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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Consiglia pt. 31: “Costruiamo un Mondo Creativo”

Creatività e Collaborazione con il videogame Minecraft, il disco "Una voce non basta" di Pacifico e il fumetto Watchmen di Alan Moore.

Pubblicato il 08 ottobre 2015

Puntata piuttosto ambiziosa quella Intertwine Consiglia di questa settimana. L’obiettivo infatti è quello di costruire un mondo basato sulla Creatività e sulla Collaborazione, e lo faremo attraverso il nostro “solito intreccio”.

Ora siamo pronti a “Costruire un Mondo creativo”, logicamente, insieme a voi.

Ora però Intertwine Consiglia pt.31: “Costruiamo un Mondo Creativo”, inizia, con il primo blocco creativo, Minecraft e questa volta non si tratta di un film.

Minecraft è un videogioco ideato e sviluppato dal programmatore svedese Markus Persson e dalla casa produttrice Mojang, da lui stesso fondata.

In realtà Minecraft non è solo il videogioco forse più famoso al mondo, ma anche il più educativo tra i videogames.

Con Minecraft si può costruire ogni genere di cosa: da un semplice oggetto a un intero mondo. Tutto attraverso un meccanismo e una logica molto semplici e intuitivi: aggiungere blocchetti ad altri blocchetti, come accade con i giochi della Lego.

Pubblicato su quasi tutte le piattaforme da gioco conosciute, il “gioco” consiste nel creare e disfare edifici, esplorare, raccogliere risorse e, ovviamente, combattere, in un mondo 3D dalla grafica volutamente spartana, ma molto caratteristica.

E’ un gioco in cui si costruiscono mondi, ma si deve anche sopravvivere agli attacchi dei nemici e tutto questo ciò non si può fare da soli, ma solo grazie all’aiuto degli altri utenti/collaboratori.

L’esperienza offerta da Minecraft è quella tipica di una “Realtà Aumentata”, in cui la semplicità d’uso permette di dare agli utenti il controllo completo dell’ambiente. Tutto questo gli ha garantito un successo enorme, destinato a crescere dopo l’acquisizione da parte di Microsoft nel 2014 della Mojang, casa produttrice del videogioco, per 2,5 miliardi di dollari.

le HoloLens

Alla Microsoft ritengono Minecraft un gioco in grado di dar vita a nuove categorie esperenziali, quindi il prodotto ideale per lo sviluppo delle loro HoloLens.

Le HoloLens mescolano insieme realtà virtuale e realtà aumentata, fornendo all’utente una nuova realtà “immersiva”, in grado di annullare le distanze e di essere applicata in più contesti. La centralità che il gaming può ritagliarsi con questo, come con altri analoghi dispositivi, è lampante.

Parliamo, probabilmente non a caso, di un gioco che si basa su proprie dinamiche di tipo creativo ed interattivo, in cui il multiplayer e la collaborazione tra giocatori richiama fortemente la stessa natura degli HoloLens.

Gli aspetti creativi, educativi e sociali di Minecraft sono tanti e strettamente legati tra loro.

In primis la collaborazione prende vita tra persone che, anche non conoscendosi, si aiutano (e si rispettano). Inoltre “al di fuori” del gioco stesso, intorno a Minecraft nascono di continuo nuove community, e nascono semplicemente intorno a un’idea/passione condivisa.

La tecnologia ha lo straordinario potere di unire tutti noi se è correttamente utilizzata.

Ci sono persone felici di aiutare gli altri, e tutto si basa sul divertimento e sullo stupore scaturito dalla scoperta e dalla capacità d'inventare e creare.

Dal punto di vista educativo, i videogiochi come Minecraft possono migliorare le abilità scolastiche di bambini e bambine, comprese la capacità di leggere e scrivere, e Paesi in questo senso più evoluti del nostro – come gli Usa – li inseriscono nei programmi scolastici.

Attraverso l’utilizzo di un insieme infinito di blocchi di Lego programmabili, si crea un modo per infondere ragionamento di tipo spaziale, ma anche matematico/logico.

D’altronde basti pensare alla lezione del filosofo e pedagogista statunitense John Dewey, secondo cui per insegnare ai bambini a leggere e a scrivere, bisogna dare loro un compito nel mondo reale, perché attraverso i giochi, i giocatori (bambini) imparano qualcosa che è immediatamente utilizzato per risolvere problemi che hanno delle conseguenze reali, nel mondo del gioco stesso.

E secondo Paolo Ferri, uno dei maggiori esperti di scuola e nuove tecnologie, “Nel videogioco questa caratteristica è aumentata perché un videogioco può essere considerato come un ambiente immersivo digitale, che è costituito da un insieme di problemi da risolvere.”

Minecraft è tra i videogame che più hanno influenzato la società e come molti giochi online è infinito, forse perché :

Non bisogna mai smettere di esplorare e stupirsi delle proprie scoperte e creazioni.

Per chi fosse interessato quest’anno a Milano si terrà la Milan Games Week 2015, la nuova edizione dell’evento ufficiale dell’industria atteso dai videogiocatori appassionati e dalle famiglie.

Passiamo al disco di questa settimana.

Siete pronti a canticchiare un motivo semplice semplice che però dovrà diventare anche il vostro mantra?

Se siete pronti, iniziate a cantare questo jingle:

“Tu non sei nessuno, se nessun ti ama, tu non sei nessuno..”

E’ questo il ritornello di “A nessuno”, primo pezzo de “Una voce non basta”, l’album di Luigi ( Gino) De Crescenzo, in arte Pacifico, con cui continua il nostro intreccio.

Copertina di Una voce non basta.

Pacifico è uno dei migliori autori della canzone italiana contemporanea. Lo affermiamo senza paura di smentita.

In Una voce non basta troviamo 14 tracce inedite e, come intuibile dal titolo del disco stesso, ognuna di esse è cantata insieme ad altri artisti del panorama italiano ed internazionale.

Una serie di duetti che uniscono la voce, i testi e le musiche di Pacifico alle voci di Malika Ayane, Samuele Bersani e Cristina Donà fino a Raiz e Manuel Agnelli e altri.

In “Infinita è la notte” le voci di Francesco Bianconi dei Baustelle e Pacifico toccano vette altissime:

“Infinita è la notte sugli occhi chiusi, stanchi

Sul mare aperto, sul tuo respiro..

Infinita è la notte su te, che piangi e ridi

E ridi e piangi e dici parole antiche senza età ..”

Il progetto realizzato da Pacifico è realmente collaborativo, oltre che molto bello. I testi e le musiche sono tutte di Pacifico, ma il disco vede coinvolti ben 25 artisti, tra cantanti e musicisti. In questo modo egli realizza un’idea che non ha precedenti nella storia della discografia italiana: si tratta, infatti, del primo disco di tutti duetti inediti realizzato da un artista italiano.

La bravura di Pacifico sta nel riuscire a creare dei testi ad hoc per ogni artista, come un sarto che riesce a realizzare dei capi unici per ogni persona. È la sua scrittura autoriale a tenere insieme una tracklist assai differenziata.

Così tiene unite le melodie eleganti di Malika Ayane in L’unica cosa che resta:

“meno male che ci sei ancora

meno male che ci sei tu

per una via sconosciuta agli altri sei riuscito a toccarmi..”

con la voce calda di Raiz in “Dolce sia l’estate” canta:

Forse un incontro, una voce sarai

Forse uno spazio diverso che io non vedevo

Forse un incontro, un saluto sarai

Forse un ricordo lontano in cui perdersi…”

Luigi ( Gino) De Crescenzo.

Dal sound forte di un rock misto a hip hop di Presto, alle tonalità leggere di Semplice e Inspiegabile in duetto con Cristina Donà. Fino all’ultimo pezzo con Manuel Agnelli in cui alla domanda:

“E allora in cosa credi?

Non hai una frase, una data memoria, più duratura di qualsiasi legge?”

rispondono con una sorta di professione di fede nei confronti degli uomini in cui:

“E le parole, tutte queste parole. Questi libri di avventura e amore, sono tetti di paglia, rifugi, trincee per resistere a tanto insistito dolore... Sono prati di neve, torrenti di pioggia, momenti di ombra e respiro.

E i sogni, le carezze ai figli addormentati. I pochi mezzi di cui disponiamo,le nostre piccole armi…”

Se le parole di Pacifico vi hanno fatto emozionare (a noi si), chiediamo aiuto ai supereroi di Watchmen.

“Quis custodiet ipsos custodes?”

Alan Moore fa riferimento alle Satire di Giovenale per il titolo di in questa serie a fumetti pubblicata tra il 1986 e il 1987 dalla DC Comics. La questione che pone l’artista inglese è Chi controlla i guardiani?”

The Watchmen, appunto.

Il problema è che i supereroi di Watchmen sono più reali di quanto si possa pensare. .

Come Giovenale fu stimato dai suoi contemporanei per aver messo in mostra i vizi della società romana attraverso le sue satire, così Watchmen prende in esame le contraddizioni dei supereroi in costume, analizzandone vizi e difetti, invece di focalizzarsi sui suoi poteri speciali, come nello schema del fumetto tradizionale.

Altra peculiarità, riescono a risolvere problemi soltanto lavorando uno accanto all’altro.

Pura logica collaborativa, anche tra supereroi.

I fumetti sono una forma d’arte che unisce immagini e testi. Uniscono gli elementi narrativi della narrazione con l’arte della cura dell’immagine del cinema, per ottenere un prodotto che è in grado di narrare una storia con un’ottica diversa.

“Fumetto è collaborazione” come dice il nostro amico Steo.

La storia di Watchmen è ambientata in piena guerra fredda.

Il disastro atomico è alle porte e la tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica è altissima, anche perché nelle fila americane troviamo un individuo, Jon Osterman alias “Dr Manhattan”.

“Questo mondo, il mondo reale…

per lui è come camminare nella foschia

e le persone sono come ombre,

come ombre nella nebbia.”

(Laurie parlando del Dr. Manhattan)

Il Dr Manhattan è stato vittima di un esperimento scientifico che lo ha reso capace di fare cose che rasentano il divino. Tutto ciò crea una superiorità sia strategica che economica rispettosi sovietici.

Un po’ la storia di Rocky contro Ivan Drago, molto più complessa però.

La legge ha dichiarato illegale la professione di vigilante mascherato. L’unico a praticarla è Rorschach (Walter Kovacs), che è anche la voce narrante della storia.

Watchmen si configura come un vero e proprio intreccio, dove oltre a numerosi flashback, troviamo anche un meta-fumetto: I Racconti del Vascello Nero, una “storia dentro la storia". Il fumetto viene letto da un giovane ragazzo che sta sempre seduto a fianco ad un'edicola, il cui proprietario discute degli ultimi titoli dei giornali coi propri clienti.

La trama di questa storia è una sorta di commento al racconto principale, che anticipa un po’ le logiche attuali della televisione, in cui i talk show non fanno altro che commentare gli altri programmi televisivi.

Ciascun capitolo, ad eccezione di quello finale, è poi concluso da una serie di documenti fittizi: articoli di giornale, libri, fumetti, presentati come se fossero stati estratti dai media del mondo di Watchmen, così da darne un quadro più completo ed articolato. Così, ad esempio, il rapporto della polizia sull'arresto di Rorschach e il suo rapporto psichiatrico permettono di svelare dettagli personali della sua vita privata e come egli sia visto dalle persone con cui si trova a venire in contatto.

Una meta narrazione che permette di dare un senso al tutto, anche se come disse lo stesso Moore:

“Watchmen era diventata così un'opera che poteva essere compresa pienamente solo dopo diverse letture.”

In Italia Watchmen appare per la prima volta tra il 1988 e il 1990 come inserto di Corto Maltese: in questa versione, però, furono eliminati i testi “complementari” che si trovano al termine di ogni capitolo dell’edizione originale.

La logica dei mattoncini posti uno sull’altro di Minecraft, “Una voce (un autore?) da solo non basta” di Pacifico e il fumetto (geniale) di Alan Moore spiegano al meglio la logica collaborativa alla base di Intertwine.

Su Intertwine si possono costruire nuovi mondi e nuove storie insieme agli altri.

C’è un autore che pone “le fondamenta” del progetto lanciando l’Incipit. In seguito si continua un pezzo alla volta, che può essere un testo o un’immagine (tra poco anche video). E’ l’autore iniziale che indirizza e controlla l’andamento del progetto, scegliendo, passo dopo passo, i contributi che ritiene più utili e adatti alla sua storia.

Una volta scelto il contributo, la storia può procedere allo step successivo.

Si mantiene così intatto il principio autoriale e non si corre il pericolo di storie venute fuori in modo casuale.

Ora non vi resta iniziare la vostra Storia Collaborativa , logicamente su Intertwine.

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

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