trauma cranico riportato e dalle molteplici fratture.



La dolcezza di un amore che pone le basi per un felice futuro e l’acidità che sale in gola nell’apprendere quanto veloce possa esserne il disfacimento.


Un letto bianco su cui è adagiata una rosa.

Una macchina bianca in un vasto campo di rose.

Panna e Fragola.

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