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Una storia di AnnaCibotti

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NULLA E' CIO' CHE SEMBRA

GUSTO FRAGOLA

Pubblicato il 25 maggio 2016

Anna Cibotti

25 maggio 2015 ·

..

Nulla è ciò che sembra

Gusto: Fragola

Il turno di notte era finito.

Il portiere, stanco e assonnato, si diresse lentamente verso l’area del parcheggio pregustando una doccia calda e una sana dormita.

Fitte lancinanti e alternate gli facevano dolere la gamba destra costringendolo a zoppicare leggermente.

Povero Roland, oltre ai tanti guai che già doveva sopportare, ci mancava solo quello.

L’incidente che l’aveva reso disabile al suo lavoro di muratore, da troppi anni continuava a manifestare i suoi debilitanti effetti.

Quell’impiego al motel “LE VOYAGE”, come portiere di notte, era stata l’unica possibilità di sussistenza e lo sarebbe stata per sempre, temeva.

Quella routine lo rendeva irritabile e il suo atteggiamento scorbutico lo aveva reso un asociale e anonimo numero tra la gente.

Per arrivare alla sua auto, una scassatissima e vecchissima DIANE, passava davanti alla prima fila di stanze affacciate al piazzale antistante.

Quel mattino, un forte odore che proveniva dalla porta n. 16, lo bloccò.

Era un profumo intenso e dolcissimo; quello che emana dalle fragole specialmente quando vengono tagliate e il succo lascia nelle mani il suo aroma da odorare.

Notò che la porta era socchiusa.

“Strano”, pensò. Poi fece mente locale e ricordò chi la occupava: gli sposini in viaggio di nozze proveniente da NANTES.

Sorrise, immaginando chissà quali scenari erotici conditi da cibi afrodisiaci e champagne.

Ma perché la porta è socchiusa?

Se lo chiese e incuriosito le si avvicinò cauto e circospetto.

Bussò piano e… la porta si aprì del tutto.

L’odore di fragole si spandeva nella piccola stanza e non solo…

Una ciotola di vetro era per terra, a pezzi, e una macchia rossa ne copriva i frantumi allungandosi intorno.

Roland fu preso da un irresistibile desiderio di assaggiarne il gusto.

Passò un dito sul succo sparso e lo leccò.

Sentì un sapore strano, diverso da quello che conosceva, sconosciuto.

Poi si accorse di aver messo un piede, quello della gamba dolorante, su quel miscuglio rossastro, e imprecando, cercò di pulirla con un kleenex.

Fu allora che vide la lunga scia rossa che si allungava verso la porta del bagno.

La sposina era lì.

Il vestito bianco galleggiava nella vasca e nel rosso che lo macchiava emerse il suo viso cereo segnato nella fronte da un piccolo foro scuro che sembrava un neo.

In quella scena orribile l’aroma delle fragole si sentiva forte e aggressivo, quasi a voler mitigare col suo dolce aroma, l’odore della morte.

Quanto è ingannevole e fuorviante all’apparenza un profumo, attrae fortemente, ma il gusto spesso disattente le aspettative.

Questo pensò ROLAND mentre prendeva in mano il cellulare e giurava a stesso che le fragole non le avrebbe mangiate mai più

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