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Due cuori a Parigi di Caroline Vermalle

La sindrome di Parigi

Pubblicato il 21 febbraio 2018 in Recensioni

Tags: duecuoriaparigi parigi caroline recensioni vermaille

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Due cuori a Parigi recensione

“Avremo sempre Parigi,” dice Humphrey Bogart a Ingrid Bergman in "Casablanca".

Due Cuori a  Parigi di Caroline Vermalle
Due Cuori a  Parigi di Caroline Vermalle

Una lettura leggera, diversa dal solito romanzo rosa banale, ideale per staccare la spina e immergersi in un’atmosfera tutta parigina, originale e divertente. É questo lo scenario che ci presenta Caroline Vermalle, non la solita Parigi romantica e impeccabile già raccontata, vista e rivista nei film bensì una Parigi più caotica e variegata, dove si incrociano le vite, i sogni e le disillusioni dei diversi protagonisti del romanzo.

L'autrice infatti descrive una Parigi vista con gli occhi di chi la vive e non di chi ne è turista, offrendoci una riflessione più profonda sulla città. Sono proprio queste le riflessioni che accompagnano le vicende del protagonista, Guillaume, guida turistica e scrittore (quasi!) fallito nel tempo libero.

“Si resta giusto quel tanto che basta per andare subito al sodo, arrivare dritti al cuore della città, nel luogo così autenticamente parigino che, una volta visto, è possibile dare a Parigi del tu come a una vecchia amica. Il cuore di Parigi? Dove si trova? Non lo so.”

La sindrome di Parigi

Guillaume è diverso dai soliti protagonisti dei romanzi rosa, ci racconta il suo tormento e sfida più grande, cioè trovare il cuore di Parigi per raccontare tutto in un libro che, da anni, tiene chiuso in un cassetto. Anni e anni di lavoro come guida turistica presso l’agenzia di viaggi "I Love Paris", hanno mostrato a Guillaume e ai suoi colleghi che Parigi in fondo non è più la città romantica che si vede sempre nei film, proprio per questo molti turisti vengono colpiti dalla “sindrome di Parigi” quando si accorgono che la città, tanto idealizzato all’interno di film e romanzi, in realtà non corrisponde alle aspettative.

Il famoso cafè del favoloso mondo di Amélie
Il famoso cafè del favoloso mondo di Amélie

Questa sindrome è una patologia psicosomatica che può essere paragonata alla Sindrome di Stendhal e, in particolare, afflige i turisti giapponesi in visita nella capitale.

Di conseguenza i turisti provano una sorta di disagio quanto visitando la città e vivendola nella sua realtà notano le differenze rispetto alla visione idealizzata in precedenza. Un po' come accade al protagonista del film Midnight in Paris quando scopre che ogni generazione idealizza, fantastica e sogna una sua "età dell'oro".

Locandina del filmn Midnight in Paris di Woody Allen
Locandina del filmn Midnight in Paris di Woody Allen

É proprio la disillusione che muove la trama del romanzo, portando l’agenzia quasi sull’orlo del fallimento, portando la proprietaria dell’agenzia sull’orlo di una crisi di nervi. Questo stato d'animo ci ricollega al protagonista principale del romanzo, Guillaume che da anni, invano, è alla ricerca della vera essenza di Parigi, ricercandola e ricreandola attraverso i suoi speciali itinerari diversi dal solito, accompagnando i turisti per le strade e i luoghi della città percorsi da grandi personaggi storici e scrittori parigini.

I caratteristici vicoli di Montmartre
I caratteristici vicoli di Montmartre

Alla ricerca del cuore di Parigi si intrecciano varie vicende, il quasi fallimento dell’agenzia e la scoperta di un nuovo amore, infatti, Guillaume grazie alla sindrome di Parigi, capisce di essere innamorato della sua amica e collega Edie (per saperne di più vi consiglio la lettura del libro!).

La ragazza annuncia la sua imminente partenza per New York, ma prima decide di provare a salvare l’agenzia ed evitare così di lasciare Parigi per la Grande Mela. I nostri protagonisti escogitano nuovi mezzi per salvare l’agenzia di viaggi “I love Paris”, sfruttando il fascino della capitale e il suo eterno romanticismo, per far rivivere ai turisti dell’ agenzia, in particolare per conquistare il favore di una blogger giapponese in visita con la famiglia nella capitale francese, l’esperienza bohémien nella Ville Lumière.

Ricreando così lo stereotipo della Parigi dei cafè, dove ad ogni angolo è possibile trovare un suonatore di fisarmonica e due innamorati colti in un momento di romantica perfezione sullo sfondo dei vari monumenti e della Tour Eiffel.

“Guarda cosa cerca la gente a Parigi,” mi dice Edie, e mi mostra la fotografia di due innamorati che ridono in una brasserie. “Cercano la spensieratezza: una sorta di impalpabile felicità, la convinzione di vivere al meglio. Non ha niente a che vedere con i monumenti. Quelli sono la scenografia, lo sfondo per incorniciare… un momento perfetto.”

Così i protagonisti, con l’aiuto di colleghi e amici decidono di trasforma la città in un teatro a cielo aperto, scoprendo che Parigi in realtà può ancora sorprendere.

Tra vicende, amori e messe in scena, riuscirà Guillalme a trovare il vero cuore di Parigi? Questo lo lascio scoprire a voi attraverso la lettura del romanzo.

L'autrice Caroline Vermalle

Caroline Vermalle (Piccardia, 1973) è figlia di un pilota di caccia e di una bibliofila. Appassionata di viaggi, cinema e avventura, ha studiato scienze cinematografiche e ha prodotto documentari per la Bbc a Londra. Nel 2007 è tornata in Francia e, dopo aver girato il mondo per quasi un anno insieme alla famiglia, si è stabilita a Vendée, di fronte all’oceano Atlantico, per dedicarsi interamente alla scrittura. I suoi romanzi sono stati tradotti con successo in Germania e in Spagna. Feltrinelli ha pubblicato La felicità delle piccole cose (2014), Due biglietti per la felicità (2015) e Due cuori a Parigi (2016).

Caroline Vermalle
Caroline Vermalle

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