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Una storia di Danieleso

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A road to Hrvatska.

Giro della Croazia in 10 giorni.

Pubblicato il 10 settembre 2015

"Ma quale agenzia ve l'ha organizzato?" E' stata la prima domanda che ci hanno fatto le persone a cui abbiamo raccontato del viaggio di questa estate in Croazia. Effettivamente ricordo di serate passate davanti al PC a programmare ogni singolo spostamento. A Calcolare le distanze, gli orari dei bus, i costi e sopratutto i posti più belli da vedere. Il mood è quello giusto e la voglia di scoprire non ci fa pensare ad altro. Riusciamo a calcolare tutto e decidiamo di avventurarci per questo posto tanto "wild" quanto caratteristico.

Classico Selfie pre-partenza.

Partiamo da Napoli la mattina del giorno 04-08-2015. Ovviamente il volo è da Roma ed è EasyJet. L'aereo partiva ad un orario decente del pomeriggio e il Megabus, che fino ad allora credevamo fosse una leggenda di internet, davvero ci porta fino a Roma con pochissimi euro.

Dopo aver mangiato un panino veloce, ma buono, alla stazione Termini, prendiamo il bus che ci porta in aereoporto. Fa caldissimo e sull'aereo finalmente abbiamo un attimo di relax.

L'aereo parte e quando mi giro trovo Simona che ha già preso sonno. Potrebbe dormire ovunque, beata lei.

Il volo dura poco, circa un'oretta e un quarto e siamo a Spalato. Il caldo che avevamo lasciato in Italia lo ritroviamo lì ma, fortunatamente, era un caldo molto secco, sembra caldo africano a primo impatto. Credevamo realmente di aver sbagliato volo ma la scritta "Welcome to Hrvatska" ci toglie ogni dubbio. Usciamo fuori dall'areoporto e di fronte a noi, il mare. Avevamo visto che dall'aereoporto era possibile raggiungere il centro con dei bus ed effettivamente è stato così, ma avendo aspettato tanto tempo le valige e non essendo partito subito il bus, a Spalato arriviamo abbastanza tardi.

Carichi di valige ci avventuriamo per cercare dove fosse l'appartamento e mentre maledivamo AirBnb perché, spesso non da la possibilità di avere i numeri di telefono degli Hosts e cerchiamo un free wifi per capire dove fosse precisamente l'appartamento.

Ci salva l'unico bar del quartiere nelle vicinanze, non perché avesse il wifi, ma perché il barista, vedendoci affranti, ci mette a disposizione il suo cellulare. Chi sa se il mio account G-Mail è ancora connesso sul suo cell... Non lo scoprirò mai...

Troviamo l'appartamento e ovviamente è l'unico portone del quartiere che non avevamo controllato. Ci troviamo in una casa di croate "paesane", diciamo molto veraci. Ospitali e gentili ci danno le chiavi e ci mostrano la camera, pulita piccolina e centrale. Onesta. Andiamo a letto presto e l'indomani partiamo per Dubrovnik.

Colazione leggera. Scusate le occhiaie.

Prima di partire però, dopo una bella colazione (English Breakfast... leggera...), andiamo a controllare se è possibile fittare la macchina. Ovviamente senza carta di credito non c'è verso e dobbiamo annullare la prenotazione fatta online. Non ci scoraggiamo, ci riusciremo, pensiamo.

Il bus per Dubrovnik fa un pò di ritardo e dopo un lungo tragitto da Spalato a Dubrovnik, via costa, arriviamo alla stazione degli autobus. Appena scesi dal bus recuperiamo le valigie e ci dirigiamo a pochi metri dai bus in una "Wi-Fi area" per capire dove andare. Mentre tentiamo di connetterci al Wi-Fi, mi sento chiamare da qualcuno che mi smuove il braccio. Era una ragazza bosniaca che con un inglese stentato cerca di spiegarmi che ci avevano appena borseggiato. Capisco al volo siccome vedo la borsa di Simona senza i nostri portafogli dentro e in un attimo io e la ragazza bosniaca ci precipitiamo fuori per inseguire il malfattore! Corriamo velocemente in mezzo alla folla lasciando Simona con il cellulare in mano che, nel frattempo, non si era accorta di nulla. A un certo punto la ragazza bosniaca afferra una ragazza con gonnellina nera, infradito al piede e cappellino di paglia. Non avrei mai pensato fosse lei ad averci borseggiato! La ragazza bosniaca mi da la conferma. Le strappo la borsa dalle mani e la apro. Mentre rovisto, la borseggiatrice cerca di darmi un morso sul braccio con cui la mantenevo per non farla scappare e istintivamente la sbatto per aria. La polizia era presente e vede tutto. Si avvicina a me accusandomi di aver rubato la borsa della ragazza ma fortunatamente gli mostro subito che all'interno c'erano i nostri portafogli.

Io, Simona che sta male e il nostro amico poliziotto con la mia faccia.

Capiscono la situazione e fortunatamente per noi recuperiamo tutto. Le prossime ore le passiamo in questura a denunciare il fatto e i poliziotti ci confessano che era una ragazza bulgara che viveva nei campi fuori città. Ci è dispiaciuto sapere che avesse solamente 16 anni e che avrebbe passato parecchi guai con la legge ma d'altronde aveva rubato tutto ciò che avevamo con una tale maestria che, credo vivamente appartenga solo a chi fa questo da tempo...

Dopo questo spiacevole episodio, il poliziotto che ormai era diventato amico nostro, ci scorta fino al B&B dove avremmo alloggiato la stessa sera. Almeno così credevamo. In realtà ci porta nella strada parallela a quella dove dovevamo arrivare e come se non bastasse quando scopriamo che non è quella la strada realizziamo che per arrivare al B&B avremmo dovuto salire una scalinata di 300 scalini circa. Morti. (In foto io, Simona che non voleva inserissi la foto perché stava "male" ed il nostro amico poliziotto che per motivi di privacy ho dovuto censurare).

Quando arriviamo in cima, ci voltiamo e siccome si era fatta quasi sera, assistiamo ad un tramonto su Dubrovnik spettacolare. In quel momento mi sono sentito indistruttibile e arrivati al B&B eravamo le persone più felici del mondo.

Il posto era gestito da una vecchietta che non sapeva neanche parlare inglese ma era bellissimo. La stanza affacciava direttamente sul mare e su Dubrovnik (come si vede in foto dal nostro balconcino).

Vista dalla camera del B&B al tramonto. Ovviamente i colori non rendono.

Dopo esserci ripresi un attimo, decidiamo di andare in città con un taxi che facciamo chiamare dal nipotino della vecchietta del B&B. Usciamo fuori e aspettiamo una decina di minuti. Il taxi non arriva. Fuori alla strada c'era un signore con il cellulare in mano, evidentemente in attesa di qualcuno. Dopo poco gli chiedo il piacere di chiamarci un taxi siccome non conoscevamo il numero. Lui fa una controproposta: il suo amico ci avrebbe accompagnato fino al centro per un prezzo minore. Ovviamente accettiamo e ci facciamo lasciare sotto le mura antiche della città. Il tipo era simpatico, si chiamava Senad e di mestiere guidava barche. Vedendolo inserito nell'ambito del turismo e dei trasporti, penso bene di chiedergli se conosceva qualcuno che avrebbe potuto fittarci un'auto "without credit card". Lui ci pensa un attimo e ci dice che al ritorno, quando sarebbe passato a riprenderci, ci avrebbe dato una risposta. Io e Simona, nel frattempo, decidiamo di coccolarci e andiamo a cenare nel ristorante, secondo noi, più bello di Dubrovnik. Si chiamava "Restaurant Dubravka 1836". Affacciava sulle mura antiche della città, i piatti erano squisiti e Simona era bellissima, nonostante la stanchezza. Passiamo una serata piacevolissima e dopo cena andiamo in giro per la città vecchia, i vicoli e il porto antico. Anticamente le mura che avvolgono il centro cittadino servivano per difendere i cittadini da eventuali attacchi dal mare e abbiamo iniziato a fantasticare su come sarebbe stato vivere in passato lì. Al ritorno, il nostro amico Senad ci da la bella notizia: il giorno dopo avremmo avuto l'auto "without credit card"!!! Felicissimi andiamo a dormire ripensando a tutto quello che era successo, a noi e a come si sarebbe evoluta la vacanza. Pensiamo bene di organizzare un'erscursione nell'isola di Lokrum, di fronte Dubrovnik, per la mattina successiva.

Escursione Isola di Lokrum.

Armati di GoPro e mascherine ci avventuriamo nella natura incontaminata di questa piccola isoletta e troviamo la nostra postazione per restare li a farci il bagno più bello della vacanza.

Dubrovnik. Molo visto dalla barca.
Simona "Mermaid".

Dopo l'escursione e il bagno ritorniamo a Dubrovnik e proprio fuori al ristorante della sera precedente ci aspettava Azra, l'amica di Senad che ci avrebbe noleggiato l'auto. Ci porta una bella Suzuki Swift "nuova sfiammante" e firmate tutte le carte per il noleggio, carichiamo l'auto e partiamo, next stop: Brodarica.

La nostra macchina sfiammante.

Ormai si era fatto tardo pomeriggio e il sole non era forte come prima, il cielo si stava anche coprendo un pochino in effetti. Andiamo a Nord e procediamo via costa. I paesaggi sono pazzeschi, al nostro fianco c'era tanto mare e una miriade di isolette incontaminate. Alla nostra destra la montagna. Procediamo il viaggio con la musica giusta accuratamente selezionata prima di partire e per me è uno dei momenti più felici della vacanza. Tutto sembrava andare per il verso giusto. Infatti così è stato.

On the road.

Per la strada c'erano contadini che vendevano prodotti di produzione propria. Dal vino alla frutta, dalle marmellate ai liquori, ci fermiamo spesso e assaggiamo tutto quello che le "Family Farm" ci proponevano. Ci compriamo varie marmellate, bottiglie di vino e conosciamo dei personaggi croati molto divertenti ed una coppia di italiani con cui brindiamo allegramente nonostante il tempo si stesse guastando.

Family Farm sulla strada da Dubrovnik a Brodarica.

La cosa fantastica era l'atmosfera. Tutto quello che ci circondava sembrava portare con sè una vena di malinconia e colgo l'ispirazione per fare vari scatti, tra cui questo qui sotto, nel quale Simona è intenta a riflettere sul fatto che vorrebbe la possibilità di vivere sempre così. Come darle torto...

"She's my soul". Riflessioni sulla strada per Brodarica.

Il viaggio è lungo e dopo un pò imbocchiamo l'autostrada. Inutile dire che Simona si addormenta ed io mi ritrovo a viaggiare lungo questa autostrada enorme che si faceva sempre più buia. Le canzoni giuste mi trasportavano e nonostante la stanchezza incombente non ci siamo fermati per cercare di arrivare ad un orario decente. Almeno questo era il mio programma. Ovviamente la pausa doppio caffè c'è stata e ora posso dire con certezza che è stata necessaria.

Dopo l'autostrada, infatti, ci siamo trovati ad attraversare dei paesini croati dai nomi impronunciabili nei quali, a guardarli, sembrava di ritornare indietro ad una ventina di anni fa. Barche in disuso, da verniciare probabilmente, capovolte vicino a porticcioli. Piazzette di paese con panchine sotto i lampioni e qualche vecchietto che passeggiava. Una strada extraurbana senza luci e senza guardrail (se così si scrive), tra un paesino e l'altro e la paura di aver sbagliato strada.

Arrivo a Brodarica. Ovviamente moto d'acqua.

Non ci abbattiamo anche se attorno a noi ormai è tutto buio e proseguiamo. Finalmente dopo poco arriviamo ed entriamo in questo vicoletto di villette residenziali. Era tutto scuro e arrivati con la macchina in un cortile, sperando fosse quello giusto, ad accoglierci era una famiglia di tedeschi che ci guida verso il tipo che aveva messo la casa su Booking.

Ovviamente non parla inglese neanche lui ma ci consegna le chiavi di casa e ce la indica.

Non c'erano più dubbi. Eravamo a Brodarica.

La casa era molto accogliente e non mancava di nulla tranne che di cibo. Ormai era tardi e andare a compare qualcosa da cucinare era impossibile. Usciamo così in cerca di un posto dove mangiare ma siccome non c'era nessuno, stava chiudendo anche l'ultima pizzeria aperta a quell'ora. In via del tutto eccezionale e con qualche bestemmia, il pizzaiolo ci fa il piacere di infornare due pizze da portare. Più che soddisfatti e con due birre croate gelate con noi, cerchiamo un posto dove metterci a mangiare.

Sul lungomare di Brodarica, c'erano delle piattaforme di cemento che formavano dei piccoli moli in acqua. Partivano come dei moli e alla fine del percorso formavano delle rotonde, praticamente nell'acqua. Ovviamente decidiamo di fermarci li a mangiare e con il mare calmo che ci bagnava i piedi in acqua, ci mangiamo la pizza più "originale" della storia. Non perché facesse schifo, almeno non troppo, ma per la "location" diciamo.

La mattina scendiamo con un solo pensiero: moto d'acqua. Io non l'avevo mai presa e solo al pensiero mi sentivo gasato. Ne è valsa la pena!

Il pomeriggio, ormai stanchi della giornata di mare, decidiamo di prendere la macchina e partire per il primo paesino che ci avrebbe ispirato. Volevamo scoprire di più. Bene abbiamo fatto perché dediciamo di fermarci a Sibenik.

Sibenik
Vista di Sibenik dall'alto del suo Castello.

Sibenik è stata una scoperta piacevolissima. Non troppo turistica, antica, borgo medievale, piena di storia e piena di giovani. Dopo un bel aperitivo vicino al mare, passiamo per vicoli stretti e mura a mattoncini che riflettevano una luce bellissima. Mentre camminiamo leggiamo tra le insegne che c'era un castello ed effettivamente, facendoci caso, sopra i vicoli di Sibenik c'era un castello che affacciava sul mare e su tutta la città. Prima di salire, pensiamo bene di fermarci in un Wine Bar per degustare alcuni vini tipici croati, si chiamava VINO&INO, consigliato. Ci porta dei vini buonissimi e l'atmosfera era bellissima. Appena dopo partiamo alla scoperta del castello.

Facciamo gruppo con una famiglia di baresi ed una famiglia di spagnoli per entrare e pagare il biglietto ridotto. Inutile dire che le conversazioni delle due famiglie prima che arrivassimo erano comiche. Tra una risate e l'altra entriamo e appena ci affacciamo ci rendiamo conto della bellezza di quel castello. Solo dopo sopriamo che era stato ristrutturato da pochissimo e solamente nel 2014 è stato reso agibile. Il tramonto incombeva e le luci della sera iniziavano a prendere il sopravvento. Infatti erano proprio le luci ad essere assure ed il panorama magnifico. Un tramonto così credo di averlo visto solamente a Santorini. Ne approfittiamo per fare degli scatti bellissimi, infatti, giù ho inserito alcuni dei miei preferiti.

Sibenik ed i suoi vicoli.
Le luci della Croazia.
Simona che pensa.
La mia esploratrice preferita.
"La luce dei vicoli di Sibenik è una cosa che non scorderò" Cit.
Vicolo che affaccia sul mare di Sibenik.

Ormai quasi ora di cena, prima di ritornare a Brodarica, ci fermiamo a comprare le cose per cucinare qualcosa e fare una cenetta romantica. Ce la facciamo e offriamo degli spaghetti anche alla famiglia tedesca che ci aveva accolto appena arrivati. Ci avevano sentito cucinare e sapete che quando sentono che ci sono degli italiani in cucina, gli stranieri escono totalmente pazzi. Vino comprato nelle "Family Farms", cena fuori al terrazzino, musica e luci soffuse. Non potevamo chiedere di meglio.

Cascate di Krka.
DanieleNeiPosti e la sua compagna d'avventura. Cascate di Krka.

La mattina successiva scendiamo presto e la nostra direzione era: Parco Nazionale di Krka. In parole povere, un posto bellissimo dov'era possibile farsi il bagno sotto le cascate.

Effettivamente è stato incredibile, percorsi nella natura, fiumi che scorrevano, acque limpide, cascate e ruscelli. Assolutamente consigliato per chi va in Croazia. Ma la cosa più bella è farsi il bagno nel lago che affaccia sulle cascate. Nel parco non ti danno la possibilità di arrivare fino a sotto le cascate. Credo che in quel caso ci sarebbero parecchi morti e feriti...

Dopo una gita fantastica recuperiamo la macchina e ci mettiamo in viaggio per posare l'auto a Zadar, dove ci aspettava un certo Mario, amico di Azra. Mario è puntualissimo, noi anche, incredibilmente. Per arrivare alla stazione degli autobus, dove avevamo appuntamento, decido di seguire un bus che era appena uscito dall'autostrada, pensando stesse andando proprio lì. Ottima intuizione perché così è stato, il bus ci ha guidato inconsapevolmente fino al bus station. Dopo un'analisi critica dei possibili danni all'auto, Simon ci stringe la mano e ci costringe a salutare la nostra Suzuki, fedele compagna d'avventure.

Ci fermiamo in una birreria lì vicino e aspettiamo il bus che ci avrebbe portato ancora più a Nord.

Viaggio in Bus verso il camping.

Comincia il viaggio verso Plitvicka Jezera (credo che non imparerò mai a scriverlo senza l'aiuto di Google).

Il nostro arrivo al camping è stato comico. Il posto si chiama Turist Grabovac, un campeggio completo di attrezzature di tutti i tipi, pieno di attività da fare organizzate da loro e vicino ai laghi.

Appena arrivati pensiamo subito a montare la nostra fantastica tenda. Una "due secondi" di Decathlon arancione e blu con un pattern indiano fantastico. Non essendo molto esperti rispetto ai camperisti e ai campeggiatori che c'erano intorno, credo che ai loro occhi siamo apparsi abbastanza comici. O forse sono stati presi da un attacco di tenerezza quando ho chiesto loro un gonfiatore elettrico per il materassino. Fatto sta che dopo 5 minuti, una famiglia di tedeschi ci viene a soccorrere portandoci un gonfiatore, purtroppo non elettrico. Proviamo a gonfiare il materasso e ci alterniamo anche con i figli dei tedeschi ma sembra impossibile. Una famiglia francesce vede la scena divertita ed il padre si avvicina a noi portandoci un gonfiatore elettrico. Fantastico! Il materasso inizia a gonfiarsi e felicissimi iniziamo a sistemare le cose.

Restituiamo il gonfiatore elettrico e vediamo arrivare una coppia belga con una pentola piena di spaghetti cucinati apposta per noi! Ci dicono in inglese che non sarebbero stati buoni come gli spaghetti italiani ma che pensavano fossimo affamati ed assetati, infatti, insieme agli spaghetti ci portano fieri due birre belghe gelate. Vedendo la scena e la nostra reazione felice, la prima famiglia del gonfiatore non elettrico ci porta invece due birre tedesche. Ci sentiamo accolti davvero bene e affamati, ci accovacciamo nel prato e mangiamo quegli spaghetti come se fossero la cosa più buona della storia. Se ci penso ora mi viene quasi fame in effetti...

Villaggio di Rastoke.

La mattina dopo, siccome in tenda c'è un tempo limitato per dormire (cioè fino a che non spunta il sole), ci svegliamo presto e con tutta calma, dopo una bella colazione, cerchiamo qualcosa da vedere nelle vicinanze. Ci avevano parlato di un villaggio croato molto carino, lo chiamavano il "villaggio dei mulini", perché c'erano dei fiumiciattoli al suo interno sui quali c'erano questi piccoli mulini. Molto antichi. Avremmo dovuto aspettare un bel pò di tempo il bus, quindi decidiamo bene che nell'attesa avremmo provato a fare l'autostop. Avrei tanto voluto iGoOn in quel momento. Inizialmente nessuno ci pensa, appena indosso il cappellino di paglia le cose cambiano. Come alzo il pollice, la potenza del cappellino di paglia fa fermare subito un'Audi. Il tipo ci chiede dove dovevamo andare e ci carica. Un personaggio pazzesco, in viaggio dall'Estonia per farsi un giro del Nord-Est Europa con il figlio di soli 2 anni. Solo lui ed il figlio. Dopo una conversazione abbastanza strana, piena di "ta-ta-ta" tra una cosa e l'altra, che credo significasse tipo eccetera ci lascia a Rastoke, il villaggio dei mulini.

"Cascatella" del  villaggio di Rastoke.

Il villaggio è fantastico. Intimo, piccolo e dolcissimo. Sembra uscito da un cartone Disney. Ponticelli in legno, cascatelle, laghetti, ruscelli, natura, mulini... Sembrava davvero preso da una favola e portato alla realtà. Ne approfittiamo per farci un altro bagno sotto le cascate e ci prendiamo un pò di tempo per rilassarci e restare a guardare questo spettacolo. Le foto non rendono forse ma a breve monterò un piccolo video del viaggio così vi potrete fare un'idea migliore.

Momento riflessivo per DanieleNeiPosti
Villaggio di Rastoke, bambola di pezza inquietante.

Restiamo lì fino al pomeriggio e prima che facesse buio, pensiamo di ritornare, questa volta col bus. Ovviamente non va così perché risuciamo a recuperare un altro passaggio da una coppia di francesi che stavano facendo un on the road estremo. Partiti dalla Francia, sono arrivati a Milano per poi andare a Venezia, Trieste e scendere dal Nord al Sud della Croazia con tutte le soste obbligatorie. Qualcuna abbiamo provato a suggerila noi e spero abbiano seguito i nostri consigli.

Ritornati al camping, andiamo a mangiare nel nostro ristorante di fiducia. Il ristorante del camping praticamente, che ogni sera veniva monopolizzato da noi e le nostre cose da caricare alle prese (fotocamera, GoPro, cellulari...). A servirci era sempre lo stesso cameriere, un tipo alto, capelli neri, non troppo magro e con un problema. Aveva un tic. Muoveva la testa in avanti e questo c'è l'ha fatto prendere a cuore. Un saluto a lui <3.

Autostop, furgoncino Hippie.

La mattina successiva, la direzione era il Parco Nazionale di Plitvička Jezera. Il parco è patrimonio dell' UNESCO e è tra i 10 parchi naturali al mondo da visitare assolutamente. Tra l'altro la parte dei laghi, cioè quella aperta al pubblico è solamente una piccola parte dell'intero parco. Sono raggiungibili 16 laghi, collegati tra loro con delle cascate (alcune incredibili) e ci vuole circa una giornata, se non un paio di giorni, per visitarlo tutto. Ovviamente partendo la mattina presto non ci siamo ritirati prima di fare l'intero percorso. Le parole per descriverlo bene non ci sono. Dovete solo andarci per capire. Le foto vi daranno un assaggio per farvi capire il livello.

Nel parco siamo stati in compagnia tutto il tempo, infatti, gli stessi che quella mattina ci hanno caricato tramite autostop sono restati con noi fino alla sera. Era una coppia pazza formata da una ragazza spagnola uno svizzero. Praticamente i due opposti, sia come origine che caratterialmente ma c'era un fattore che li univa, a parte Lucas il figlio di 9 mesi che portavano con loro: la follia. Credo che nella mia vita difficilmente avrò di nuovo a che fare con due persone con un tale livello di follia nella testa. Guidavano un furgoncino Hippie, il mio sogno. Sono partiti dalla Svizzera con il loro bimbo di 9 mesi e la cosa più bella era che ridevano sempre!

I nostri amici pazzi dell'autostop.
"No Guts, No Glory"
Plitvička jezera con i nostri amici pazzi, più Lucas.
Plitvička Jezera.
Plitvička Jezera, l'acqua cristallina.
Plitvička Jezera.
Plitvička Jezera

Il posto è fantastico, come spero si veda dalle foto e torniamo al camping con il furgonicino Hippie. La sera ceniamo con loro e a fine cena li salutiamo probabilmente per non rivederli mai più. Non avevano neanche Facebook. Il giorno dopo prima di ritornare a Spalato, riusciamo ad organizzare una giornata di Kayak in un fiume croato ed il coach Matias era il re del fiume. Tra un tuffo e una cascata, dopo questa fantastica esperienza ritorniamo al camping e passiamo la serata tra una Pilsner e una chiacchiera con gli organizzatori del Kayak. Tra l'altro proprio quella sera c'era un gruppo di romani che cercava di parlare con gli organizzatori delle attività e noi, che eravamo con loro, ci siamo divertiti un sacco a non aiutarli a parlare inglese fino a che non abbiamo iniziato a dargli consigli su cosa vedere della Croazia nei loro prossimi giorni. Andiamo a dormire felici anche se quella sera mi rubano le scarpe messe fuori dalla tenda... Infatti, quando torniamo a Spalato per vederla bene, l'ultimo giorno prima di partire definitivamente, oltre Simona erano i miei cari infradito a sostenermi.

Spalato
Spalato
Spalato

Spalato merita, anche se troppo turistica. Alcune foto sopra della parte storica testimoniano il nostro passaggio ma come ultimo giorno ho preferito non scattare troppo e godermela a pieno. Anche per questo ci siamo fermati al Wine&Cheese Bar Paradox. Top.

E' stata un'esperienza incredibile e fatta con la persona giusta ha un valore ancora maggiore. Sono sicuro che questo sarà il primo di una lunghissima serie di viaggi che DanieleNeiPosti e la sua compagna di avventure faranno. Sperando di non avervi annoiato troppo (almeno c'erano le immagini), saluto con una vena di malinconia, tutti quelli che abbiamo incontrato durante il nostro viaggio, sapendo di non rivederli mai più, probabilmente come i posti che abbiamo visitato. Una certezza c'è l'ho, li ricorderò sempre ogni volta che rileggerò questa storia e sorriderò pensando a quello che è stato uno dei viaggi più belli della mia vita.

Kayak
Kayak
Fine delle esperienze

Da DanieleNeiPosti e la sua compagna di avventure è tutto. Al prossimo viaggio.

Foto scattate con attrezzatura Nikon e Gopro.

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