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Una storia di alam

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Io non sono Ian Fleming

Pubblicato il 22 settembre 2017

Per una serie di motivi.

Uno che non faceva un cazzo dalla mattina alla sera, ricchissimo di famiglia, che si faceva espellere da tutti i college per atti osceni con tutte le ragazze della scuola e che a suo dire faceva 'il collezionista', che è stato mandato a forza dalla madre e dal fratello in Marina perché c'era la guerra almeno facesse qualcosa...​

...guarda cos'è diventato.

Conosce Muriel Wright e la cosa gli cambia la vita: diventa uno dei migliori agenti della MI6, perde lei ma diventa uno dei romanzieri più bravi... e quasi tutti i libri sono su Muriel; e pensare che lo scrittore famoso era suo fratello...

Ecco, fin qui potrei anche dirmi somigliante a lui. A parte le espulsioni dai college perché mi facevo tutte, ma che io nel periodo alcolico abbia avuto seri problemi con l'università e le finestre aperte (diciamo così, "le finestre aperte") è la verità.

Che abbia trascinato avvenimenti, redenzioni personali e alcuni "niente di che" fino ad un certo punto, è la verità.

Che Muriel (che non si chiama così, ma Luterzia Ludergnana Astolfini, in realtà) mi abbia cambiato la vita, è la verità.

Che io sia un grande romanziere è la verità.

Che quasi tutti i miei libri da un certo punto in poi siano su Muriel Luterzia è la verità.

Che sia successo qualcosa di 'abbastanza grave', per dirla all'inglese, è la verità.

Qui, però, la questione si comincia a complicare.

Tutti sanno che Muriel morì in un bombardamento verso la fine della guerra; e da lì in poi... qui si entra in pieno nel regno degli imprevisti.

Dante Alighieri impazzì quando perse Beatrice, a tal punto che il figlio si preoccupò seriamente. Poi, dopo non so quanti anni, decise di scrivere un'opera che parla di lei; ed è diventata un'opera piuttosto nota, pare.

Il mogol Shah Jahan sparì dal regno che comandava per anni e quando tornò fece costruire uno dei più bei monumenti al mondo, che tutti capissero, anche dopo millenni, com'era la sua lei. Pare che il Taj Mahal sia piuttosto noto.

Ian Fleming si dedica completamente alla Marina e contribuisce con le operazioni segrete alla vittoria inglese, si costruisce un patrimonio, tra cui la famosa villa Goldeneye in Giamaica (e goldeneye era un'operazione di controspionaggio del dopoguerra) e fa una cosa molto strana: sette anni dopo la fine della guerra si sposa.

Entrambi, marito e moglie, sanno che il matrimonio riunisce i capitali delle due famiglie, più che altro. Ancora di più, entrambi sanno che Ian pensa a Muriel, solo a lei. Così, in viaggio di nozze, la moglie va in giro per la Giamaica, mentre lui, incredibilmente, comincia a scrivere. Non era uno scrittore, ma in quel momento si dedica anima e corpo a un romanzo. Forse perché la moglie non la voleva nemmeno guardare in faccia, ma soprattutto per un motivo.

Chi ne ha letto qualcuno, sa che i romanzi con James Bond sono molto diversi dai film. Lui è malinconico, triste e innamorato di 'Vesper'; e quello è proprio Ian Fleming con il nome cambiato. Il primo romanzo, come moltissimi che ha scritto, parlano proprio di lei; e lui. Ian e Muriel.

Non c'era niente da fare.

La moglie, ovviamente, aveva capito al volo​.

Il romanzo e i successivi furono solo una conferma; e così si creano tre infelici, al volo e senza passare dal via.

Il sottoscritto ha rischiato di finire sotto un camion ed ha fatto altre cose di cui non ha una gran voglia di parlare. Poi ha scritto tre romanzi che parlano di... come si chiama? Ah, sì, Luterzia. Nome verissimo, si capisce.

Tre, per ora.

Volete i titoli? Col cavolo.

Dov'è che non ho intenzione di diventare come Fleming penso si sia intuito.

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