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Una storia di Skull

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Zapordius e il suo Halloween

Pubblicato il 31 ottobre 2016

Zapordius non ha mai desiderato essere altro da sé. Oltre a questo dettaglio abbastanza insignificante, il nostro protagonista è solito analizzare con occhio critico le attività degli altri suoi simili, cercando di scoprire i misteri che muovono il mondo.

Essendo Zapordius un italiano nato e cresciuto in Italia, ha una certa preparazione in usi e costumi ben specifici che ha imparato a odiare e amare (più o meno).

Col passare del tempo sono state importate nuove mode e festività interessanti come, ad esempio, Halloween.

Il buon Zapordius, che fino a qualche anno fa non vedeva assolutamente niente da festeggiare nel periodo dedicato a chi è morto, si è stupito non poco nel constatare con quanta prepotenza questa inusuale festa sia riuscita a impiantarsi nella società odierna imponendo uno schema festivo specifico e che lo ha portato a curiosare più del dovuto.

Non bisogna quindi restare sorpresi se Zapordius ha deciso di travestirsi da Morto, un nuovo Teletubbies tutto grigio, con tre occhi e che cammina come uno zombie dopo aver assunto diverse sostanze chimiche dal dubbio valore morale.

Nei panni dell'orrendo Morto, il nostro impavido eroe (che non ha assolutamente niente di meglio da fare nella vita) s'appresta a confondersi (fallendo miseramente) fra la massa di bambini festanti che calcano le vie sbraitando una frase rituale molto prevedibile: dolcetto o scherzetto?

Prima di agire di persona, Zapordius si apposta dietro un cespuglio dall'odore pestilenziale, scrutando con attenzione il fare dei bambini. Li vede mentre agitano cestini e sacchetti in attesa di ricevere dolciumi con cui cariarsi i denti come se non ci fosse un domani. Guardando attentamente i bimbi con indosso abiti da mostri fin troppo abusati, Morto (che è sempre Zapordius) si rende conto che la richiesta del "dolcetto o scherzetto" è una base camuffata della pratica del richiedere il pizzo a degli sconosciuti: "dammi i soldi o ti sfascio la casa".

Con un colpo di capo e una profonda aspirata di aria putrescente, Zapordius scaccia i pensieri impuri e si prepara a entrare in azione.

Una volta che i bambini-mostri si allontanano, il buon Morto si avvicina a una delle case e inizia a bussare.

Ad aprirgli c'è un uomo che ha bisogno di una dieta che lo guarda come se fosse un rifiuto umano.

- Dolcetto o scherzetto? - chiede lapidario il buon Zapordius, come se fosse una sorta di mafioso in erba.

Il signore squadra attentamente il nostro eroe, scoppiando inaspettatamente a ridere - Sei un genitore sull'orlo di una crisi di nervi, un pazzo evaso da qualche manicomio o semplicemente vuoi che ti spacchi la faccia?

Dinanzi a quelle tre opzioni Zapordius si sente mancare... ma resiste.

Si fa forza e ripete la domanda - Dolcetto o scherz...

Purtroppo non riesce a concludere che si becca un sonoro pugno sul grugno che lo fa arretrare di diversi passi.

- Sei abbastanza grande da poter comprare le caramelle da solo...lurido pezzente! - gli urla lo sconosciuto, chiudendo la porta e lasciando Morto disteso a terra come se fosse apparente morto (appunto).

Dopo non si sa bene quanto tempo, Zapordius rinviene ritrovandosi davanti alla faccia un volto barbuto, esile, pieno di rughe, con due profonde occhiaie... insomma, un volto veramente ma veramente brutto.

Dopo un urlo straziante e un tentativo discutibile di strisciare all'indietro, il nostro eroe, ancora nei panni di un Teletubbies partorito da una coppia di sgorbi ubriachi, riconosce il tanfo del cespuglio in cui si era appostato poco prima - Questa puzza...

- Stavi nel mio cespuglio. - lo accusa il barbone puzzolente - Senza il mio permesso.

- Non era mia intenzione... ma complimenti per il travestimento. - azzarda il nostro protagonista che non ha mai imparato quando è il momento di tacere.

- Che travestimento? - chiede l'uomo che ha raggiunto un nuovo livello di tanfo mai conosciuto al mondo.

- Quello da povero e brutto barbone pestilenziale!

- Questo non è...

Ma il dialogo finisce lì.

Zapordius si becca un nuovo gancio sulla faccia tonando a perdere i sensi.

Ancora una volta, dopo non si sa bene quanto tempo, Zapordius si ridesta e come prima cosa nota tre volti mascherati: una mummia interamente composta da carta igienica economica, una strega dal naso (purtroppo) vero e un lupo mannaro che sembra più una gattina provocante.

- Dolcetto o scherzetto? - chiedono in coro i tre ultraventenni.

- Eh? State... state scherzando, vero? - borbotta Zapordius dal muso ammaccato.

- Ehi amico, abbiamo chiesto: dolcetto o scherzetto? - insistono i tre.

- Ma andate a lavorare!

- Ehi zio, sei proprio un morto di fame! Ragazzi andiamo altrove che questo qui è tirchio. - annuncia il tipo vestito da mummia.

- Miao! - acconsente la gattina, ammiccando e sculettando.

Ed è così che Zapordius si ritrova da solo, disteso a terra e privo di uno degli occhi che componevano il vestito da Morto.

Incurante della perdita e con ancora qualche briciolo di energia, il nostro protagonista prova a concludere la sua missione di Halloween, avvicinandosi a una nuova porta e suonandone il campanello.

- Chi è? - ad aprirgli questa volta è un giovane dotato di occhiali spessi e grandi e con la testa interamente rasata.

- Do... dolcetto o sche... scherzetto? - balbetta Zapordius, ancora mezzo stordito per i due pugni incassati.

- Scherzetto. - annuncia il giovane spavaldo.

- Come?

- scherzetto.

- Ah... avevo capito "dolcetto".

- No, "scherzetto".

- Emh... - pensa che ti ripensa, lo scherzetto proprio non gli viene in mente. D'alronde, nessuno chiede mai lo scherzetto!

- Allora? - insiste l'infame e impaziente sconosciuto.

- Senti... lasciamo perdere, ok? - Zapordius abbozza un sorriso e si allontana via, senza dolcetti e senza dignità.

Una volta a casa l'unica cosa di cui il nostro ex Teletubbies è consapevole è che Halloween non fa poprio per lui.

Ma, mentre sta per sprofondare in un sonno inquieto, ecco che bussano alla porta.

Dietro questa si ritrova un bimbo vestito da zombie che sventola un cestino a forma di zucca.

- Dolcetto o scherzetto? - chiede l'anima innocente.

- Scherzetto! - esclama Zapordius, pregustandosi la vittoria.

Dinanzi a quella risposta il bambino getta a terra il sacchetto e con entrambe le mani si stacca la testa, porgendola a Zapordius.

Il nostro eroe dinanzi a quella scena sviene come non è mai svenuto in vita sua.

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