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Una storia di Alle

Milano di corsa

Pubblicato il 24 gennaio 2018 in Altro

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Nella Luce Delle 6:00, da me il mare non lo vedi. Il sole la mattina si può specchiare sui palazzi o al massimo su qualche pozzanghera se la notte ha piovuto. Non è poi così tanto emozionante. Bisogna trovare un altro motivo per essersi fatto la violenza di uscire a correre alle 6 di domenica mattina.

L'aria è fredda, le gambe si muovono, o almeno credo che lo stiano facendo, sono ancora troppo rimbambito di sonno per averne la certezza.

Nel centro città, a farmi compagnia solo gli spazzini che maledicono la Milano da bere, perché per loro è la Milano da pulire, raccolgono mille bottiglie di birra lasciate a vita propria sul bordo di troppi marciapiedi.

Dietro quella curva c’è un forno è già aperto o non ha ancora chiuso, non so. E' pieno di gente che tenta di togliersi il sapore dei cocktail addentando brioche e pizzette. Uno strano silenzio li avvolge, troppo stanchi e ubriachi per far la fatica di intavolare qualsiasi discorso. Mi guardano come guarderebbero una gattara, mi considerano giustamente un disadattato, devo avere qualcosa che non va se a quest’ora sto correndo, per loro sono un matto che non ha niente di meglio da fare!

In una macchina parcheggiata poco più avanti, quattro ventenni fumano una sigaretta dopo l’altra, non parlano molto anzi per niente. Fumano e hanno pensieri vividi. Pensano a quanto era bella lei e a quanto vorrebbero andarsene via “da questo schifo di città”. Fumano e fanno sogni grandi illuminati solo dalla brace della sigaretta. Questa sarà l'ultima, prima di darsi la buona notte e tornare a casa da mamme in pensiero.

Mi ricordano quando quella vita la facevo io, i miei sabati sera attuali ormai diventati spesso simili a un qualsiasi lunedì, al mio andare a letto alle 23 e al fatto che sono ancora in “questo schifo di città”!

Mentre penso tutto questo, mi entra in testa la voce mia figlia che canta a squarciagola: “se sei felice tu lo sai batti le mani” e inizio a sorridere, le mie sigarette sono state sostituite dal beep dell’orologio che mi avverte che un altro km è passato e la discoteca ora, è il parco con le altalene.

Per alcuni un sabato sera sta finendo, per me una domenica mattina è appena iniziata.

A Milano, puoi salire in alto quanto vuoi, anche su fino in cima al Duomo, ma il mare non lo vedrai lo stesso. A volte pero' anche qui, la luce delle 6 se vuole: sa come toglierti il fiato.

Ora non mi resta che aspettare la prossima settimana per: "prendere le mie scarpe e portarmele dietro fino al sole…e tutto il resto sono solo parole."

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