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Una storia di SimoneCardelli

Breve omaggio alla vocale U

La lettera più romantica dell'alfabeto

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Pubblicato il 17 agosto 2018 in Storie d’amore

Tags: amore omaggio U vocale

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Avete mai pensato a quanto si può dire su una lettera dell’alfabeto?

Se dovreste sceglierne una e dire che quella è la vostra preferita, quale sarebbe?

Io ammetto di avere un debole per la vocale U.


È prima di tutto romantica; due I che si fanno piedino.

È anche simpatica: conoscete l’umlaut? La palatalizzazione delle vocali tedesche? Ecco come diventa: Ü

Un gran bel sorriso, venuto prima di tutte quelle emoticon che vanno tanto di moda tra i giovani.


C’è poi da considerare la sua importanza storica; ci sono ottime possibilità che il primo suono uscito dalla bocca dell’uomo preistorico sia stato proprio: Uh! Così per un luuuungo periodo senza aggiungere altro. Non è forse un punto a suo favore? Non merita un piccolo riconoscimento? Io penso di sì e per questo scrivo un breve omaggio a questa vecchia regina dell’alfabeto.


È vero che la U nei nomi propri di persona non suona troppo bene (con l’eccezione di Ulisse, ma fa caso a parte se consideriamo che in origine era Odisseo), infatti il tempo impietoso ha decimato la scelta dei nomi che iniziano per questa lettera. Scegliereste di chiamarvi Ugo? Ricorda troppo Fantozzi. Forse Umberto? Puoi permettertelo solo se sei oscenamente ricco o di sangue reale. Ubaldo? Lasciamo perdere. Peggio ancora nei nomi di donna (ma anche qui faccio l’eccezione di Ursula che suona come un fuoco scoppiettante in una notte di passione).


Sorvoliamo quindi i nomi propri e andiamo dritti a quella che forse è la sua più grande qualità; l’aspetto che la eleva al di sopra delle altre lettere facendole conquistare un seggio d’onore nell’olimpo alfabetico: la sua musicalità romantica.


Così come il punto e virgola è l’elemento più sexy della punteggiatura, allo stesso modo la U può penetrare dolcemente le orecchie e il cuore di ogni amante del bello. Non a caso Elvis cantava “Only Youuuuuu” dandole quel tono che provocava gran sconquasso ormonale in generazioni di grandi e piccine. In quella U che durava secoli c’è racchiusa il segreto dell’amor cortese; un sussurro al vostro orecchio che dice “solo tu e nessun’altra”.

Avrebbe avuto lo stesso effetto se fosse stato “solo teeeeeee”? Ovviamente no.

Il suono della U ti accarezza delicatamente in una culla di sogni.


Molto ancora ci sarebbe da dire su questa lettera sottovalutata, ma voglio fermarmi qua perché a celebrare qualcosa di bello basta poco.


E allora ecco, dichiaro il mio amore verso questa vocale che da sempre m’affascina e mi incanta: io t’amo dolce U, d’un amor folle e senza tempo.


I Love U.


Simone Cardelli

Maggio 2017

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