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Una storia di AngelaGatti

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“CODING NELLA DIDATTICA TRA GIOCO E PROBLEM SOLVING

Pubblicato il 02 luglio 2017

Il penultimo giorno di Giugno ,quando la temperatura superava i 37° all’ombra, un gruppo di docenti ,animati dalla volontà di cambiare l’approccio didattico,invece di andare in vacanza ha brillantemente sostenuto una « CODING SUMMER HOURS « sulle nuove tecnologie didattiche .

Il corso di formazione “Coding nella didattica tra gioco e problem solving”, tenuto nella scuola primaria di Leverano , ha suscitato nei docenti partecipanti grande entusiasmo,coinvolgimento attivo ed emotivo poiché gli argomenti , gli strumenti presentati e trattati, hanno rappresentato, per loro ,grande opportunità per innovare l’esperienza didattica quotidiana con l’uso delle tecnologie a supporto della stessa .Ha permesso loro di sperimentare e di consolidare , attraverso l’uso della scheda Makey Makey , il software Scratch ,i Lego WeDo 1.0, i Lego MindStorm EV3 , i concetti di Coding,il pensiero computazionale, l’internet delle cose ,i microcontrollori e la creatività con il Tinkering ,il Making e l’hands on, che rappresentano ormai le avanguardie educative del nostro secolo per conquistare le Life Skills .ultimo giorno di Giugno ,quando la temperatura superava i 37° all’ombra, un gruppo di docenti ,animati dalla volontà di cambiare l’approccio didattico,invece di andare in vacanza ha brillantemente sostenuto una « CODING SUMMER HOURS « sulle nuove tecnologie didattiche .

Grande meraviglia ha suscitato nel workshop, a cui hanno partecipato con enorme interesse i docenti, la presentazione e. la sua applicazione. della scheda Makey Makey che è un circuito elettronico che si connette al computer via USB e alla periferica esterna cioè (vegetali o oggetti inanimati… quello che si vuole ) e permette di sostituire ai pulsanti della tastiera o del mouse qualsiasi oggetto in grado di condurre l’elettricità, e certamente si prestano tutti quelli oggetti che contengono acqua come frutta e verdura. Essa è uno strumento che si interfaccia agevolmente con il mondo che ci circonda, dandone “un’anima”.

La creatività che ne è scaturita da un oggetto di questo genere è stata incredibile, in quanto con esso i gruppi di docenti hanno realizzato delle personalissime periferiche di input :

un pianoforte da suonare con i piedi, caramelle gommose e regoli con stagnola a simulare uno Xilofono o un carillon con carote appese che suonavano al tocco delle dita, macedonia di frutta estiva con anguria ,ananas,albicocche, pesche , che emettevano un suono non appena si indovinava la stagione a cui appartenevano.

Infine tutti i docenti si tenevano per mano, creando una catena umana, in modo che il primo toccasse con una mano il cavo di terra e con l’altra stringesse la mano del collega successivo, l’ultimo docente della catena creata toccava i fili che permettevano di suonare.

Allo stesso modo le docenti hanno mostrato interesse e coinvolgimento quando si sono presentati i Lego WeDo 1.0,strumento di robotica educativa pensato per i bambini della scuola primaria,che si basa su un approccio didattico che coinvolge attivamente gli studenti nel loro processo di apprendimento. Facilitano nei bambini un iniziale approccio al Coding e favoriscono l’acquisizione di diverse capacità nei vari ambiti disciplinari, determinando per esempio la raccolta e interpretazione di dati, la creazione di dimostrazioni non solo scientifiche ma anche pratiche,poiché consentono un collegamento tra il mondo virtuale,grazie alla programmazione con il computer e il mondo reale rappresentato dalla possibilità di imparare manipolando i mattoncini Lego. Le attività didattiche che si possono proporre potenziano il problem solving, il pensiero critico,la capacità di comunicazione e di collaborazione,il coperative learnig, il doing by doing.

Dopo un primo momento teorico caratterizzato dalla presentazione del kit ,i docenti si sono cimentati nella realizzazione dei vari progetti proposti dall’apposito software,dando anche spazio alla fantasia apportando delle modifiche suggerite dalla loro creatività.

Tale momento è stato entusiasmante per tutte le corsiste perché la costruzione di un oggetto e la possibilità di programmare i vari movimenti ed i sensori con i blocchi in modalità drag and drop ha favorito la creatività e il lavoro di gruppo.

Grazie alla fantasia hanno costruito il taglialegna ,il coccodrillo con i sensori,di tutto e di più ,e tutti con lo stesso entusiasmo, mai bloccato, nonostante la calura del periodo.

I docenti si sono dimostrati interessati anche alla costruzione di Lego Mindstorm EV3 ,con cui abbiamo costruito un robot e programmato i suoi movimenti per soccorrere un auto insabbiatosi ed a cui si è dato una spinta per sollevarla e muoverla, anche qui grande entusiasmo per la riuscita del progetto.

I docenti hanno trovato interessante e stimolante sperimentare con la robotica.

Il punto di forza del corso è stato l’interesse che questi strumenti hanno suscitato nei docenti che , hanno interagito con loro e tra di loro, trovando riscontro positivo tra tutti gli insegnanti coinvolti nel progetto.Ci ha colpito il loro entusiasmo, per le possibilità di applicazione che offrono le nuove tecnologie rispetto ai metodi di apprendimento tradizionale ,poiché sono riuscite a coinvolgere tanto i docenti da un punto di vista emotivo e mentale, che ora è facile immaginare cosa possono sortire nei bambini .

Le nostre conclusioni sono sicuramente positive tali da auspicare la possibilità di poter ripetere in futuro tale esperienza .

Angela Gatti

Daniela Balestra

Secondo Istituto Comprensivo

Francavilla Fontana BR

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