scrivi

Una storia di GianlucaManca

3

Sometimes i feel so deserted

But I hold on cause help is on the way

Pubblicato il 30 settembre 2015

Ho preso in prestito il titolo di uno degli ultimi pezzi dei Chemical Brothers.

Il brano in questione, nonostante abbia un testo molto ermetico mi ha portato a riflettere sui temi del rapporto con gli altri, con noi stessi e col mondo.

Per un periodo della mia vita, complice anche il mio percorso di studi, sono stato molto attratto dai temi dell'esistenzialismo, temi molto affascinanti ma pericolosi.

L'esistenzialismo è una variegata e non omogenea corrente di pensiero che si è espressa nella filosofia, nella letteratura, nelle arti e nel costume, affermando, nell'accezione più comune del termine, il valore dell'esistenza umana individuale, in opposizione ad altri principi filosofici.

In parole povere, l'estremizzazione esistenzialista afferma che ognuno di noi è una coscienza individuale, tutto il resto, compresi gli altri e il mondo, sono proiezione della nostra coscienza; esistiamo da soli: ciò che è esterno a noi è sempre noi.

Questi temi, nati dai filosofi greci classici e ripresi nel 18^ secolo, hanno trovato spazio fertile nell'arte e nella comunicazione fino ai giorni nostri e credo che siano quanto mai attuali.

Per cominciare la disamina, partirei da un libro che ha segnato l'inizio del mio punto critico verso l'esistenzialismo, L'invitata (L'Invitée) di Simone de Beauvoir

Il romanzo è una narrazione fittizia della relazione della scrittrice e del compagno Jean-Paul Sartre con Olga e Wanda Kosakiewicz.

Ambientato a Parigi alla vigilia e durante la seconda guerra mondiale, il romanzo ruota attorno a Françoise, la cui relazione aperta col compagno Pierre diventa tesa quando formano un ménage à trois con l'amica più giovane Xaviere. Il romanzo esplora diversi concetti dell'esistenzialismo come libertà, rabbia e l'altro.

Le vicende dei tre riassumono uno dei problemi fondamentali dall'esistenzialismo: il rapporto di amore o affetto con gli altri.

Françoise e Pierre all'inizio non hanno un rapporto paritario proprio perchè Pierre è un convinto esistenzialista.

La sua condizione è consapevolmente distante dalla sua compagna; quando però Xaviere si introduce nel loro rapporto cambiano gli equilibri.

Pierre si rende conto di non poter gestire il ménage à trois, perchè Françoise è innamorata di lui, che nel frattempo si accorge di ricambiarne l'amore.

La riflessione di Pierre è che per la prima volta in vita sua ha incontrato un'altra coscienza, la coscienza dell'amata e nell'amore questa coscienza si è fusa con la sua.

Chiaramente l'esistenza di un altro e la certezza che l'altro esista dovuta all'amore che egli prova, fanno cadere tutte le certezze esistenzialiste.

Pierre capisce che lui esiste grazie ad un altro.

Come vi dicevo i temi dell'esistenzialismo sono stati presi e ripresi dall'arte e la cultura contemporanea, fino ai giorni nostri. Ci sono numerosi film che trattano l'argomento, proveremo ad esaminarne qualcuno.

Fight Club ad esempio, film del 1999 diretto da David Fincher, basato sull'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk, narra delle vicende di un protagonista senza nome (Edward Norton), consulente del ramo assicurativo di una importante casa automobilistica. Egli è il prototipo dello yuppie frustrato dalla vita moderna: insonne, ansioso, stordito dal jet lag. Trova un'apparente calma solo frequentando gruppi d'ascolto per persone affette da mali incurabili. In questo modo incontra anche Marla Singer (Helena Bonham Carter), che finge come lui di avere gravi problemi pur di incontrare persone e approfittare di tazze di caffè .

Durante i suoi viaggi di lavoro, il protagonista fa la conoscenza di Tyler Durden (Brad Pitt), un originale e anticonformista produttore e venditore di sapone. Un giorno, tornato dal lavoro, il protagonista scopre che la sua casa è andata distrutta in un'esplosione causata da una perdita di gas; disperato, si ricorda del bizzarro Tyler e decide di incontrarlo di nuovo. In questo modo nasce una grande amicizia, al punto che Durden lo ospiterà nella sua casa fatiscente. A questo punto lo coinvolge nella nascita del Fight Club, un circolo segreto i cui appartenenti prendono parte a violenti combattimenti tra loro. I due pian piano entrano in simbiosi, e radunano nuovi e numerosi adepti. In breve tempo, quello che era un circolo di combattimenti clandestini si trasforma in un ritrovo di uomini alienati e insoddisfatti, pronti a combattere fino alla morte pur di rovesciare ciò che considerano il loro nemico giurato: l'attuale disumana società, che trova la sua massima espressione nell'"american way of life". Tale indirizzo culmina nella creazione di un gruppo sovversivo e nel concepimento di un fantomatico Progetto Mayhem di stampo eco-terrorista. La follia di Tyler, però, a questo punto diviene incontrollabile e così il protagonista, nel tentativo di fermarlo, scopre il grande mistero che si cela nella vita di Tyler.

Copia di copia

In questo caso la coscienza dell'altro si manifesta in maniera diversa:

il protagonista proietta fuori di sè un personaggio che esprime l'oposto della propria coscienza senza rendersene conto. Il risultato è una schizofrenica corsa verso la follia estrema di ribaltare i canoni della società moderna, partendo dall'ultraviolenza. Ad un certo punto però il rapporto tra il protagonista e la proiezione negativa della sua coscienza va in crisi, ed è qui che una lotta con il proprio io, egli riesce ad averne la meglio e a capire che l'altro non esiste.

Blade Runner's eye

Altra pietra miliare del cinema, Blade Runner film del 1982, diretto da Ridley Scott e ispirato al romanzo del 1968 Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?) di Philip K. Dick.

Il lungometraggio è ambientato nel 2019 in una Los Angeles distopica, dove replicanti dalle stesse sembianze dell'uomo vengono abitualmente fabbricati e utilizzati come forza lavoro nelle colonie extra-terrestri. Replicanti che si danno alla fuga o tornano illegalmente sulla Terra vengono cacciati e "ritirati dal servizio" da agenti speciali chiamati "Blade Runner". La trama ruota attorno ad un gruppo di androidi recentemente evasi e nascostisi a Los Angeles e al poliziotto Rick Deckard, ormai fuori servizio, che accetta un'ultima missione per dare loro la caccia.

Tutto il film gioca sulla continua lotta, anche e forse soprattutto psicologica, tra gli umani e i replicanti ribelli, coloro che non accettano di essere semplici macchine, ma di avere la stessa dignità degli esseri umani. Il ruolo dei Blade Runners è molto delicato, essi non possono farsi trasportare dalle emozioni, devono semplicemente terminare gli androidi, spegnerli come si spegne la luce.

Il problema in questo caso è che l'esistenza e la dignità di esistere sono analizzate da un punto di vista diverso: le macchine senzienti, le famose intelligenze artificiali sono vive come gli uomini?

Se la risposta fosse affermativa l'uomo si ergerebbe alla figura di un Dio, un demiurgo che possa donare la vita.

Solo nella versione director's cut, durante le ultime scene, si percepisce il vero messaggio del film: -SPOILER- lo stesso Deckard è un replicante che sogna, pensa, vive come un essere umano.

Chi è vero e chi no?

Los Angeles -2019-

Continuiamo con Matrix un film di fantascienza del 1999 scritto e diretto da Lana e Andy Wachowski.

Il titolo deriva dal termine latino matrix (generatrice/matrice), che a sua volta ha dato origine al vocabolo inglese matrix, ovvero "matrice di numeri", un elemento di tipo tabellare derivante da strutture matematiche, molto utilizzato in informatica per associare dati, o sistemi di dati, tra loro. In questo caso, la matrice rappresenta una sorta di cyberspazio o realtà simulata creata dalle macchine.

Come here

Matrix racconta di Thomas Anderson vive segretamente come hacker, sotto lo pseudonimo di "Neo". Un giorno gli compaiono sul monitor alcune criptiche frasi riguardo a un indefinito "Matrix". Desideroso di scoprire cosa sia, viene contattato da Trinity, autrice di quelle frasi, abilissima hacker braccio destro del misterioso Morpheus, al quale ella lo conduce per conoscere la verità riguardo Matrix. Neo accetta. Dopo aver ingerito una pillola rossa, si sveglia bruscamente nudo in un alloggiamento riempito di liquido, con il corpo collegato a tubicini e cavi elettrici, i quali portano a una torre dove sono posti altri "baccelli" identici a quello in cui è lui.

The Matrix

Il mondo nel quale Neo ha abitato fin dalla nascita in realtà è Matrix, una realtà simulata (definita da Morpheus stesso una neuro-simulazione interattiva) costruita su modello del mondo del 1999, sviluppata dalle macchine per poter tenere sotto controllo gli umani. Morpheus e la sua squadra sono un gruppo di esseri umani ribelli che liberano i prigionieri di Matrix e li reclutano nella loro resistenza contro le macchine.

Ecco quindi che i Wachowski, pescando a piene mani dagli albori della cultura occidentale (chi ha detto il mito della caverna di Platone?), proiettano il protagonista in una realtà aliena, completamente diversa da quella che conosceva.

Thomas Anderson era l'alter ego vissuto in una finta realtà alternativa alla nostra.

I piani sono ribaltati: il protagonista non era esistenzialista, aveva coscienza degli altri e della realtà che lo circondavano, realtà e persone che in verità erano frutto delle macchine e che quindi non esistevano.

Quando NEO si risveglia dal lungo sonno indotto dalle macchine, subisce una nuova nascita, uno sguardo alla realtà che gli era stato negato per tutta la sua vita.

Quale pillola scegli?

Finiamo (per ora) con Strade perdute (Lost Highway) una crime story del 1997diretta da David Lynch, considerabile come un esempio di film noir moderno ma con immaginario e tematiche surreali.

La trama racconta di Fred Madison (Bill Pullman), un sassofonista di Los Angeles che vive con la moglie Renee (Patricia Arquette) una storia di passione e gelosia tormentata. Quando la coppia comincia a ricevere strani video che ritraggono Fred accanto al corpo della moglie morta, viene coinvolta la polizia che arresta il sassofonista per uxoricidio. Nel carcere a scontare la pena, il viso di Fred si trasforma in quello di un ragazzino, il meccanico Pete Dayton che ovviamenteviene rilasciato.

La struttura narrativa di Strade Perdute è stata spesso associata al Nastro di Möbius; l'anello studiato dal matematico August Ferdinand Möbius (1790-1860), che altro non è che un classico esempio di superficie non orientata.

Le superfici ordinarie, intese come le superfici che nella vita quotidiana siamo abituati ad osservare, hanno sempre due lati, per cui è sempre possibile percorrere idealmente uno dei due lati senza mai raggiungere il secondo, salvo attraversando una possibile linea di demarcazione costituita da uno spigolo (si pensi ad un cilindro cavo, ad esempio). Quindi è possibile stabilire convenzionalmente un lato "superiore" o "inferiore", oppure uno "interno" o uno "esterno". Nel caso del nastro di Möbius, invece, tale principio viene a mancare: esiste un solo lato e un solo bordo. La sua superficie risulta essere infinitamente percorribile. Un commento di David Lynch sulla sceneggiatura chiarisce che la storia racconta di un omicida con personalità

multiple, la realtà quindi è mostrata dai diversi punti di vista di queste personalità. Il tema della trasfigurazione, tanto caro a Lynch, qui è probabilmente legato alle personalità multiple: il protagonista, dopo aver ucciso la moglie per gelosia, rimuove l'accaduto, trasfigurandolo e arrivando a trasfigurare persino se stesso e soprattutto, per quanto ci

riguarda, il suo stesso nome. La figura di Pete Dayton riflette l'Ideale dell'Io, tutto quello che Fred non è e che vorrebbe essere: giovane, con un lavoro pratico, traditore e non tradito, padrone della situazione (è lui che controlla la relazione con Alice, contrariamente alla vita reale di Fred con Renee), grande amatore, diversamente dal Fred succube ed impotente sessualmente. Quando a lavoro sente la musica di Fred alla radio, la spegne terribilmente infastidito, sottolineando il divario tra le personalità. Se un "normale" anello, per tornare a Möbius, dà ragione della struttura temporale, altrettanto non può accadere riguardo la struttura narrativa. Ciò perché in un dato momento il sassofonista Fred svanisce lasciando al suo posto l'ignaro meccanico Pete che a sua volta, più avanti, ricambierà la "cortesia" passando di nuovo il testimone a Fred.

David Lynch

Per una buona parte del film, seguiremo quindi la

vita di Pete dimenticando quella di Fred. Il passaggio tra

Fred e Pete non si situa solo sul neutro piano narrativo: le

loro vite sono indipendenti l'una dall'altra (i due non si

conoscono, né appartengono a medesimi ambienti), anche

se molteplici sono nel film gli indizi che rimandano ad

una complementarità o ad una sorta di contiguità:

fisicamente uguali le loro donne Renée ed Alice (anche

perché interpretate dalla stessa attrice, Patricia Arquette),

fisicamente uguali i loro rivali Dick Laurent e Mr. Eddy

(stesso attore, Robert Loggia, ma probabilmente si tratta

dello stesso personaggio seppur assume nel film due

differenti nomi), e comune alle due storie è il personaggio

misterioso (lo splendido Robert Blake), che sembra

muovere il tutto seguendo pedissequamente un suo (a noi

ignoto) piano.

Le due vicende suggeriscono l'una la soluzione dell'altra ma, come anticipavo sopra, il film sembra resistere ad ogni tentativo di riduzione alla narrazione lineare.

La metamorfosi di Fred Madison, come dicevamo, non è una metamorfosi unicamente fisica, ma totale, perché egli si trasforma in una persona diversa, che ha un nome diverso: Pete Dayton. Questo espediente non è da sottovalutare, perché esso è la chiave di volta per capire appieno il mondo onirico di David Lynch. Esso è l’indizio che ci permette di entrare nella mente del

protagonista, una mente dilaniata dalla malattia mentale, che porta Fred a scindere la sua personalità. Sono convinto che senza il cambio di nome, la comprensione della pellicola, già ostica di per sé, sarebbe stata pressoché impossibile, proprio perché il cambiamento di nome ci induce a pensare che la trasformazione di Fred sia qualcosa di più che una semplice alterazione fisica.

In Strade perdute l'altro è già al nostro interno ed all'autore basta cambiare un nome per darci la chiave interpretativa dell'opera

Alcuni masterpiece di Lynch

Dopo tutte queste chiacchiere, se siete arrivati fin qui siete davvero masochisti.

Tornando al tema originale di queste chiacchiere c'è un filo conduttore che lega tutte queste opere:

Noi esistiamo solo in virtù degli altri

Ecco l'ho detto; è qui che l'esistenzialismo fallisce inesorabilmente. Sono gli altri che affermano la nostra coscienza e la coscianza di noi.

Immaginatevi quindi quando uno pseudo esistenzialista come me ebbe questa illuminazione: crisi, casini, cazzi e mazzi.

Ma l'illuminazione è sublimanta in quello che vedete adesso e che spero usiate con piacere.

Del resto cos'è Intertwine se non l'affermazione della certezza di non poter fare a meno della presenza, dell'aiuto, della conoscenza e del piacere degli altri?

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Ops, c'è stato un errore. Riprova più tardi.

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×