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Una storia di IlariaScottoDiVetta

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Essenziale 2049

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Vivere di emozioni

Pubblicato il 02 dicembre 2017 in Didattica

Giungo 2049

Erano passati ormai 10 anni dal trasefrimento su una base spaziale che si trovava tra la Luna e la Terra. Ci piaceva vivere lì, anche se io e mio marito sentivamo un po' la mancanza della Terra; i ragazzi invece erano entusiati, avevano ogni tipo di comfort. Le porte non si aprivano più con le chiavi bensì attraverso il riconoscimeto facciale. All'interno di ogni appartamento vi era Sky, un robot che ti aiutava con le faccende domestiche. I ragazzi la mattina andavano a scuola e il pomeriggio si divertivano facendo delle passeggiate sulla Luna, visitando i nuovi pianiti oppure rimanevano all'interno della base giocando nella stanza dei giochi virtuali. Il sistema scolastico era motlo diverso rispetto a quello terrestre. Durante lezioni non vi erano degli insegnati in carne e ossa, ma degli ologrammi. Nonostante questo, però, funzionava bene.

Una mattina mia figlia Ambra, dopo la scuola, tornò a casa e corrse subito in camera sua, era emozionatissima. Doveva prepararsi per il grande evento della sera, il concerto degli ZETAx5, una boyband emergente dallo stile rock che aveva fatto innamorare centinaia di ragazzine.

Il concerto si teneva sulla Terra, però sarebbe stato trasmesso anche sulla base spaziale, nella sala comune, dove era già tutto pronto. Alle 21.15 sarebbero apparsi gli ologrammi dei membri degli ZETAx5 e avrebbero iniziato il concerto.

I concerti sulla base erano molto diversi da quelli sulla Terra, certo i ragazzi si divertivano, cantavano, ballavano, ma non provavano quella forte emozione che si provava stando ad un vero e proprio concerto. Era pur sempre tutto tecnologico, erano immagini trasmesse, non era di certo la realtà.

Ricordo quando io ero ragazza e ogni estate andavo ai concerti dei miei cantanti preferiti, come ad esempio Vasco Rossi. Amavo andare ai suoi concerti, ogni volta era un'emozione unica.

Ogni volta che andavo ad un suo concerto mi sentito viva più che mai e soprattutto, anche se non conoscevo le persone che mi circondavano, non mi sentivo mai sola; anzi mi sentivo come se facessi parte di una grande famiglia.

Il concerto di Vasco che più mi piacque fu quello dell'estate del 2017, al Modena Park per festeggiare i 40 anni di carriera. Vi parteciparono 220mila persone, ed io ero una di quelle. Arrivata a Modena, insieme all'amica di mamma, conoscemmo un gruppo di napoletani con i quali passammo tutto il tempo, ci divertimmo moltissimo. Conoscemmo anche altre persone, di tutte le età e che provenivano da tutte le parti d' Italia. Alle 21.00 iniziò il concerto, fu un vero e proprio spettacolo, fece emozionare tutti. Ovunque il mio sguardo mirasse, c'erano persone che versavano lacrime di gioia. Quella sera venne persino fatta una roposta di matrimonio.

Di quella magica sera non potrò mai dimenticare gli assoli di chitarra dei mitici di Stefano Burns e Claudio Golinelli (Il Gallo); i pianti che mi sono fatta cantando "Vivere", la mia canzone. Non dimenticherò nemmeno quando tutti insieme ci siamo messi a cantare e ballare "Rewind"; ma soprattutto non potrò mai dimenticare quando 220mila sconosciuti si sono abbracciati cantando la magnifica "Albachiara".

Non potrò mai dimenticare come la grande "Combriccola del Blasco", a fine concerto rivolgeva lo sguardo al primo che passava con aria felice e spensierata come se gli stesse dicendo: "Grazie, perché le forti emozioni che ho provato stanotte le sai solo tu".

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