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Una storia di ClaudiaIo

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FRAME

Creare legami

Pubblicato il 01 novembre 2017

F-330

Ero di ritorno verso casa, e accanto a me, al sicuro in quella scatola coi buchi, c'era molto più di una pecora. Sulla Terra ho toccato la mia vita in un punto: la mia morte, ho compiuto un'altra immersione e ho ripreso a vivere. Decisi così di fare una deviazione e di ripercorrere il viaggio a ritroso tornando dai 'grandi', anche se molto molto bizzarri. Avevo imparato tanto, ma cosa più importante, avevo deciso di creare legami. Pensavo: E' una cosa seria creare legami! Probabilmente la più seria di tutte. La mia volpe aveva ragione, gli uomini non hanno tempo per conoscere nulla, e non è una cosa seria questa? I grandi amano la malinconia dei numeri, la solitudine dei secondi, le parole.. ma sono fonte di malintesi. Gli occhi sono ciechi, bisogna cercare con il cuore.

Perso tra i miei pensieri, mi resi conto di essere giunto all'asteroide 330. Lo vidi, ancora lì, immerso in quei libroni..

<<Ah l'esploratore! Allora? Come ti è parsa la Terra? Hai fatto nuove scoperte? Hai portato delle prove?>>

Era tutto un fremito! Così cominciai a raccontargli tutto ciò che avevo visto e imparato. Mi guardava, io guardavo lui, e tutto ciò che riuscivo a percepire dai suoi occhi era pura e semplice malinconia mista a un pizzico di rimpianto in un mare di curiosità.

<<Non capisco>> sbottai <<Voi grandi siete davvero strani, immobili alla vita, lì, così anonimi, fino a sparire sul nero sfondo delle cose. Esistono spazi aperti infiniti oltre questa scrivania, e credimi, può esserci qualcosa di meraviglioso nel perdersi. Respira il momento.>>

Il geografo esitò, poi chiuse quei libroni afferrando tra le mani uno zainetto completamente ricoperto di polvere, era lì chissà da quanto ormai, e disse

<<Per troppo tempo ho visto scorrere le cose, un ammasso di cose delle quali io non avevo il controllo, o meglio, mi piaceva pensarla così per non sentire il peso di scelte sbagliate. Ma oggi caro esploratore, mi lego alla vita. La mia.>>

F-329

In cammino verso l'asterodie 329, in lontananza, un bagliore a intermittenza. Luce. Buio. Luce. Buio. Arrivato lì, una voce..

<<Sta attento!>>

Era il lampionaio. Ma non riuscivo davvero a capire.. attento a chi? Non vi era anima viva. Attento a cosa? Non vi era altri che lui e il suo lampione! Così mi avvicinai, e senza bisogno di parlare..

<<I bambini giocano, ed esiste un gioco, guardarsi negli occhi e riuscire a non ridere per primi, alcuni sono così bravi che restano tristi per la vita, come me.>> mi disse.

<<Ci vogliono i riti, quelli che rendono un giorno diverso dagli altri giorni e un'ora diversa dalle altre>> risposi.

Mi guardò perplesso, come per cercare di dare un senso alle mie parole, e senza nemmeno rendersene conto smise di accendere e spegnere il suo lampione. In quel momento fù il più romantico dei tramonti, la più brillante delle notti, l'alba più bella e il sole più caldo. Mai avevo goduto di una vista simile! Anche il lampionaio sembrò restarne incantato, aveva per la prima volta scoperto la sua dimensione.

<<Tutta la vita accanto al mio lampione, e non si vede bene che col cuore>> disse.

F-328

Sull'asteroide 328, l'uomo d'affari così come in principio non alzò neppure il capo al mio arrivo, nè smise di contare..

<<59736, 59737, 59738, 59739..>>

Decisi di aspettare, dopotutto ci eravamo lasciati un pò in malo modo l'ultima volta.

<<Cosa possiedi in quella scatola?>> mi chiese poco dopo

<<La mia pecora, anzi, molto altro in realtà!>>

<<Molto altro? Improbabile! Come può una scatola così piccola contenere molto altro e in più una pecora? Ho già dubbi sulla pecora.. sono un uomo serio io!>>

Restai un attimo in silenzio, cercavo di trovare le parole giuste, quelle che sarebbero state in grado di colpire anche un uomo tanto razionale.

<<Le cose fragili, intangibili, come un'idea, un desiderio, un pensiero, durano in eterno. Le pietre si sgretolano, la gente muore. Tutto ciò che è tangibile, reale, tende a marcire con il tempo. Anche le tue preziose stelle moriranno un giorno, si spegneranno, e a te non resterà nulla più se non i tuoi numeri. Se invece le guarderai per il piacere di farlo, avrai delle stelle come nessuno ha. Quando guarderai il cielo la notte, sarai conento, saranno per te oro, di un oro fragile, bello, intangibile. Solo allora vivranno in eterno.>>

<<L'irreale è più potente del reale.. >> ripetè.

"Ah gli uomini..!" pensai.

F-327

L'asteroide successivo, il 327, era abitato dall'ubriacone, forse il più strano di tutti.. beveva per dimenticare la vergogna di bere. Non li capirò mai i grandi, questo è certo. Arrivato lì mi avvicinai

<<Sono tornato>> dissi

L'uomo alzò lo sguardo, sul suo viso un enorme sorriso, di quelli belli, che non ti aspetti. Uno di quelli che non immagineresti mai sparire un attimo dopo, eppure così accadde. Questa volta però prese coraggio e mi disse

<<La notte porta consiglio.. così dicono. La mia notte mi strema! Quante notti ho passato sperando di trovare qualcosa o qualcuno che mi colmase il cuore, e invece non avevo capito che quello che ho scelto giorno dopo giorno, bicchiere dopo bicchiere, è l'inferno della mia follia. I sogni non cedono gioie ma illuse speranze.>>

Era la prima volta che restavo inerme davanti alle parole dei grandi, e in quel preciso istante realizzai che forse dietro quella estrema stranezza c'era una luce davvero particolare.

<<Prendi>> dissi <<Ma promettimi che te ne prenderai cura>>

<<Non capisco..>> rispose interdetto

<<Dovrai addomesticarla, se tu la addomestichi, la tua vita sarà illuminata. Cononscerai un qualcosa di diverso da tutto. Vedi laggiù? Delle nuvole. Le nuvole ti faranno pensare a lei e le amerai, scoprirai il prezzo della felicità.>>

Lasciai lì la scatola, la pecora al suo interno e andai via. Mi girai solo per un istante a guardare ciò che stavo lasciando, e lo vidi, lì, accovacciato a terra. Piangeva tenendo la sua pecora stretta tra le braccia.

F-326

Durante il tragitto per raggiungere l'asteroide 326, accanto a me non c'era più la scatola coi buchi, ma dentro di me avevo molto altro. Il viaggio non finisce mai, pensai, bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che già si è visto, bisogna tornare sui propri passi e tracciarvi accanto nuovi cammini. Era proprio questo che stavo facendo, ed era molto più di quanto pensassi.

Giunto sull'asteroide abitato dal vanitoso

<<Oh! Sei di nuovo venuto ad acclamarmi? Del resto, come resistere a tale tentazione>>

<<Non ho mai incontrato nessuno che amasse tanto sè stesso come te, non capisco, hai il timore che gli altri non ti amino abbastanza?>>

Di fronte a queste parole il vanitoso sgranò gli occhi e abbassò il capo

<<Vedi, non passa mai nessuno da queste parti, spesso sostengo lunghe conversazioni con me stesso e mi sento solo. Ma non voglio apparire debole e divento lo scudo di me stesso. Tutto nasce e muore a partire da me.>>

<<Le persone sono curiose, tranne che di sè stesse, è più facile giudicare gli altri d'altronde.. ma solo allora riuscirai a conoscere la parte più profonda di te stesso!>>

F-325

L'ultimo asteroide, il 325, era abitato da un re.

<<Sapevo che non mi avresti disobbedito! Vieni, siedi alla tua postazione, sei un ambasciatore adesso.>>

<<In realtà sono tornato per un altro motivo>> risposi

<<Ti ordino di dirmi il motivo!>> ribattè il re

Decisi così di raccontargli la mia avventura sulla Terra e la deviazione sugli altri asteroidi di ritorno verso casa. Il re ascoltò con molta attenzione ciò che avevo da dire restando in completo silenzio, restò incantato nello scoprire cosa celasse l'animo dei grandi, ognuno di loro nascondeva un fanciullo.

<<Non tutto può essere ordinato o controllato.>> dissi

<<Bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare, La mia autorità riposa sulla ragione.>>

<<E' necessario che le cose fuoriescano dalla cornice, tutto esce sempre da sè stesso: le nuvole, le lacrime, il sangue, l'amore, la vita. Certe cose non si possono controllare.>>

<<Già.. l'essenziale è invisibile!>> rispose.

Tornato a casa corsi subito dalla mia rosa e la pregai di perdonarmi per averla lasciata sola. Non avevo più la mia pecora ormai, ma la questione baobab non fu un problema, cominciai a condurre di nuovo la mia vita con la solita routine: lavarsi al mattino e fare con cura la pulizia del pianeta.. questione di disciplina!

Dal mio ritorno a casa ogni sera guardavo i miei amati tramonti, sul tavolo, sempre due tazze e mille pensieri.. Esiste con tutte le cose un legame profondo che copre l'universo di poesia.

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