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Una storia di EmanueleVisciglio

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Tipi da esame

Pubblicato il 14 ottobre 2016

Dopo vari anni universitari ho avuto il piacere di sviluppare uno studio sui profili psicologici degli studenti nel giorno dell’esame.

Ogni elemento esprime i propri sentimenti in due fazioni precise:

- Il pre esame

- Il post esame

Il Pre-Esame

Nella prima fase ho potuto analizzare 4 tipi di comportamenti comuni. Quattro profili psicologici capaci di esprimere (almeno secondo il mio punto di vista) l’attesa degli studenti prima di un esame orale.

1. IL DIFFIDENTE

Il diffidente giunge all’appello in anticipo di almeno mezz’ora.

Come primo obiettivo cerca e trova un angolo dove poter essere comodo e rimanere con il libro aperto e il collo abbassato come una lampada da camera finché non verrà il suo turno. Difficilmente scambierà parole con i colleghi per non aumentare ansie da prestazione o improvvise amnesie.

Il diffidente è un seguace degli usi vichinghi e del motto “Nega e Regna”, infatti se per caso dovesse inoltrarsi in una conversazione, risponderà meccanicamente ad ogni domanda con quattro semplici parole:

- Non so un Cazzo!

Il Diffidente è un 30 quotato a 1.03 euro

2. IL CHI VA LÀ

Il Chi va là giunge all’appello in orario, ne in anticipo ne in ritardo, e, prima che arrivi il professore a fare l’appello, il Chi Va Là ha già chiesto a tutti i presenti in corridoio

- Devi fare anche tu l’esame?

Il Chi Va Là è sempre attento agli scambi di informazioni tra i colleghi, invisibile come una spia del KGB, ascolta e preleva dati riutilizzabili.

Il Chi Va Là prima di entrare per l’esame scorderà quasi sempre un argomento rilevante e cercherà di rimediare subito chiedendo aiuto a uno dei presenti utilizzando una sequenza di domande che iniziano tutte per “Scusami”

- Scusami e com’era quel fatto?

- Scusami ma poi invece quella data?

- Scusami ma secondo te lo chiede questo?

- Scusami mi ripeteresti questa opera?

Il Chi Va Là spesso avrà un piccolo attacco di panico che si concluderà solo dopo la prima domanda del Prof.

Il Chi Va Là non accetterà mai un cazzo al di sotto del 25

3. IL SOGNATORE

Il sognatore arriva all’appello in ritardo ma sempre prima del Prof.

Prima di iniziare la sua fase pre-esame deve: prendere un caffè, fumare una sigaretta e magari fare una chilometrica orinata.

Il sognatore è colui che non ha mai e poi mai studiato tutto il programma perché un mese prima dell’esame gli apparve in sogno chissà quale entità mistica che gli ha rivelato cosa il Prof. non chiede mai (100/100).

Il Sognatore è un ottimista e non riesce ad essere ansioso per un esame. Il suo motto è:

“La vita è troppo breve per rifiutare un 18”

Al sognatore sicuramente verrà chiesto l’unica parte del programma che non ha studiato ma prenderà comunque un voto tra il 23 e il 26 perché è un paraculo di alto rango.

4. LO SCATMAN JOHN

Lo Scatman è uno studente svogliatello ma ansioso, ed ha un principio molto preciso: non verrà mai il giorno in cui farà un esame senza aver almeno letto tutto il programma.

Lo Scatman quindi è un possessore di informazioni però sparse in aree del cervello troppo distanti tra loro, e il più delle volte si mostrerà confuso.

Lo Scatman è convinto di avere un’ottima preparazione ma alla prima domanda le informazioni inizieranno a vorticare creando il caos capace di trasformare gli argomenti studiati in dislessiche onomatopee in stile Scatman John (ski-ba-bop-ba-dop-bop).

Lo Scatman John dopo aver formulato castronerie iperboliche farà pietà al docente e accetterà un modesto 19.

Il Post Esame

Nella seconda fase ho potuto analizzare altri 4 tipi di comportamenti comuni. Quattro profili psicologici capaci di esprimere (almeno secondo il mio punto di vista) la reazione degli studenti dopo un esame orale e il loro comportamento verso la massa ancora in attesa.

1. IL MODELLO DOLCE & GABBANA

Il Modello Dolce & Gabbana, non appena esce dall’aula del docente, mostra un volto ambiguo e serio.

Guarda i loro colleghi come dei clochard fuori la stazione di Roma Termini.

Con mento dritto, spalle alte e sguardo verso l’orizzonte inizia immediatamente a sfilare a 200 fps per il corridoio, dirigendosi verso l’uscita, e, con un portamento da alta scuola, scappa via senza raccontare una benemerita ceppa dell’esame, e, mentre i colleghi tentano di domandargli

- Che ti ha chiesto? - egli è già svanito nell’aria lasciando glitter e brillantini lungo la sua scia.

Il Modello Dolce & Gabbana, nella maggior parte dei casi, ha appena rifiutato un nobile 23 e l’idea di condividerlo con i suoi colleghi è un po’ come bestemmiare la Virgen De Guadalupe ad alta voce in un villaggio del Messico.

2. L’ERMETICO

L’Ermetico, invece, dopo aver terminato l’esame ha un volto pallido e scosso.

L’Ermetico è uno studente molto prolisso durante l’esame, talmente prolisso da consumare quasi tutti i vocaboli che il suo cervello ha a disposizione.

Il risultato è la totale autodistruzione nella composizione dei periodi al termine della prova orale.

Ancora avvolto da un velo di ansia l’Ermetico riesce difficilmente a realizzare l’idea che tutto sia concluso e inizia a rispondere alla calca dei colleghi, che partono alla carica in stile paparazzi in attesa della star che ha avuto gravi problemi con la droga, con periodi monotransitivi:

- Come è andata? - domanda di uno studente del New Street Journal

- Bene (faccia assente)

- Cosa ti ha chiesto? - domanda di uno studente del New York Times

- Un po’ di tutto.

- Com’è la situazione? - domanda uno studente del La Repubblica

- Tranquilla.

L’Ermetico preso dalla frenesia di avvisare i suoi cari del risultato dell’esame si congederà con un sintetico:

- In bocca al lupo ragazzi. (+ sorriso finto)

L’Ermetico lascerà più dubbi del Modello Dolce & Gabbana, soprattutto per quel “Un po’ di tutto” capace di struprarti il cervello.

L’Ermetico è la rappresentazione dell’ossimoro umano: un 30 e lode e una faccia in stile “Mai Una Gioia”.

3. IL MENTAL COACH

Il Mental Coach è lo studente che entra a far l’esame con zero aspettive ma a cazzo duro.

Si arrampica talmente tanto bene sugli specchi che riesce a convincere il prof. di essere discretamente preparato.

Il Mental Coach non appena esce dall’aula ha una scarica di adrenalina altissima come se si fosse pippato l’albero azzurro insieme a Dodò.

L’obiettivo del Mental Coach non è di raccontarti l’esame ma di darti la giusta carica per superarlo con convinzione e risponde alle tue domande con la foga di Roberto Da Crema (Il Baffone) quando senza un polmone ti vendeva pentole:

- Allora come è andata?

- Benissimo! Lui è tranquillissimo e fortissimo! (prende fiato)

- E cosa chiede?

- Fa dire un argomento a piacere e la dispensa. Quindi ora entra la dentro e spacca tutto! (prende fiato)

- Ma lui com’è!

- Scioltissssssimooooooo! Dai Cazzo!

Il Mental Coach ristabilisce l’equilibrio mentale degli studenti in attesa e anche se fa cadere le mura con le sue urla per un modesto 22, aver un Mental Coach nella paranza è sempre utile.

4. IL PLATEALE

Il Plateale non appena termina l’esame vuole fare una sola cosa: raccontarlo tutto nei minimi dettagli ai suoi colleghi.

Esce dall’aula con un sorriso a sedicenti denti, sale su uno sgabello e fa formare un semicerchio ai suoi ascoltatori.

Dalla bocca del Plateale i fatti, squallidi e blandi, si trasformano in epopee fantastiche in stile Edward Bloom di Big Fish.

Il Plateale è l’unico che rimembra ogni dettaglio della prova, anche se la modifica quasi del tutto.

Racconterà che il professore a un certo punto gli ha chiesto di sfidarlo in un duello.

Racconterà che a un certo punto hanno iniziato a parlare del Napoli e del futuro di Higuain.

E tante, tante, tante altre cazzate.

- Sì! Ok, tutto bello bellissimo. Ma quanto ti ha messo? - domanderà ad un certo punto un collega.

E in quel istante il Plateale, con un trucco magico, sparirà.

Il Plateale è un 18 sicuro come la morte ma i suoi racconti sono quel contorno che non deve mai mancare in un appello di esame.

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