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Una storia di Carbolatente

Questione di punti di vista... e di onde

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Pubblicato il 19 agosto 2018 in Giornalismo

Tags: ispirazione onde vita einstein stazione

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15 Giugno 2016 - 19.00

Mi sono scelto un posto a sedere ancora un'ora fa.

​Non immaginavo che la stazione dei treni di Milano fosse così incasinata.
Un via vai continuo di persone di tutti i tipi.

Dal rasta che passa con un libro di meccanica quantistica sotto un braccio e nell'altro lo skateboard, alla signora anziana di almeno 80anni e dallo sguardo triste, che si trascina dietro una valigia troppo pesante per lei, segno probabilmente del fatto che ha perso per strada dei legami, (un figlio forse?) che in questo periodo della sua vita sarebbero stati la gioia dei suoi giorni.. sicuramente non avrebbe quello sguardo di rassegnazione.

Dalla ragazza mulatta di 20anni, semplice nel suo vestiario non appariscente, ma che non riuscirà mai a nascondere la straordinaria bellezza che madre natura le ha dato e di cui fortunatamente non si rende conto, perché altrimenti quella bellezza semplice, la più vera, verrebbe sicuramente sostituita da una più costruita e artificiale; all'uomo in giacca e cravatta che sta litigando al telefono con la moglie, perché non vuole spendere 700€ per il telefono del figlio.​

Loro non lo sanno ma stanno vivendo tutti la loro vita intorno alla mia, che è al centro di tutto. Dopotutto io sono come il sole, fermo, e loro mi girano attorno.

Povero mentecatto che non sono altro.... avevo quasi dimenticato cosa disse 100anni fa quel signore strano, con i capelli arruffati, un grande baffo e con la linguaccia sempre pronta.
È TUTTO RELATIVO IDIOTA, mi urlerebbe in faccia se ce lo avessi davanti ora!​

Come io non sono il centro della loro vita, loro non sono il centro della mia.

Ma guarda te, pensando a quel signore, che nello scorso settembre ha finalmente visto misurate quelle onde gravitazionali che aveva predetto tanti anni fa, mi viene in mente che se le nostre vite non sono il centro di quelle dei nostri simili, tutte queste vite comunque interagiscono, e anche a grandi distanze, seppur in maniera lieve.​

Noi perturbiamo chi ci è vicino, tramite delle increspature nel loro spazio tempo.
Ma non lo spazio tempo comune, che poi comune è un parolone, bensì lo spazio tempo vitale e quotidiano di tutti i giorni.
Non è la massa dei nostri corpi ad essere in gioco, ma le nostre vite e il modo in cui le viviamo.

E non è che se me ne frego di qualcuno allora non ho alcun effetto nella sua vita. ​

Il ragazzo che si droga e a cui i suoi amici, sperando non siano drogati pure loro, non dicono nulla per convincerlo a smettere, difficilmente potrà smettere da solo. E se dovesse morire di overdose, volendo esagerare, il silenzio dei suoi "amici" avrà avuto come effetto la morte.​

E se prendiamo in prestito un concetto dell'ottica, le onde gravitazionali vitali in questi casi danno luogo a un'interferenza distruttiva, perché causano dei danni nella vita delle persone con cui interagiscono.
Viceversa, avremo un'interferenza costruttiva in tutti quei casi in cui il nostro vivere trasmetterà amore, gioia ed effetti positivi nei confronti del nostro prossimo.

Morale della favola, nessuna!

Mi piace ogni tanto fare delle considerazioni che cerchino di legare tra loro aspetti apparentemente lontani, come in questo caso la fisica e le relazioni umane.
Dopotutto sono alcune facce della stesso poliedro che è il nostro quotidiano.

Così come la mela caduta in testa a Newton, gli ha permesso di avere quella brillante deduzione, uno schiaffo ricevuto in faccia di sicuro ci fa riflettere per bene su una cazzata fatta.

E tutto ciò mi porta a pensare a un film che adoro e che vi consiglio, "Un sogno per domani", nel quale tramite un meccanismo semplice, come quello di passare il favore (un'onda di bene che si propaga), un semplice gesto positivo può avere un effetto anche su persone a grandi distanze da noi.

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