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Una storia di Salinger23

Motel Chronicles

recensioni

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Pubblicato il 27 maggio 2018 in Recensioni

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Caddi nelle fauci canore del menestrello Dylan dopo che lo avvicinai alla figura di Sam Shepard. Sam Shepard mi piacque al primo leggere per il taglio delle sue storie, ambientate su sterrate di agave dell'Idaho; del Texas, o nel New Mexico.

Storie che gravitavano nella polvere del deserto e nel rosso acceso di un tramonto.

I racconti in Motel Chronicles sono uno spaccato di vita americana degli anni 70/80, un affresco dell'America operaia; disastrate anime a caccia di spiriti indiani o redenzioni simulate dall'alcol; dalla speranza.

Come detto iniziai con la musica di Dylan perché incuriosito dalla presenza di Shepard; il quale nella tournée che lo stesso Bob Dylan apparecchiò nel 1975, lo affiancò vestendo i panni di biografo; script che divenne poi un diario di bordo del "Rolling Thunder".

Si vorrebbe a volte da lettore, comprendere quale direzione lo scrittore scelga. Sam Shepard lo sa perfettamente. Il suo modo di scrivere sconvolge i canoni prestabiliti; solleva il cuore, lo vuota e lo colma di immagini e riflessioni. Commuove e inebria. E là ti lascia, senza nessun alibi.

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