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Una storia di Jelena

Questa storia è presente nel magazine Pillole del giorno prima

Ti vorrei scrivere

Che il bene può essere anche inteso come rompersi solo una gamba invece che l'osso del collo.

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Pubblicato il 23 febbraio 2018 in Altro

Tags: scrivere

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Ti vorrei scrivere, niente di particolare, solo ricordarti che lo facevamo ogni giorno. Tu mi scrivevi e mettevi quella faccina che mi fa tanto ridere, io rispondevo che sei un cretino.

E lo sei stato fino in fondo, per mantenere il primato credo.

Ti vorrei scrivere che comunque, tutto sommato, sto bene. Che pensavo di dover respirare la tua assenza ed invece l'ossigeno era sempre lo stesso, inquinato come i miei pensieri.

Vorrei inviarti un messaggio per chiederti che fai, se hai preso ancora la febbre, se fai tardi la sera, se metti ancora le insicurezze tutte ammassate in un angolo, se guardi ancora quel programma in tv, quello che piaceva ad entrambi.

Ti vorrei scrivere che doveva andare cosí, che tu hai i tuoi casini e io me li creo, che tu sei razionale ed io vivo di sfarfallii e chimere, che tu andavi e io restavo sui gradini di una storia mai nata ad aspettare il tuo ritorno.

Vorrei metterlo nero su bianco, carattere dopo carattere, che il tempo non l'ho mai sprecato, che sì c'eri tu ma c'era tanto altro. E io l'ho perso.

Si viene e si va, dice una canzone, ma tu ascolti Vasco che ne vuoi sapere.

Ti vorrei scrivere che mi dimenticherai anche se hai promesso il contrario, anche se mi hai ringraziato, perché è così che fanno le persone per bene. Se ne vanno ringraziando. Mica lo sentono il tonfo dei crolli, delle scosse, delle macerie che si accumulano. Loro ringraziano.

E grazie al cazzo direi. Ma siamo persone civili perciò ti lascio stare e ti auguro ogni bene, che il bene può essere anche inteso come rompersi solo una gamba invece che l'osso del collo.

Ci siamo detti tanto, troppo forse.

E adesso vorrei scriverti solo per sapere come va, solo per sapere se ti sono rimasta in quell'angolo tra le labbra e la fossetta che si forma ogni volta che ridi. Se sono ancora lì, in quel centimetro di pelle vulnerabile.

Ma poi penso che sono anche io una persona per bene e che invece, per fortuna, la mia indifferenza è proprio una gran stronza.

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