scrivi

Una storia di Theinceptionist

Questa storia è presente nel magazine Poesie

Oppressione

52 visualizzazioni

Pubblicato il 23 luglio 2018 in Poesia

Tags: Oppressione

0

Pagine bianche, solo pagine bianche davanti e dietro me.
Inchiostro nero, solo inchiostro nero mi blocca la via attaccato ai muri che cola giù rendendomi difficile scappare da questa prigione invalicabile.


Sono qui richiuso da mesi senza che la fame possa sovvenirmi nella mia mente vuota e bianca come i fogli ai miei piedi. Ne caldo ne freddo, ne felicità ne tristezza, la mente e il corpo posson provare. Stanchezza ed energia son ormai ricordi lontani in questo mondo dimenticato da dio.
Sono in una situazione di stallo totale, non so più che fare; ogni qualvolta che provo ad appisolarmi una luce forte sveglio mi tiene in questo mondo vuoto.


Ogni qualvolta che provo a scavalcar i muri scivolo giù senza mai che una volta riesca a salir di un centimetro in più.
Ogni qualvolta che provo a scavar sotto queste bianche pagine ne trovo solo delle altre più ingiallite, come fossero li da molti anni.


Non c’è una fine in questo straziante corridoio o almeno non l’ho ancora trovata, in qualche modo è come se girassi intorno nonostante la via sia completamente dritta.
L’unica cosa che mi fa sentire vivo è scrivere anche se non provo ne noia e ne divertimento.


Finalmente raggiungo la fine di questo infinito corridoio e davanti a me trovo solo un muro come gli altri, sempre ricoperto di viscido inchiostro nero.
Dopo mesi di camminata infinita un altro fottuto muro che però stavolta mi blocca la via.


Cerco di togliere l’inchiostro dal muro ma come ogni dannata volta ma ogni goccia caduta si ricrea nello stesso punto di prima senza macchiare un solo foglio bianco come un ciclo infinito.
Provo a voltarmi per tornare sui miei passi ma mi accorgo che dove prima c’era un lungo corridoio vuoto ora c’è un altro muro ancora più alto di quello davanti.


Mi volto nuovamente e per fortuna la misura del muro è rimasta la stessa, provo a scavalcarlo senza successo perdendo la speranza, che era l’unico concetto astratto rimasto nella mia mente mi accascio al suolo quasi fossi disperato, visto che non provo più emozioni da molto tempo.


Ora sto provando a scrivere queste righe per combattere questo senso di oppressione che mi circonda da troppo tempo ormai e sento che ad ogni riga che scrivo qualcosa stia lentamente cambiando in questo mondo dimenticato da dio.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×