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Una storia di Roberto_Leone

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Questo va a Via Napoleone?

Storia di uno studente in ritardo

Pubblicato il 02 maggio 2016

La settimana scorsa il prof Sacchi mi ha fatto una minaccia che lo ricorderò fino alla fine dei miei giorni. Signor Rossi, se arriva di nuovo in ritardo non potrà sostenere il mio esame per i prossimi tre anni.

E, guarda un po', la sveglia non ha suonato, mamma si è dimenticata di farmi il pranzo e papà è uscito senza di me. La sfiga, oh.

Corro verso la fermata dei bus. Squilla il telefono all'improvviso. Prendo lo smartphone dalla tasca, rischio di farlo cadere. È Angelo.

«Pro… pronto?» ho il fiatone.

«Riccà, hanno spostato la lezione!»

«Chi?»

«Sacchi.»

«Che Dio sia benedetto. A che ora è?»

«Non ha spostato l'ora, ma il luogo! Devi arrivare a Via Napoleone!»

«Ma è dall'altra parte della città.»

«Muoviti, Riccà.»

«Digli che sto venendo. Digli che non sapevo del cambio di orario.»

«Sì sì, certo.»

E attacca. Lo ha detto poco convinto.

Dove diamine è Via Napoleone? Arrivo alla fermata, ci sono parecchie persone. Il cartellone con gli orari è stato strappato. Vandali. E ora?

Sta arrivando un pullman. Mi avvicino ad una ragazza.

«Scusa, questo arriva a Via Napoleone?»

Fa spallucce. La cretina non si degna neanche di rispondere.

Il pullman si ferma. La ragazza sale insieme a tanti altri. Le porte si chiudono e il pullman se ne va.

Sbuffo. Apro l'app dei trasporti pubblici e controllo.

Quello appena passato arrivava a Via Napoleone.

Mi scappa un urlo.

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