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Una storia di LuigiMaiello

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Viviamo tra l’alba e il tramonto di uno stesso sole.

Riconoscere e cogliere le opportunità nelle situazioni e nei cambiamenti di ogni giorno.

Pubblicato il 27 giugno 2017

“No, non vivo solo di ricordi. Vivo di istinti e di istanti, e quando ho un problema,

c’è la fantasia che corre in mio soccorso”.

Svegliarsi e lavorare, ridere e amare, correre e pensare: tutto accade tra l’alba e il tramonto di uno stesso sole.

In un cielo tutti vediamo la stessa alba e lo stesso tramonto, le stesse stelle e la stessa luna. Vediamo lo stesso sole, perché il sole è di tutti, ma i sogni no, i sogni sono solo di chi li alimenta. E per farli diventare realtà bisogna vivere ogni giorno come un insieme di possibilità, riuscendo a riconoscere i segnali concreti che ci passano davanti agli occhi.

Bisogna cogliere le opportunità nelle situazioni, nei rapporti e nelle cose che, ci piaccia o meno, cambiano velocemente, nel tempo di un sospiro, ancor prima che riusciamo ad abituarcene.

Quando è stata l’ultima volta che hai provato a fare qualcosa di diverso?

Spesso riteniamo i fatti immutabili e le posizioni ormai acquisite, ma pensare in questo modo non è un’offesa alla creatività e allo spirito di iniziativa di ognuno?

Il rimedio potrebbe essere fermarsi a guardare il cielo, per capire dove siamo, perché se non alziamo mai gli occhi, crederemo sempre di essere nel punto più alto, mentre gli aquiloni ci insegnano che, se vogliamo, è possibile salire ancora.

Un aquilone, appena lo lasci, scappa via, perché ha una forza dentro che aspetta solo di essere liberata, e quando un aquilone vola, è una magia che regala emozioni, perché unisce forza e leggerezza, come un pensiero semplice ed efficace che arriva a destinazione.

Viviamo ogni giorno tra l’alba e il tramonto di uno stesso sole, ma ciò che ci manca è la costanza. È instancabile, il sole: ogni giorno sale lento, punta in alto e poi riscende piano, ma anche lui ha i suoi problemi, e quando arriva la sera, spera che la notte passi veloce, perché il giorno dopo proverà di nuovo a incontrare la luna, che ogni sera lo evita e lo guarda solo da lontano, nell’incertezza di un tramonto.

A volte tra un’occasione presa e una persa, è solo una questione di grammatica.

Dovremmo imparare dagli errori e considerarli degli stimoli a fare meglio, e non motivi di frustrazione, di pensieri scomodi e pesanti che bloccano tutti gli altri.

Forse dovremmo svegliarci più volte all’alba con la voglia di vivere a pieno la singole giornate. Aprire gli occhi aspettando un tramonto ancora lontano, in attesa di richiuderli solo quando abbiamo ancor più voglia di ricominciare: perché stare svegli è meglio che dormire, e fare una cosa, anche se dovesse rivelarsi il più grande, il più tremendo degli errori, è decisamente meglio del non averci provato.

Bisogna vivere le giornate e non farle solo passare,

altrimenti tra un anno, spereremo tutti di aver iniziato oggi.

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