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Una storia di Ila97

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Essenziale 2049

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Non solo tecnologia

A volte basta solo un po’ di coraggio

Pubblicato il 12 novembre 2017

Siamo nel 2049, sono passati ben 32 anni dall'ultima volta. Non avrei mai pensato di ritrovarmi qui, e invece rieccomi in quella stessa aula dove all'età di 19 anni, a me e ai miei compagni del corso di: "Comunicazione e media digitale"", ci fu chiesto di immaginarci cosa fosse accaduto nel 2049. A 51 anni sono io a chiederlo a voi: "Ragazzi come immaginereste il futuro? Prima che rispondiate alla mia domanda, vorrei raccontarvi cosa ho risposto tanti anni fa." All'epoca chi sentiva parlare del futuro, immaginava uno sviluppo della tecnologia, con robot-mamma che facessero le faccende domestiche, da tutor agli alunni, che diventassero i nuovi migliori amici degli umani; perché con un robot non può recar danno a un essere umano, deve obbedire agli ordini. Ci si immagina cellulari, dove ti compare davanti virtualmente la persona con cui stai parlando; macchine volanti, funzionanti senza benzina, ma solo con olio di semi di girasole, per la salvaguardia dell’ambiente. Tutto questo si è avverato, ma molti anni prima, nel 2030. La gente ha beneficiato di tutte queste innovazioni, sembrava di trovarsi in un mondo irreale dove la comunicazione avveniva solo dietro uno schermo e quando ci si incontrava da vicino non lo si riconosceva neanche. Nel 2030 tutti avevano il cellulare di ultima generazione, nessuno escluso, anche i mendicanti. Il 4 novembre del 2031, un ragazzo di 37 anni, prese parte a una ripresa giornalistica, con il cellulare tra le mani, disse: “Questa scatoletta ci sta distruggendo, sta prendendo possesso del nostro corpo, la colpa non è sua, ma nostra, non sappiamo gestirla. Voglio conoscere gli occhi di mia moglie, gli abbracci di mio figlio, voglio sentire il mio cuore battere." Facendosi scivolare il cellulare sotto i piedi lo distrusse e andò via. Da quel giorno, per la prima volta dopo dieci anni, le persone iniziavano a salutarsi quando si incontravano per strada, risaltava il sorriso sulle loro labbra. Qualcosa stava cambiando, la gente aveva bisogno di amore, di genuinità, di realtà. Il telefono se lo si utilizzava 18 ore al giorno costantemente, escludendo le altre 6 utilizzate per dormire, si passò alle 16 ore al giorno, le altre due la gente le consumava per dialogare con gli altri; questa volta era un dialogo reale, senza l'intermediazione del cellulare. Per la strada si iniziavano a vedere più sorrisi, più sguardi, c'era vita. Col passare degli anni si è voluto cercare sempre di più la genuinità che c'era in passato, si era stanchi del virtuale. La tecnologia riscosse grande successo nel campo della medicina, infatti furono stati realizzati molti apparecchi che migliorarono l'esecuzione di interventi, divenuti meno invasivi. La ricerca fece grandi passi avanti. Adesso le persone che muoiono per tumori sono del 10%, infatti la vita è aumentata moltissimo, si arriva facilmente a cento anni. Ciò che ancora oggi esiste sono le macchine volante, gli uomini adorano volare, si sentono come Peter Pan, e grazie a questo nuovo mondo hanno ritrovato la realtà.

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