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Una storia di Corcamastica

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IL SOGNO LONDRA

un viaggio senza fine

Pubblicato il 29 aprile 2017

"Ho letto il cartello, c'era scritto Venezia. Così ho chiesto dove fosse il nord e mi sono diretto verso i campi. Avevo appena superato Mestre quando all'improvviso davanti a me lessi un altro cartello con su scritto " aeroporto Marco Polo ", la mia conoscienza dell' italiano mi venne finalmente in contro, e siccome dopo le mie brutte esperienze nei viaggi via terra decisi di fare una cosa molto strana, ma che se fosse andata nel verso giusto mi avrebbe permesso di raggiungere il mio sogno in un batter d'occhio. Tornai verso Venezia, la mia pazza idea prendeva credibilità, ogni passo che facevo era un mattoncino in più aggiunto al mio muro di convinzione.

Stavo tornando in città per cercare un lavoro che mi avrebbe permesso di prendere il volo che desideravo da tutta la vita, Venezia-Londra, senza alcuna interruzione, nessuno stop, nessun rischio, solo la consapevolezza dell'inizio di una nuova vita. So cosa state pensando, chi prenderebbe mai a lavorare un povero clandestino senza un minimo di esperienza se non come venditore ambulante ed operaio in una splendida città come Venezia? ebbene si, non nascondo che è stato parecchio impegnativo, ma con tutta la mia volonta, e l'immagine del Big Ban già stampata sulle pupille riuscii a trovare un impiego in uno dei porti più importanti d' Italia. Un lavoro molto umile, ma che con impegno e serietà, mi avrebbe fatto avere in tasca il biglietto nel giro di un mese. Per fortuna mi risparmiai le spese per un alloggio grazie alla generosità di un mio collega, che dopo essere venuto a conoscenza della mia storia mi ospitò nella sua residenza. Tutte le mattine alle 4.00 eravamo inpiedi pronti per una giornata di lavoro molto dura, dove sapevamo che avremmo passato il nostro tempo a ricevere ordini da qualcuno sopra di noi e a scaricare i carichi delle navi, ma per me non contava, avevo una possibilità e non potevo permettermi di farla svanire. Fra me e il mio collega Angelo si era instaurato un buon rapporto, grazie alla mia disponibilità e all' assenza di pregiudizi da parte sua, questo ci permetteva di farci pesare di meno le lunghe ore di lavoro. Passate due settimane avevo in tasca già il necessario per un biglietto economico per il mio volo, ma decisi di restare al porto ancora del tempo, per assicurarmi di raggruppare dei soldi per un piccolo periodo ipotetico nella città inglese. Ricevevo complimenti dal mio capo per la mia costanza nel lavoro, ero abituato a condizioni di vita ben peggiori, e questo per me è stato un grande aiuto e una grande motivazione. Era ormai trascorso un mese, e dopo il nostro ultimo sabato tornammo a casa e io andai a controllare la somma di denaro che tenevo all' interno di uno stivaletto in camera mia. Ebbene si, mi resi conto che la mia fatica era stata ripagata, avevo abbastanza denaro per permettermi il volo e un breve soggiorno nella città dei miei sogni. Scesi le scale per informare Angelo delle mie intenzioni e per avvertirlo che quella sarebbe stata la mia ultima notte in Italia. La mattina dopo misi insieme la mia roba e senza pensarci neanche anche un secondo mi misi in cammino verso l'aeroporto, il mio sogno era sempre più vicino, mi sentivo sollevato dal fatto che potevo sfogliare finalmente una pagina della mia vita e cominciare un nuvo capitolo con il titolo Londra. Trovai il volo che faceva per me, ero emozionato all'idea di prendere il mio primo aereo, era un' emozione che aspettavo da tutta la vita.

Prendere il volo fu una liberazione unica, il mio passato che avevo incollato alle spalle piano piano scivolava insieme alla scia che tracciava il motore dell'aereo nel cielo, quella scia che sarebbe stata l'unico collegamento tra la mia vecchia vita e quella che si presentava per il mio futuro. Ero pronto ad intraprendere la strada della felicità, che pensavo di meritarmi dopo anni e anni di sofferenza e sacrificio.

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