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Una storia di sugarkane

Questa storia è presente nel magazine Le canzoni fanno male

Quello che conta

"La lunga vacanza si chiude per sempre, pure qualcosa di noi resterà" (ispirato al brano "Quello che conta")

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Pubblicato il 29 maggio 2018 in Storie d’amore

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Con l’arrivo dell’autunno si è tutti costretti a mettere da parte ciò che resta dell’estate: il caldo torrido, il sole che tramonta tardi, le serate passate in compagnia … Non c’è più tempo per restare svegli fino all’alba e vedere il cielo colorarsi di rosa e azzurro pastello, ridere insieme di vecchie storie e bicchieri di whiskey lasciati sui tavoli in giardino. Le verdi colline coperte di vigne, le candele rotonde lasciate galleggiare sulla superficie dell’acqua, la musica di tanti anni fa, sono soltanto un ricordo che casualmente torna nella mente e che negli istanti di sconforto autunnale fanno sorridere; sarebbe bello sapere se potessero ripetersi una volta, poi un’altra e un’altra ancora, oppure se si potesse fare un tuffo nel passato e rivivere quelle due o tre emozioni per aver la certezza di aver sfiorato la felicità.

Sulle note dei vecchi pezzi i loro sguardi s’incrociano: profondi occhi scuri che ridono, che cercano di conoscersi meglio. Quando si parlano, i due giovani sembrano isolarsi dal resto del mondo, gli amici scompaiono all’improvviso, diventano figure sfocate su uno sfondo che lentamente si scurisce. A loro non importa sentire la presenza degli altri dissolversi nell’aria estiva della sera perché l’importante è essere insieme, condividere la stessa spensieratezza. L’immagine di quei momenti passati a cantare, a camminare a piedi nudi sull’erba bagnata, però, è resa impossibile da distinguere chiaramente nei suoi dettagli a causa della nebbia dell’autunno e ai nuvoloni grigi che coprono il cielo blu delle notti di luglio. Non resta nient’altro che l’impronta di ore trascorse senza pensieri, senza problemi, a dormire in otto in due lettini, a svegliarsi e poi incontrarsi alle sette e mezza nel salotto, sedersi sulle poltrone e parlarsi silenziosamente con gli occhi. Quando giunge l’ora di andare a casa, i due ragazzi si salutano e lei lo guarda, ferma sulle scale dell’entrata, salire in macchina e allontanarsi sul viale che riporta in paese, con la vista annebbiata dalla polvere e dalla terra rossiccia che si alzano sotto il movimento delle ruote. Lo sente vicino a sé e ogni canzone parla di lui, delle loro risate; nel suo cuore sa di non poterlo dimenticare, di avere altre opportunità per rivedersi, parlarsi, essere insieme.

Ci sono cose che, nella memoria, prendono le fattezze e la forma dei film.

L’estate finisce, arriva l’autunno e con lui anche la pioggia, la lontananza e gli impegni di tutti i giorni. Ci si cerca, ci si studia, ci si ignora e ci si dimentica, finché non ritorna prepotente la necessità di una nuova vacanza, liberi dalla nebbia, dal freddo umido e dal grigiore di un luogo che separa le persone per chilometri e chilometri. Forse non pensare troppo e lasciare che le cose vadano da sé è la soluzione giusta per poter essere di nuovo felici.

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