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Una storia di Francesca_radioyf

Ricordi...

Salgo le scale, le uniche cose rimaste intatte di tutta la casa. Poggio la mano sulla maniglia e senza fatica la porta si apre...

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Pubblicato il 01 agosto 2018 in Altro

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Salgo le scale, le uniche cose rimaste intatte di tutta la casa. Poggio la mano sulla maniglia e senza fatica la porta si apre... La scena che mi si presenta davanti è straziante: piatti rotti, mobili distrutti e mura spaccate. C'è un silenzio assordante, la casa che prima era sempre gioiosa ora è esausta... Ha resistito, ma non abbastanza. Osservo ogni angolo e la mia mente inizia ad esplorare nei miei ricordi, riaffiora scene, flashback e aneddoti legati a quelle stanze, ormai inagibili. Mi tornano in mente tutte le giornate passate davanti al camino, seduta sulle scale o sdraiata sul letto che guardo, dalla finestra sul tetto, la punta del nostro amato Monte vettore contornato da un cielo azzurro e limpido.
Apro gli armadi... Le cose all'interno sono mezze spaccate e decido che non sarò io a portarle via con me oggi. Raggiungo, camminando in mezzo a vetri, sassi e polvere, le scale che portano ai piani sopra... Una voce alle spalle interrompe il mio viaggio mentale " sii prudente", accenno un sì con la testa e salgo.
La camera è a cielo aperto... Il tetto è crollato e lo specchio si è rotto in mille pezzi...
"7 anni di disgrazia" penso, ironizzando.
La foto di mia nonna è ancora incorniciata, intatta. Mi guarda con i suoi occhi felici, ma so che ora sarebbe disperata, se solo fosse qui con me in questo momento... Mi consola pensare che, almeno lei, non abbia dovuto vivere questa tragedia. La tristezza regna sovrana... Tutto sembra essersi bloccato ed il tempo è come se non fosse mai passato... Ci sono ancora i letti sfatti, come li abbiamo lasciati quella notte, per la fretta di scendere giù in strada e non rimanere intrappolati nelle nostre mura.
Ricordo il rumore assordante, la polvere che annebbiava la mia visuale e poi... Tutto distrutto e una pace infernale.
Ancora una volta la voce dietro di me interrompe il flusso dei miei pensieri" dobbiamo procedere con la demolizione"
Questa volta rispondo " sì..."
Prendo qualche busta che avevo preparato di cose da recuperare poi prima di andare via per sempre da quella casa, mi fermo, prendo la foto di mia nonna e faccio un cenno al vigile, calpestando le ultime macerie rimaste
"Arrivo. "

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