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Una storia di Skull

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Le domande di Zapordius 2

Perché il sapere non conosce limiti

Pubblicato il 06 giugno 2017

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Zapordius è un uomo qualsiasi che utilizza il suo tempo ponendosi domande su eventi, azioni e argomenti dal dubbio interesse culturale. Il suo scopo principale è quello di ricevere risposte (vere o false, non gli interessa). Basta che siano risposte. Dopo il primo esperimento, avvenuto sempre su Intertwine, Zapordius è convinto di poter superare i limiti del conoscibile... in alternativa, è un'ottimo modo per disturbare gli altri.

PS: Ci saranno dieci domande e per ognuna di queste, Zapordius sceglierà la risposta più "wow" e apparentemente idonea al quesito principale.

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Il fotografatore di cibo è un umanoide della specie "iosonopubblico". Vive la sua vita normale fino a che non si avvicina il momento dedicato al cibarsi.

In quel momento il fotografatore si trasforma e diventa il re dei social. Non gli importa se il cibo sia buono o no, l'importante è che sia altamente fotogenico.

Il fotografatore è sì un appassionato mangiatore, ma soprattutto vuole comunicare al mondo le sue scelte culinarie e le sue scelte devono essere quelle esteticamente più appetibili.

Potrebbe fotografare una cotolettina trasparente e raggrinzita che sarebbe fotograficamente un disastro? Non sia mai.

Potrebbe fotografare una pasta con un sugo talmente povero che nella fotografia nemmeno si capirebbe cos'è? Ma nemmeno per sogno.

Potrebbe fotografare un gelato in una coppa con tre palline incolori che darebbero l'idea di un gelato di plastica? Ci mancherebbe.

Quando arriva al locale prescelto, sia esso un bar oppure un ristorante o pizzeria, si fa consigliare i piatti più affascinanti e se non sanno di niente non importa. L'importante è che siano una bellezza.

Poi magari gli viene un mal di stomaco epocale, ma non importa. Volete mettere quanto erano belle le fotografie che ha postato su tutti i social del globo?

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L'inventore dell'orologio ne aveva veramente abbastanza di doversi portare sempre apresso quelle noiose e pesantissime meridiane che poi non erano nemmeno affidabili perchè se non c'era il sole col cavolo che sapevi l'ora. Non parliamo poi della notte: come diamine si poteva sapere l'ora esatta di notte con una meridiana?

Non ne poteva più di arrivare in ritardo perchè una nuvola passeggera aveva oscurato il sole e poi, dato che l'uomo era un po' pasticcione, magari metteva la meridiana al posto sbagliato e così gli veniva fuori un'ora che non era quella che doveva essere e così l'ora diventava un poi, oppure un magari e anche un forse.

L'uomo decise che non se ne poteva più e così decise di inventare qualcosa che fosse dannatamente preciso e anche magari piccolo e trasportabile con facilità, da poter leggere agevolmente.

Iniziò a pensare come poteva essere l'aggeggio che avrebbe inventato. Magari quadrato. E poi doveva contenere tutte le ore del giorno e con un legnetto mobile che avrebbe indicato l'ora. Più o meno una meridiana, ma più evoluta. Elucubrò per mesi e mesi, provò di tutto, inventò ingranaggi quadrati, ma si accorse che facevano un po' di fatica a girare e così optò per qualcosa di rotondo, poi provò le molle, che erano rotonde anche loro ed infine, quando tutto parve funzionare a dovere, all'uomo restò un dubbio amletico (chi era poi questo Amletico?): come faceva ad essere certo che l'ora che la sua creatura segnava fosse quella esatta se a lui non riusciva mai di posizionare una meridiana al posto giusto? Pensò e ripensò e alla fine trovò la soluzione: siccome lui era negato, sarebbe andato dal Sommo Meridianografo e lui gli avrebbe posizionato la meridiana in modo inconfutabile e così avrebbe potuto sincronizzare la sua macchina con la massima precisione.

2

Le mezze stagioni sono finite nella metà sbagliata delle altre e non sanno più come tornare indietro.

Tutto è cominciato quando la primavera, che è la più scalmanata, è passata dentro l'estate. Era di notte e la primavera si stava annoiando a morte mentre tentava di far sbocciare un fiore che proprio non ne voleva sapere. E dire che era una bella di notte, eppure non c'era verso. Seccatissima la primavera mollò il fiore a se stesso e decise di andare a farsi un giro. Camminò molto, ma non vedeva bene dove andava e finì dentro l'estate che così divenne una mezza estate e quella notte una notte di mezza estate.

L'estate sentì un po' di freddino perchè la primavera era più fredda di lei e si chiese cosa volesse. Siccome cominciava anche a scocciarla perchè non le permetteva di esprimersi al meglio, allora decise di infuocarsi e riscaldò all'istante la primavera intimandole nel medesimo tempo di tornare indietro. Ma ormai la primavera surriscaldandosi era aumentata di proporzioni e non riusciva più ad entrare nella sua stagione.

Questa volta fu allora l'estate a seccarsi da bestia per questa inopportuna invasione di campo, mollò la primavera dove stava e se ne andò di corsa, ma andò un po' troppo oltre, inciampò e cadde dentro l'autunno.

Quando l'autunno si accorse che gli era caduta addosso l'estate sentì un po' caldo e anche un gran mal di schiena perchè l'estate era abbondante. L'autunno però ha sempre avuto un buon carattere luminoso e colorato, solo che questo caldo gli dette veramente un po' troppo fastidio, così decise che avrebbe aperto il frigorifero che teneva per i casi di emergenza e di colpo l'estate si restrinse e si raffreddò, tanto che le venne anche un febbrone da cavallo.

Scocciato dall'estate che quando si ammalava era davvero insopportabile, l'autunno le chiese di tornare indietro, ma l'estate stava così male che non riusciva a fare un passo, nè avanti nè indietro. L'autunno, che non amava gli spazi ristretti, allora si allargò a dismisura, colmò la misura e smisurò fino all'inverno.

L'inverno non aveva mai avuto un buon carattere e non appena si accorse di questa smisurazione, si irrigidì di brutto e ghiacciò l'autunno seduta stante. Tutto divenne freddissimo, autunno compreso, che divenne un ghiacciolo e rimase bloccato senza poter dire nè a nè ba. L'inverno scatenò l'inferno (di ghiaccio ovviamente) e col caratteraccio che aveva prese a calci l'autunno cercando di farlo tornare indietro. Ma ghiacciato com'era, l'autunno andò in pezzi e non potè più tornare indietro.

L'inverno prese malissimo la situazione e decise che non se ne sarebbe andato nemmeno un minuto prima di arrivare alla primavera.

Ma dov'era la primavera?

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