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Una storia di Massimo.ferraris

Il senso esatto del tempo

la scelta della procrastinazione

Pubblicato il 22 ottobre 2017 in Altro

Tags: procrastinare tempo obiettivi mente scelte

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Forse si pensa troppo senza agire. Lo devo ammettere, faccio parte anche io della categoria.

Prima di compiere un passo, anche il più semplice, non necessariamente per pianificare o pontificare progetti a lungo termine, mi prendo il tempo necessario, che non ha un metro di misura, quindi si dilata nel futuro. Si chiama procrastinare, un bel termine di origine latina, che ha il suo nutrito parco di sinonimi: prendere tempo, temporeggiare, differire, posticipare, ecc...

“Procrastinare è una trappola. Troverai sempre delle scuse per procrastinare. Ma la verità è che esistono soltanto 2 cose nella vita: le scuse ed i risultati, e con le scuse non si va da nessuna parte.”Robert Anthony

Cavoli, una frase così spiazza, nel vero senso della parola, ti fa capire che in fondo viviamo di scuse. Meglio lasciare che il destino ci pensi al tuo posto, perchè tanto se deve succedere, succederà? Sbagliato: questo significa non aver voglia di prendersi sul serio. E' come mettersi a dieta; quanti di voi hanno il coraggio di farlo? Pochi, la maggior parte pensa che tanto una volta raggiunto il peso forma lentamente si tornerà come prima, quindi che senso ha sprecare energie e mortificarsi per compiere un passaggio inutile della propria esistenza?

Obiettivo, altra bella parola, che unita all'idea di fare mette in movimento una serie di scelte ci spinge ad osare. Ma ha senso procrastinare un obiettivo?

Ritorniamo al punto di prima: per iniziare occorre trovare il tempo esatto, cosa non facile in questa società che si muove a ritmo vertiginoso e che obbliga la maggior parte delle persone a spendere la maggior parte delle energie in qualcosa che in fondo serve loro solo per sopravvivere. Il cervello si prende quindi delle pause, che si tramutano in lunghe sessioni di continui gesti automatici in cui ci perdiamo. Chi di voi non passa il tempo libero girovagando sui social, per poi finire a sera stanco e desideroso solo di una sana dormita? Io alzo la mano per primo.

Tra le tante leggi che l'uomo si è inventato per cercare di dare un radicale cambiamento allo stato di stasi, ce n'è una detta Legge di Parkinson, da non confondersi con quella fatalista di Murphy...

“Il lavoro si espande fino ad occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo.”Cyril N. Parkinson

Questo studioso ci aiuta a capire che è possibile eliminare il virus della procrastinazione utilizzando la semplice formula che cita:

– tempo = + motivazione

Cioè, secondo lui non serve pensarci su troppo, anzi bisogna agire, ma ricordando che se una cosa può essere fatta, forse è possibile realizzarla in meno tempo. Giuro che subito mi sono perso in questa spiegazione all'apparenza poco logica, poi ho capito il significato grazie ad una serie di esempi. Ne volete uno?

Avete in mente di scrivere un racconto, i personaggi svolazzano nella mente, così come le situazioni, le ambientazioni e la trama. Ogni volta che ci si pensa è durante quei momenti in cui si è al di fuori degli impegni, ed ogni volta si cerca di cambiare la storia perchè altre idee spuntano come funghi. Qui scatta il meccanismo della procrastinazione. Secondo Parkinson invece occorre agire d'impulso, decidendo di usare il tempo a disposizione dividendolo per due. Se pensate che ci voglia un'ora, di sicuro in trenta minuti lo potrete fare. Come? Evitando di limare continuamente la storia, ma buttandola giù di getto, perchè alla fine la prima stesura che avete in testa è quella definitiva.

Semplice a dirsi, difficile da farsi, almeno a mio parere. Ad esempio, scrivendo queste righe, mi sono prefissato di seguire il consiglio del luminare, scrivendo di getto senza rileggere le mie farneticazioni. Il risultato mi è sconosciuto, così pure l'impatto che avrà su chi lo leggerà. Ma sta di fatto che la mente mi si è liberata, ho provato piacere a mettere nero su bianco questi pensieri, in modo automatico e senza la continua ricerca semantica del termine esatto.

Lo pubblico così come è, senza procrastinare oltre, perchè nel tempo che mi rimane ho deciso di uscire a fare due passi, e chissà... magari troverò lo spunto per iniziare subito il prossimo progetto.

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