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Una storia di Tyr93

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Lettera di Týr a Tyrone

Pubblicato il 05 maggio 2017

Busso piano alla porta, chiedo permesso; se posso entrare, ma nessuno risponde. La porta è aperta. Sulla scrivania è aperto il portatile, accanto c’è un portacenere con sopra una sigaretta, sicuramente una canna, deduco dall’odore nella stanza. Avanzo per guardare il monitor, è acceso e qualcuno stava lavorando con photoshop, il progetto vede la copertina di ‘Fattore H’ con in aggiunta la scritta “Vincitore del Premio Strega”, sorrido per pietà. Me ne sto per andare, ma sono portato, come da un sesto senso, a guardare giù. I cassetti sono mezzi aperti, mozziconi sono sparsi ovunque, cartacce stropicciate su tutto il pavimento, ma mi soffermo su una lettera semiaperta; messa lì perché qualcuno la leggesse. È stata scritta da Týr.

“Caro Tyrone,

Se stai leggendo questa lettera, vorrà dire che ho fatto centro (come sempre del resto).

Voglio che tu sappia che non ci vedremo per un po’. Sei libero, non ho più voglia di tenerti in ostaggio, non posso obbligarti ad essere coraggioso o in qualunque altro modo tu non voglia essere. Insomma, non sei più un bambino, giusto?

È il momento che “cammini con le tue gambe” ora. A parte gli scherzi. Voglio che tu sappia che, IO, non smetterò mai di scrivere e di voler andare più in alto, un gradino sopra la merda di questo mondo. Ma per farlo devo scendere giù all’inferno, e perdermi un’altra volta. Non preoccuparti, non sarò solo. Non azzardarti a venire con me, non sopravviveresti, saresti una zavorra troppo grande a cui badare. Sorry.

Mi vuoi spiegare che cosa ti è successo? Sei così stupido! Che cosa hai pensato di ottenere?! Ti sei adagiato sugli allori… Non ti insulto pesantemente solo perché un insulto pesante sarebbe persino sprecato. Sciocco! Hai creduto che la tua partenza fosse già il tuo arrivo. Non è così che funziona, ragazzo.

Mi servirai tu per scrivere e raccontare questo viaggio all’inferno, ma sarò io a dettare, non voglio interferenze, chiaro?!

Comunque non ce l’ho con te, se questo può farti restare nella tua zona di confort.

Il Matrix ti ha catturato, la tua illusione è mutata e tu non te ne sei accorto minimamente. Sei convinto di non avere più nemici, ma in realtà i tuoi nemici hanno solo cambiato maschera. Un po’ come l’inquisizione 2.0 che stiamo vivendo oggi: la chiesa cattolica non ha più seguaci, ma ha capito che per riconquistarli tutti deve tornare loro amica, spiegando che non ci sono poi tante differenze tra una religione e l’altra. Buonsenso? No, marketing. Il migliore che ci sia. I tuoi nemici hanno deposto l’ascia di guerra? No, semplicemente fingono di essere dalla tua parte per succhiare energia, per farti abbassare la guardia, sciocco!

Ma loro non sono più un problema per te, almeno per il momento. La distanza ti giova. Il vero problema sei tu, sei il tuo peggior nemico. Sei come la rana che salterebbe via dall’acqua bollente, ma che accetterebbe di bruciare a fuoco lento perché incurante del pericolo. Ma io non ce la faccio più a vivere così, non ce l’ho mai fatta. Ti avverto, Tyrone, se non salti subito fuori da quella pentola, da questa illusione del Matrix in cui ti ritrovi, finirai col tornare all’illusione precedente, ma senza più avere gli strumenti necessari per combatterla, e soccomberai, amico mio. Dall’Inferno dell’insoddisfazione, una volta entrati, non si esce più.

Addio, forse.

Týr”.

Prendo respiro, una lacrima mi riga il viso. Suonano al citofono, è il corriere Bartolini. Una voce roca dice che c’è un pacco per me. Apro la porta e davanti a me l’uomo della consegna è incappucciato, prendo il pacco velocemente e chiudo. Tiro un sospiro di sollievo, l’angoscia era forte. Al tatto sembra un libro, butto via la carta. “Divina Tragedia”, la copertina è terrificante, suggestiva e indescrivibile. Mi tremano le mani ma trovo il coraggio di sfogliare le pagine, la carta è giallognola, non capisco: nessuna pagina è ancora stata scritta.

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NOTA: La storia è stata pubblicata per la prima volta nel blog https://tyronetyr.blogspot.it. Týr è l'alter ego di Tyrone Nigretti, se ne parla nel libro Fattore H - Slalom di un disabile nella Nostra Società.

Týr era il dio della guerra nella mitologia norrena, identificato come equivalente di Marte

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