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Una storia di GiovanniMinio

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Le lune del mondo

Pubblicato il 17 marzo 2017

Stefano era un bambino di cinque anni.

Amava giocare nella sua stanza con il trenino che gli aveva regalato suo zio.

Spegneva la luce ed i faretti della locomotiva correvano lungo i piccoli binari, facendolo gioire e divertire da matti.

Aveva un amichetto, Marco, che abitava al pianterreno del suo palazzo. Marco aveva un bel giardino dove giocava per ore con le sue due tartarughe e faceva grandi buche nella terra, trovando ossa ed oggetti in quantità.

I due a volte, s'incontravano ed a volte, rimanevano per ore a giocare insieme.

Era l'inizio degli anni sessanta ed a Roma, in quel mese, non si parlava altro che dell'imminente eclissi solare totale che di lì a pochi giorni, si sarebbe verificata nei cieli della città.

Stefano e Marco naturalmente avevano sentito parlare dai grandi di questo fenomeno e ne erano rimasti talmente entusiasti e curiosi che avevano preteso di farsi raccontare tutte le notizie possibili intorno all'avvenimento.

Così, non solo erano venuti a conoscenza del processo di rotazione della Terra intorno al sole, di quello della Luna intorno alla Terra e dell'oscuramento che si sarebbe verificato per alcune ore, a causa dell'allineamento della Luna sull'asse Terra-Sole, ma avevano saputo anche che, affumicando dei piccoli vetri, avrebbero potuto osservare anche loro, tutto il processo senza esserne accecati. L'entusiasmo era cresciuto alle stelle ed avevano informato di questo anche la loro amichetta Patrizia, che abitava di fianco a Marco.

I preparativi fervevano e per alcuni giorni, i tre avevano raccolto piccoli cocci di vetro e li avevano affumicati con degli accendini.

Venne finalmente il giorno tanto agognato e quella mattina presto, i tre si trovarono fuori sul marciapiede, davanti il loro palazzo, pronti con i loro pezzi di vetro, a guardare sù in alto, il Sole.

Improvvisamente il fenomeno avvenne.

Il disco della Luna cominciò, pian piano ad oscurare il Sole ed in men che non si dica, la bella mattina soleggiata si trasformò in una notte buia, mandando tutta la città nelle tenebre.

I tre non credevano ai loro occhi, che continuavano a sbirciare il cielo attraverso quei piccoli vetrini affumicati.

Tutto improvvisamente si era trasformato.

Poi di nuovo la luce.

Iniziò da allora il viaggio e questa esperienza determinò il destino e la vita dei tre bambini.

Stefano da grande, fece l'ingegnere aereospaziale. Si sposò, ebbe tre figli e partecipò di persona, ad importanti e complesse missioni spaziali che portarono L'Uomo su Marte.

Patrizia fece la Biologa e dopo varie storie d'amore andate male, si trasferì in Africa dove si diede allo studio ed alla cura delle specie di animali in via d'estinzione.

Marco, invece, che era il più introverso dei tre, fù talmente colpito dall'eclissi, che da allora la sua vita fù seriamente compromessa da ciò che aveva visto.

Cominciò a sognare ad occhi aperti.

A vedere Soli che si spegnevano. Universi risucchiati in buchi neri. Dimensioni spazio-temporali che s'intersecavano.

Di notte vedeva Stelle nane, Quasar, atomi, elettroni, particelle subatomiche.

Guardava il cielo e fissava la Luna.

Divenne un visionario.

Crescendo, cominciò ad immaginare un Mondo dove i popoli erano tutti uguali, dove non esistevano più guerre, violenza e pieno d'amore.

Fù preso per matto.

Ricoverato in varii Centri d'Igiene Mentale ed imbottito di psicofarmaci.

Ma la vita aveva riservato ai tre altre sorprese.

Il palazzo dove abitavano da piccoli al quartiere San Giovanni, ebbe un cedimento alle fondamenta ed i tre che avevano ereditato le case, furono chiamati nel condominio per un importante riunione dove si doveva decidere che interventi intraprendere.

Così i tre, l'Ingegnere Aereospaziale, la Biologa ed il Visionario, divenuti grandi e giunti ormai ad una ragguardevole età, dopo tanti anni, si rividero.

Si abbracciarono calorosamente e ricordarono la prima infanzia.

Ne nacque una seconda grande amicizia.

Misero insieme le loro risorse, le loro forze e le loro ricerche e costruirono nuovi progetti.

Era ormai il 2015.

Da fonti molto attendibili avevano saputo che una Stella nana, Futura 415, avrebbe affiancato, di lì a poco, il Sole, producendo enormi cambiamenti nel sistema Solare e su tutta la vita.

E si rimisero d'accordo.

Partirono tutti e tre per la Luna, dove avrebbero potuto osservare meglio il fenomeno.

Il nuovo Sole si allineò al primo.

Le Lune, allora si moltiplicarono.

Divennero dieci, cento, mille.

Il mondo si riempì di Lune.

E brillarono nell'Universo.

I Poeti iniziarono a cantare strofe senza fine.

I bambini continuarono a giocare nelle campagne e nelle città.

Ma da allora niente fu più lo stesso.

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