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Una storia di angelaaniello

I colori di Babbo Natale

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Pubblicato il 20 dicembre 2017 in Storie d’amore

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«Mamma, Babbo Natale arriva anche per i bambini ciechi?»

Quella domanda a bruciapelo la lasciò esterrefatta mentre fuori, oltre la finestra, la neve intesseva capriole e piroette ricamando l’aria gelida.

«Certo che arriva, piccolo!», si affrettò a rispondere celando l’emozione e una lacrima s’impigliava tra le ciglia decisa a rotolare sulla guancia.

Livio cieco lo era fin dalla nascita, si erano accorti subito che qualcosa in lui non andava e all’inizio quel buio era il peggior nemico. Col tempo, invece, era diventato una sfida da vincere ogni giorno.

«Ne sei proprio sicura? A scuola un amichetto mi ha raccontato che Babbo Natale va solo dai bambini perfetti e io… io… non vedo…, dunque non lo sono.»

Laura per un po’ rimase in silenzio. Le parole si attorcigliavano dentro insieme alla rabbia e alla tenerezza e il suo cucciolo doveva essere protetto dall’ingiustizia del mondo.

Provò a ingoiare quel boccone amaro e si schiarì la voce. Livio intanto era di fronte a lei e aspettava.

«Babbo Natale non fa preferenze, amore! Ama tutti i bambini così come sono e cerca di rispondere a tutte le letterine che gli arrivano. Proviamo a scriverne una anche noi?»

«Sì, sì! Ho da chiedergli qualcosa di importante. Scrivi, mamma, scrivi! Magari il braille non lo capisce e la tua scrittura arriva dritta al suo cuore.»

“Sono tutta orecchi, allora, cominciamo…»

«Caro Babbo Natale e carissimo amico mio,

ci ho pensato a lungo prima di domandartelo, perché gli altri facevano la lista dei giochi e per me erano troppo complicati da utilizzare. Così mentre mi immaginavo quali colori avessi e quanto luminosi potessero essere, mi è venuto in mente un desiderio super.

Voglio da te un bel paio di occhi nuovi. Sai dove trovarli? Ci sono negozi lì al Polo che ne vendano di bellissimi ed extraperfetti?

Ah, dimenticavo! Mamma mi racconta sempre come sei fatto, ma io voglio vederti a modo mio… Come gli altri miei amici! Qualcuno ha provato anche a descrivermi la tua barba dicendo che somiglia all’ovatta. Tornato a casa, l’ho toccata ma non sono riuscito a farmene un’idea.

Aspetto con ansia l’arrivo della tua slitta e lo scampanellio delle renne e, se finalmente potrò vedere svegliandomi il giorno di Natale, dopo che tu me li avrai sostituiti ben bene, sarò il più felice e fortunato.

Un bacio, Babbo Natale amico mio!

Tuo Livio»

Laura tremava ammutolita.

«Hai scritto tutto tutto, mamma?»

«Sì sì…»

Provò a toccarla finché le loro braccia non si intrecciarono in un abbraccio profondo e fragile… Così com’era fragile il tempo di una richiesta difficile da accontentare.

I medici avevano dato poche speranze e, forse, solo un trapianto delle cornee avrebbe restituito la vista a Livio ma non voleva illudersi.

«Livio, però hai chiesto una cosa difficile a Babbo Natale… Non so se ci sono negozi che li vendano, sai?»

«Ma lui è magico, mamma, anzi… ma-gi-cis-si-mo! Saprà trovare la strada! Quando torna papà, glielo diremo insieme che a Natale tornerò a vedere.»

Laura scosse le spalle disperata. Non voleva che il suo piccolo restasse deluso.

Mauro sarebbe rientrato di lì a poco e voleva parlargli.

Lo squillo ripetuto del cellulare la sottrasse ai suoi pensieri.

“Salve, Sig.ra Marchetti, sono il Dottor Rifratti, suo figlio deve essere operato al più presto… Potrà vedere… Un trapianto di cornea da eseguire quanto prima… Domattina l’aspetto a Milano in reparto.»

Laura lanciò un acuto che fece rabbrividire dalla paura il povero Livio.

«Che c’è, mamma, brutte notizie?»

«No, amore mio, anzi… La magia di Babbo Natale sta già funzionando… Ti opereranno e potrai vedere»

«Ha già trovato gli occhi? Farà lui l’intervento?»

«Lui, gli altri dottori e gli angioletti che ti proteggono. Domani dobbiamo essere a Milano e abbiamo poco tempo per preparare le valigie.”

«Quanti giorni mancano a Natale? »

«Due settimane, solo due settimane e potrai vedere tutti i colori che vorrai. »

Quando Mauro arrivò, fu davvero festa e il buio, nemico fetente, stava per dileguarsi davvero.

L’intervento riuscì perfettamente e giorno dopo giorno Livio scopriva lentamente la bellezza della luce.

A piccoli passi gli si spalancava un mondo colorato.

Il giorno di Natale era ancora in ospedale ma l’atmosfera da fiaba stava coronando un sogno.

Vide la neve cadere fitta fitta, il cielo bianco ed ebbe in regalo dalle infermiere un libro con le storie di tutti i colori che aveva sulla copertina l’immagine di un Babbo Natale sorridente.

«È lui? Ha una barba lunghissima e questi sono i mitici baffi… Devo ringraziarlo! Scrivi ancora tu, mamma, la prima volta ha funzionato e mi ha aperto il cuore presto presto! »

« Caro Amicone mio,

adesso sì che non puoi farmi più scherzi. So esattamente come sei e volevo ringraziarti per i tuoi occhi nuovi. Sono bellissimi, il mondo è bellissimo e anche a scuola dirò che tu vuoi bene a tutti, proprio tutti, perché ogni bambino è prezioso e unico, vero?

Voglio vedere che faccia farà il mio amico quando si accorgerà del mio cambiamento.

Anche mamma e papà sono proprio come me li immaginavo e ti porterò con me ogni giorno, in ogni scoperta che farò.

Poi ti spiegherò anche come sono i colori, devo prima farli miei!

Un bacio, Babbo e, mi raccomando, stammi vicino anche quando tornerai al Polo per riposarti.

Tuo Livio»

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