scrivi

Una storia di Lyuba

5

Per altri lidi, in cerca di fortuna.

Pubblicato il 05 luglio 2017

Sono solo, dopo il sesso, o l’amore, non saprei come chiamarlo. Mi hai chiamato, dopo tutto questo tempo e non ho saputo rifiutare, lo sai che non riesco mai a dirti di no. Dopo la tua telefonata, il cuore ha iniziato a battermi forte, come sempre, come allora. Quando sei arrivata ti ho abbracciato, provando un’emozione ancora più intensa dell’ultima volta. Ti sei staccata in fretta da me, iniziando a spogliarti “Ho solo una mezz’ora” hai detto e sono rimasto incantato a guardarti, sei ancora bellissima, il tempo impotente di fronte al tuo corpo tonico e sensuale. E poi quel “Sai cosa devi fare” sussurrato mentre mi attiri a te e mi baci, come una dea, come solo tu puoi. Sì, so cosa devo fare, so cosa ti piace, lo ricordo perfettamente. L’ho imparato in tutti questi anni clandestini, negli attimi rubati tra la carriera, i figli, un marito che non ami, ma che non vuoi lasciare. Lo ricordo anche se per un periodo lunghissimo non mi hai cercato, non mi hai voluto, hai fatto a meno di me. Ti ho dichiarato tante volte il mio amore ma stavolta, mentre sei fra le mie braccia come se fosse la cosa più naturale del mondo, non ce la faccio. Non sembri accorgerti di nulla, anzi forse sei sollevata ch’io non parli, probabilmente questo ti ha sempre infastidito. Volevi e vuoi solo un po’ di sano sesso, ti piace farlo con me, ma nulla più. Niente complicazioni relazionali e sentimentali. Questo forse ti fa sentire più sicura, più potente, con la situazione sotto controllo. Mi sono sempre accontentato ma non ci riesco. Non più. Sarei tentato di smettere e piantarti in asso adesso, subito. So che questo ti farebbe infuriare, non potresti tollerare una così imprevista e umiliante modifica ai tuoi piani. Non lo faccio. Al termine di quest’ennesima volta insieme, ti osservo rivestirti, risistemare il trucco e i capelli. Sembra non sia accaduto niente, se non fosse per il tuo viso, le guance appena rosse e le occhiaie. Quante volte le ho viste sul tuo volto. Quante volte avrei voluto che il sonno avesse prevalso e fossi rimasta con me, almeno un po’ di tempo in più. “Ciao tesoro, ti chiamo eh, stammi bene” mi saluti come sempre, forse avverti qualcosa, mi guardi un po’ più a lungo del solito, ma non parli, non chiedi, non fai domande. Non vuoi sentire quello che potrei dirti. Con una carezza sulla mia guancia, in silenzio, te ne vai. Esci, stando bene attenta che nessuno ti veda, non ti volti, non lo fai mai. Rimango per un tempo indefinito a guardare il letto disfatto, poi capisco. Devo andarmene o sarò per sempre tuo prigioniero, come sono sempre stato. Uno “stacco” doloroso ma necessario. Indispensabile, ormai. Tu non cambierai e io sono stanco, deluso, amareggiato. Riempio in fretta una valigia, cercando di non farci entrare il nostro passato, anche se è difficile. Non so ancora cosa farò, forse... andrò per altri lidi, in cerca di fortuna.

<u></u><sub></sub><sup></sup><strike></strike>

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Ops, c'è stato un errore. Riprova più tardi.

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×