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Una storia di Theinceptionist

Questa storia è presente nel magazine Horror

Il terzo piano

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Pubblicato il 24 luglio 2018 in Horror

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Giorni nostri


Comparì in maniera inspiegabile e in altrettanta sparì insieme a settanta dei ragazzi del secondo piano. Chi per curiosità e chi solo per sbadatezza salirono tutti la terza rampa di scale che in realtà non doveva esister e che portava in un posto senza via d'uscita alcuna. Come per sortilegio non appena il 70esimo ragazzo vi salì la via sparì nel nulla com'è giusto che fosse. Partirono varie ricerche sfondano le pareti e il soffitto scadenti dell'edificio scolastico. La scuola fu progettata da un architetto dilettante e successivamente costruita senza badare al fatto che dopo pochi anni ci sarebbe stato un notevole degrado della struttura rendendola fatiscente e decadente.


A colpi di martello si fecero strada ma prima di qualche settimana non vi trovarono anima viva. Quando la speranza stava ormai per affievolirsi completamente da una parte del soffitto già scavata si materializzo dal nulla un cadavere strangolato che cadde a peso morto sul pavimento, nei giorni seguenti in molti tornarono nella stessa maniera completamente nudi e con ferite sempre meno superficiali. Gli ultimi infatti tornarono con gli organi vitali mangiati da qualche creatura mostruosa. Nessuno dei 70 sopravvisse e il tutto venne inserito nei casi paranormali irrisolti.


Giorni nostri, dimensione alternativa


Ci ritrovammo in una normale e soleggiata mattina d'ottobre a scuola salendo la fatidica terza rampa di scale che non doveva poter esistere. Molti con la testa fra le nuvole pensarono di aver salito una sola rampa al posto di una quindi non ci fecero troppo caso alla terza salita; altri invece solo per eccedenza di curiosità la percorsero, in ogni caso un punto fu comune a tutti, rimanemmo in trappola. Infatti non appena l'ultimo degli scalini veniva salito un muro si sarebbe materializzato alle spalle.


Questo piano era notevolmente più grande rispetto gli altri e presentava la stessa vetrata che dava verso il giardino della scuola, nelle ore a seguire ci accorgemmo di poter vedere la gente sul cortile ma che ovviamente loro non potevano vedere noi.


Rattristati e rasseganti dal fatto che le nostre urla echeggiassero vane solo nel nostro piano cercammo senza risultati una via d'uscita; ogni tentativo di rompere fu ugualmente inutile visto che oltre a un certo punto non si volevano crepare o rompere. Con un accetta fendi fuoco trovata in uno degli sgabuzzini cercammo pure di rompere il pavimento ma con gli stessi tristi e vani risultati.


Per fortuna trovammo delle macchinette delle merendine che riuscimmo a forzare facendo in modo da possedere delle scorte di cibo con la speranza che riuscissero a trovarci. Ogni tanto sentimmo dei colpi smorzati di martello venire dal basso ma si fermarono sempre poco prima che ci raggiungessero abbastanza da oltrepassare il limite tra il nostro mondo e il loro.


Passarono ore, giorni e persino settimane senza che nessuno ci trovò, nel frattempo in molti si erano impiccati lasciandoci di stucco soprattutto per il fatto che non appena morti i loro corpi scomparirono nel nulla. Quando le scorte di cibo finirono iniziò a balenarci l'idea del cannibalismo per sopravvivere e infatti a poco a poco iniziammo a decimarci divisi in piccoli gruppi predatori. Per far si che i corpi non sparissero tanto presto ci ingegnammo per mantenere vive le persone il più possibile per poterci cibare al meglio.


Ora sono rimasto solo e sto scrivendo questa storia per avvisare le future cicliche vittime di tentar di avvisare quelli che stanno salendo dopo di voi che state leggendo, se non vi sentissero barricate il muro in qualche modo. Salvate più persone possibile da questo inferno.

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