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Una storia di Intertwine

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Intervista a Stefano Labbia: migliore autore di maggio.

Pubblicato il 06 giugno 2017

“Autore, poeta, sognatore, sceneggiatore, (ex) cuoco, mangaka mancato, disegnatore (a tempo perso), speaker e molte altre cose che non sto qui a raccontare”.

Si definisce così Stefano Labbia nella sua biografia su Intertwine.

Stefano, nel mese di maggio, è stato l’autore con più seguito nella nostra community.

Quest’intervista ci aiuterà a conoscerlo meglio.

:: Ciao Stefano, prima di tutto complimenti per le tue storie che stanno spopolando sia sul nostro sito che sui social network. Sei iscritto da poco sulla nostra piattaforma, ma finora come pensi sia servita Intertwine alla tua carriera di autore/scrittore?

Salve, grazie per questa splendida opportunità - e non mi riferisco solamente all'intervista! Intertwine sicuramente è stata un'idea geniale per riavvicinare molti "internauti" (non è una brutta parola, ve lo giuro!) lontani dai libri e dalla scrittura, persi nella rete e dentro ai social network. Social che dovrebbero essere tuttalpiù aggregatori di notizie e/o avere il solo scopo di condividere istanti di vita privata e pubblica. Purtroppo così non è, e facilmente ti imbatti in video di gattini ed altre amenità/oscenità. Sono una grande vetrina ed una grande cassa di risonanza, i nuovi media... Intertwine (e gli utenti della piattaforma) li usa(no) come si deve, a modo.

"Scrivo bene dove c'è pace!"

:: Abbiamo letto delle tue tante passioni e dei tuoi hobbies, raccontaci qualcosa di te al di là del lato prettamente autoriale. Cosa fai nella vita? Hai dei progetti che porti avanti?

Di hobbies ne ho molti, ma ultimamente stento a dedicarvi tempo, purtroppo o per fortuna. Sto lavorando a Fear, la mia prima serie tv originale che ha riscosso interesse in Inghilterra. In parallelo sto portando avanti due graphic novel (Kremisi e Killer Loop'S), un romanzo (Piccole Vite Infelici) ed una raccolta di racconti (Bingo Bongo & Altre Storie). Poi c'è anche una piéce teatrale a sfondo sociale alla cui realizzazione tengo molto. Nel frattempo sto scrivendo un documentario su un importante regista italiano assieme ad una collega. Ed il terzo libro di poesie è pronto ( i precedenti sono "Gli Orari del Cuore" - Leonida Editrice - 2016 e "I Giardini Incantati" - Talos Edizioni - 2017) . C'è davvero molta carne sul fuoco...

:: Passiamo al lato pratico della scrittura. A cosa non puoi rinunciare mentre scrivi? E qual è il momento della giornata in cui preferisci scrivere?

Non posso rinunciare alla verità. L'elemento reale deve sempre essere presente perché serve come punto di inizio della narrazione, come scintilla e soprattutto serve al lettore per entrare dentro al libro in genere. Credo che il primo obiettivo della creatività in genere sia quello di far riflettere. Di lasciarti qualcosa al termine della lettura - visione del prodotto. Certo, ci sono anche elementi/prodotti di puro intrattenimento, ma quelli non mi attirano molto personalmente. La verità in conclusione è importante perché fornisce all'autore un appiglio su cui far leva all'attenzione del lettore ed al fruitore dell'opera, invece, garantisce riflessione. Per quanto riguarda il momento in cui scrivo: sempre. C'è stato un tempo in cui scrivevo prettamente di notte. Poi sono riuscito a regolarizzare la mia vita di autore, dandomi tempi e modi. Educandomi. Adesso scrivo di giorno ma spesso e volentieri, eccetto che per una pausa a pranzo, scrivo sino a sera tarda. Tirando le somme: scrivo bene dove c'è pace!

:: Da cosa trai maggiormente ispirazione per le tue storie?

Dalla realtà, spesso e volentieri. Da quello che mi circonda. Da quello che sento sul tram o in metro. Da quello che vivo.

:: Hai mai dedicato un racconto a qualcuno?

Si. Anche poesie. È successo, chissà se lui/lei ci si rispecchia.

:: Hai un genere e uno scrittore preferito? Ultimo libro letto?

Ho terminato la lettura di "Ragazzo negro" di Richard Wright. L'avevo già letto, alle scuole medie se non erro. Ho voluto leggerlo di nuovo con maggiore consapevolezza. Ne ho sentito l'esigenza.

"Ragazzo negro" di Richard Wright.

:: Abbiamo letto che sei stato anche un cuoco: raccontaci, come se fosse una storia, la tua ricetta preferita.

Bella domanda! Si, in "un'altra vita" ero cuoco. Dunque, una ricetta... Uhm... L'unico approccio che mi viene per scrivere una storia/ricetta è il classico "C'era una volta":

Cacao dolce era sempre solo, chiuso in se stesso - in una busta. Un giorno per inseguire latte, cadde e le fini addosso: la piccola latte andò in mille pezzi e tutto quel fiume bianco si sparse sul pavimento. Fu così che i due non furono mai più soli, ma finirono per essere uniti per sempre in una dolce e squisita bevanda.

Ok, non è una ricetta ma ci si avvicina parecchio, suvvia...

:: Perché le persone dovrebbero raccontare una storia?

Perché scrivere significa crescere. E crescere, non è mai un errore.

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