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una storia di Tyr93

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Aler!

Mi hai messo agli arresti domiciliari?!

Pubblicato il 03 gennaio 2017

Mi chiamo Tyrone Nigretti, vivo a Milano.

Scrivo questo articolo perché le mie parole non si perdano nel vento. Sono rinchiuso in casa da quasi un mese ormai (9 dicembre 2016).

Ho una disabilità invalidante al 100%: senza poter usufruire di un servoscala (perché guasto), io non posso godere della libertà, come fossi un detenuto.

Mi è stato installato (luglio 2016), dopo varie sollecitazioni, un servoscala per permettermi di salire e scendere i cinque gradini che portano al mio appartamento, in autonomia. Mi sembrava un sogno, quando in realtà avrebbe dovuto essere un diritto; ma spesso funziona così: se ti permettono di far valere un tuo diritto sembra quasi che ti stiano facendo un favore.

Servoscala fisso, a piattaforma - Modello V 64

Lasciatemi raccontare lo svolgimento dei fatti, il tutto è tragicomico.

(9 dicembre)

salgo le scale a bordo del servoscala, arrivo al piano, chiudo l’attrezzo, spengo il contatore e al mio tentativo di riaccenderlo non dà più segnali di vita. Riprovo un’altra volta, poi un’altra ancora. Zero. Nessun segnale.

A quel punto mi attivo: chiamo la Vimec (azienda addetta all’installazione e riparazione di molti tipi di servoscala, tra cui anche il mio).

Apro una piccola parentesi: prima di questo ausilio me n’era stato dato un altro tramite l’ASL, con l’unica ma sostanziale differenza che per poterne usufruire (ogni disabile, non solo io) avevo bisogno dell’aiuto di un’altra persona, ergo l’autonomia non esisteva.

Servoscala Cingolato

Ad un occhio poco esperto può legittimamente sfuggire il motivo per il quale non si potrebbe mai pensare che un disabile possa usare in autonomia un cingolato, ma non è possibile che sfugga a chi lo progetta. Eppure...

Quando ho chiamato Vimec ho specificato di essere da solo in casa, dunque con urgenza e di conseguenza impossibilitato a scendere e andare a studiare, uscire, fare piccole commissioni che quotidianamente faccio.

L'operatore mi ha chiesto il numero di matricola, che purtroppo in quel momento ero impossibilitato a dargli, ma si è mostrato disponibile dicendo che comunque era riuscito a mandare la segnalazione. L'operatore dice che mi farà richiamare dal tecnico specializzato.

Aspetto un’ora, due, tre… Nessuno richiama. Mi dico “ritenta Tyrone, sarai più fortunato”. Il problema è che, come sospettabile, a rispondermi al telefono è stato un altro operatore, a cui ho dovuto rispiegare tutto daccapo, rimarcando l’urgenza e sottolineando che avevo chiamato qualche ora prima. Anche lui dimostratosi gentilissimo mi dice che manderà un’ulteriore segnalazione, ma la storia si ripete tale e quale.

Gli uffici poi chiudono, attendo fiducioso, nessuno chiama. C’è il week end di mezzo, due giorni di silenzio.

Lunedì

Il primo pensiero appena sveglio è quello di farmi sentire, chiamo. Ennesimo operatore, sembra seccato. Mi dice che ci vogliono 48h di tempo prima che le segnalazioni vengano prese in considerazione. Gli faccio presente che la prima volta che ho chiamato era venerdì, ma lui si giustifica che le 48h sono da intendersi quelle lavorative, comunque manderà un’altra segnalazione. Avrà la stessa sorte delle precedenti.

Le fatidiche 48h ore passano, ma nessuno si fa vivo, parenti e amici meno diplomatici e più guerrafondai di me si propongono per chiamare. Preferisco sempre la diplomazia alla guerra, ma, a volte, il fine giustifica i mezzi.

Qualcosa si muove, ma solo in apparenza: giovedì arriva un tecnico Vimec, ma quello sbagliato. Dice che lui effettua riparazioni sui cingolati, non sui fissi. A quel punto mi incazzo personalmente, e mi vede. Mi sentivo preso per il culo.

Anzi, mi ha accusato pure di non essere stato specifico nel segnalare quale tipo di servoscala si fosse rotto. Ma se ho detto di esser solo in casa senza poter uscire, non puoi pensare che io usi da solo un cingolato. È meccanicamente impossibile, e un tecnico non può non saperlo.

Gli animi si chetano e lui si rende attivo nel risolvere il problema, ma ormai gli uffici sono chiusi, mi saluta veramente dispiaciuto e se ne va, dicendomi che mi farà sapere.

È stato di parola, l’indomani un altro tecnico mi ha chiamato e ciò che mi ha detto mi ha lasciato perplesso…

"Signor Nigretti, ci dispiace ma, siccome il servoscala è stato installato, sì da noi, ma tramite ALER, noi non ci occupiamo delle riparazioni, ma ALER si appoggia a una ditta esterna".

La situazione, oggi, ha dell'assurdo:

i tecnici ai quali si appoggia ALER sono venuti più e più volte (sotto non poca pressione mia e di persone che mi vogliono bene) a provare a riparare il guasto, ma senza risultati, dopodiché hanno deciso che avrebbero dovuto chiamare la ditta installatrice, cioè Vimec... Ma dall'idea alla pratica non si è ancora passati. C'è il Natale, ci sono le feste... Gli handicappati possono stare davanti alla TV a fare la muffa, giusto?... (ALER, guarda che è ironia eh...).

Vi prego di condividere il più possibile questo articolo, non solo per me, ma per tutti quei fratelli che si trovano in situazioni simili.

Un'ultima riflessione

Un disabile avrebbe anche il diritto di non saper scrivere in maniera formidabile con articoli che facciano tremare le gambe;

Un disabile dovrebbe avere anche il diritto di non avere una sfilza di contatti e testate giornalistiche da poter chiamare in caso di calpestamento dei propri diritti;

Un disabile dovrebbe anche avere il diritto di non essere sempre comprensivo verso il prossimo;

Un disabile avrebbe anche il diritto di vivere dignitosamente.

Dispiace anche per chi, in buona fede, all'interno di ALER e VIMEC lavora onestamente, prende a cuore davvero le situazioni, ma, per colpa di un sistema fallace, è costretto a prendersi un vaffanculo generalizzato.

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