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Una storia di NadiaF

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Rosso Fragola

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Pubblicato il 04 marzo 2017

Bellissima, più la guardava e più la trovava bellissima.

Niente a che vedere con tutte le altre che aveva avuto. Questa era proprio un altro pianeta.

E per di più rosso fragola, come il frutto che lui amava più di ogni altro, ma che gli procurava una noiosissima orticaria ogni volta che lo mangiava.

Era seduto per terra a gambe incrociate nel vialetto di casa davanti al nuovo amore della sua vita: eccola lì, lucida e scintillante, una splendida Plymouth Fury del 1959 di colore rosso fiammante. Guardava il grande muso rabbioso e sorrideva pensando a tutte le avventure che da ora in poi avrebbero vissuto insieme.

Fissava ipnotizzato i suoi grandi occhi tondi sapendo che presto lei si sarebbe fidata di lui. Le sorrideva perchè lei capisse che lui sarebbe stato un padrone diverso da tutti gli altri. Per lui, lei sarebbe stata una regina.

A poco a poco vide il muso dell'auto modificarsi, gli occhi diventare meno duri, l'espressione meno furiosa. Ne era certo: anche l'auto ora gli stava sorridendo. Non proprio un sorriso fiducioso, ma era comunque un buon inizio.

Si alzò badando di ripulirsi bene i jeans dalla polvere del terreno per non sporcare i sedili dell'auto e poi si accomodò sui comodi sedili bianchi e rossi. Girò la chiave e sentì il rombo del potente V8 da 5200 cc così come sentì quei 260 cavalli che pulsarono all'unisono con il suo cuore.

'Sei tu il mio amore, sei tu che mi accompagnerai finchè avrò fiato per respirare' pensò e l'auto di rimando partì lieve come scivolando su di una nuvola.

Nel vialetto aveva tagliato perfettamente la siepe in modo che nemmeno un ramoscello potesse scalfire la luccicante carrozzeria rosso fragola e lo oltrepassò guidando a passo d'uomo e sentendo le ruote che facevano crepitare la ghiaia sotto di loro.

Fragole, doveva comprare delle fragole. Doveva festeggiare l'incontro con l'amore della sua vita in modo degno.

Si diresse verso il locale che preparava le migliori fragole con panna di tutta la contea, vi si parcheggiò proprio davanti e scese chiudendo delicatamente lo sportello della fiammante coupè.

Quando entrò venne accolto dalla voce gracchiante della ragazza al bancone:

- Hey George, una nuova auto? - e di seguito lo scoppio di una fragorosa risata - un altro vecchio catorcio? Dove l'hai recuperata questa? Hai rimesso a nuovo un residuato bellico preso dallo sfasciacarrozze? - e la risata continuava.

George aveva la mania di comprare vecchie cose e di restaurarle riportandole a nuova vita e tutti lo prendevano abbastanza in giro perchè era un bravissimo riparatore, avrebbe potuto farsi un sacco di soldi riparando apparecchiature elettroniche ed invece lui si dedicava solo al recupero oggetti d'epoca così i soldi erano sempre troppo pochi.

Sentì montare dentro di lui la rabbia, ma cercò di contenersi e fece un mezzo sorriso alla ragazza che ormai conosceva da anni, ma che non sopportava dal primo momento in cui l'aveva vista.

Non disse nulla, ordinò solo la più grossa coppa di fragole con panna da portare via e da mangiarsi in compagnia della sua regina.

Salutò ed uscì seguito dagli sguardi dei clienti e anche dalla barista che si fermò sulla porta ad osservare la nuova auto di George.

- Bel colore però. Rosso fragola. - disse appoggiando una mano allo stipite della porta d'ingresso e rimanendo a guardare.

Seccato dagli sguardi, George posò le fragole sul sedile del passeggero e ripartì. Non voleva condividere con nessuno il momento in cui avrebbe festeggiato il felice incontro con la sua bellissima auto. Nello specchietto retrovisore vide il viso della ragazza con ancora stampato il sorrisetto di scherno.

Guidò fino al giardinetto che c'era due isolati più avanti e poi parcheggiò di fronte ad una panchina. Prese la sua coppa di fragole, si sedette sulla panchina di fronte al possente muso della sua Plymouth ed attese. Dopo pochi secondi l'auto gli sorrise, i suoi occhi diventarono dolci e lui capì di aver guadagnato la sua fiducia. Affondò il cucchiaino nella panna e gustò il contenuto della coppa fino all'ultima piccola goccia di succo.

L'auto lo osservava e non smetteva di sorridere, rosso fragola come il nettare che aveva appena assorbito.

Rimase seduto davanti al muso della sua regina grattandosi a tratti un braccio, poi una gamba, poi il viso, ipnotizzato dallo sguardo di lei.

Buttò via il contenitore vuoto e poi risalì sull'auto. Era tempo di farsi un bel giro insieme. Il primo di una lunga serie.

Guidò ininterrottamente per molte miglia, sbandando qua e là per grattarsi ora una mano, ora una gamba, fino a quando, abbassando lo sguardo sul volante, vide la sua mano rossa e gonfia. Non vedeva molto bene e guardandosi nello specchietto retrovisore non vide il suo viso, ma una maschera quasi irriconoscibile. Aveva entrambi gli zigomi gonfi e gli occhi semichiusi per il gonfiore delle palpebre. Aveva molto prurito, ma era al volante della sua regina, lei lo avrebbe condotto dove aveva già capito che lui volesse andare.

Si abbandonò all'auto che tornò sui suoi passi e lo condusse al locale dove aveva comprato la coppa di fragole. Era già buio, ma i potenti fari della Plymuouth illuminavano a giorno la strada. Proprio in quel momento la barista stava chiudendo il negozio.

George rallentò e si fermò poco distante dalla porta senza segnere il motore.

La ragazza riconobbe l'auto di George e si avvicinò al posto di guida.

- E allora George, hai fatto un giro con la tua....Oh santo cielo George, ma che ti succede? Sei irriconoscibile, hai il viso che sembra un cocomero, sei gonfio e rosso come le fragole che ti ho venduto! E guardati le mani! Geroge, tu hai bisogno di un medico! -

- No, grazie, ora vado a casa e mi prendo un antistaminico - rispose quasi senza rendersene conto.

- Sei sicuro? Tu stai male! -

- No, tranquilla, niente che non si possa risolvere. Vattene ora! -

Intimidita dal tono perentorio di quell'uomo che non dava confidenza a nessuno, la ragazza si allontanò passando davanti al muso dell'auto. In quel momento George diede una forte accelerata e l'ultima cosa che vide fu il viso terrorizzato della barista colpita in pieno dal muso della Plymouth e fatta volare come una bambola di pezza. Il colpo la fece rotolare su parte del muso dell'auto sporcandolo di sangue per poi ricadere a lato. George fece retromarcia e correggendo la traiettoria di buttò nuovamente sulla ragazza.

Questa volta le ruote colorate di bianco all'esterno, passarono sopra al corpo facendo sobbalzare George alla gruida. Quasi cieco per il gonfiore, fece ancora retromarcia per finire la sua preda, ripassando sul corpo ormai inerte una volta, poi un'altra, poi un'altra ancora.

George accelerò per poi fare un testacoda, avvicinarsi ed illuminare la zona dove giaceva ciò che rimaneva della ragazza. I potenti fari della Plymouth mostrarono a George ciò che voleva vedere: il corpo annientato di colei che l'aveva per troppo tempo schernito e che non aveva la sensibilità di capire quando le si presentava davanti un capolavoro. Ora era lì, sul selciato e, ironia della sorte, il colore del suo sangue appariva rosso fragola, come l'auto che tanto aveva deriso.

Non si accorse che stava arrivando un'auto della Polizia. I poliziotti fermarono la loro auto proprio davanti al corpo martoriato della ragazza, scesero di corsa e uno di loro si diresse verso George con la pistola puntata.

Con gli occhi che erano ormai diventati solo più una fessura e con il respiro che diventava sempre più corto, George andò in retromarcia il più velocemente possibile mentre il poliziotto esplodeva alcuni colpi nella sua direzione, ma nessuno andò a segno.

Mentre i poliziotti risalivano in auto ed iniziavano l'inseguimento, George spinse a fondo sull'acceleratore ed iniziò la sua corsa per sfuggire alla Polizia. Quelli non capivano nulla, non gli avrebbero creduto se avesse spiegato loro che quella ragazza era un vuoto a perdere, che non valeva nulla, che era un insulto vivente.

Non vedeva quasi nulla ma si fidava della sua Plymouth, sapeva che lo avrebbe portato dritto fuori dalle braccia della giustizia e tutti e due avrebbero potuto continuare la loro vita insieme, fino alla fine. La Plymouth correva lungo la strada illuminata solo dai suoi fari, prendeva le curve come nessun' altra auto avrebbe potuto fare, sicura anche se l'umidità notturna rendeva la strada un po' scivolosa.

L'auto della Polizia si avvicinava sempre di più. A George pareva incredibile, ma la loro piccola stupida auto riusciva a guadagnare quel poco di terreno che bastava per avvicinarsi sempre un po' troppo.

George aveva difficoltà a respirare, ma il gonfiore pareva essersi ridotto perchè ora vedeva un po' meglio. Forte di questo , George accelerò ancora, convinto che avrebbe avuto la meglio su quella stupida auto della Polizia.

Ricordò che lungo quella strada più avanti c'era un bivio. Se fosse riuscito a guadagnare terreno ed arrivarci senza essere visto, avrebbe potuto infilarlo e sparire nella strada secondaria ingannando i poliziotti che avrebbero proseguito per la strada principale.

- Coraggio piccola, andiamo veloci verso la libertà - disse alla sua auto accarezzando il volante e per tutta risposta fu certo che il motore rombasse ancora più forte e che la velocità aumentasse ancora di più.

Arrivò al bivio e girò brutalmente il volante verso destra per infilare la strada secondaria proprio prima che la strada principale disegnasse una curva a sinistra.

La strada era sdrucciolevole ed un sottile strato di sabbia ne ricopriva una parte. Nel momento in cui George raddrizzò il volante per proseguire, l'auto perse il contatto con il suolo ed iniziò a sbandare. Lui, fiducioso nella sua regina, non corresse la traiettoria e l'auto, dopo aver battuto a destra contro la parete della collina che la strada secondaria attraversava, venne sbalzata dalla parte opposta ed iniziò il suo volo nel vuoto schizzando via dalla stradina priva di guard rail.

La sensazione di volare che George ebbe fu una delle più belle che avesse mai provato. Gli occhi della Fury illuminavano il buio e George per pochi attimi, che a lui sembrarono ore, vide la sommità di tantissimi alberi, belli, grandi, come mai li aveva visti prima. Ora la Fury si stava inclinando verso il basso e lui fu felice di vedere attraverso gli occhi di lei il piccolo fiume che correva sotto di loro.

- Fantastico, mia regina - disse all'auto poco prima di non vedere più nulla.

Lo schianto fu così forte che i poliziotti, che non erano stati ingannati dalla deviazione che George aveva fatto, si spaventarono per il suono quasi soprannaturale che avevano sentito.

Anche la loro auto aveva sbandato sulla sabbiolina, ma, nonostante la velocità, erano riusciti a tenerla in carreggiata e quando avevano visto la Fury volare via dalla strada si erano fermati bruscamente rischiando loro stessi un incidente. Dopo essere scesi non avevano potuto che assistere impotenti allo spettacolo dell'auto rosso fragola che si infilava tra gli alberi e si schiantava sul suolo leggermente in discesa rotolando poi più volte su se stessa per andare a fermarsi, capovolta e completamente schiacciata, sul bordo del fiume al fondo della piccola collina.

I soccorsi arrivarono veloci, ma appariva già chiaro che il guidatore non poteva essere sopravvissuto.

Trovarono George incastrato tra le lamiere come in un abbraccio. Nella mano che spuntava dal finestrino ormai senza vetro teneva una bella fragola rossa.

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