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Una storia di NadiaF

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Nessun dolore

Un ricordo in una fotografia

Pubblicato il 16 luglio 2017

Continuava a guardare la fotografia che il cellulare, chissà mai perchè, non le permetteva di ingrandire, e non provava alcuna emozione. La persona che vi era ritratta non le diceva nulla, guardarla non le comunicava davvero nessuna emozione. Non sembrava quasi essere quella stessa persona che per più di due anni tanta parte aveva avuto nella sua vita.

E sì che invece lei gli doveva molto, moltissimo.

Lui era stato per lei l'inizio di una nuova vita, ma non nel senso che lei avesse stravolto la sua vita per lui. No. non in quel senso. Semplicemente lui era stato l'inizio di un processo durato due anni durante il quale piano piano il cervello di lei aveva imparato a pensare diversamente, aveva imparato a considerare le cose sotto una luce diversa, aveva imparato a piacersi. Così com'era.

Lei leggeva quella mail e quasi non credeva ai suoi occhi.

Dopo svariati anni durante i quali si erano scambiati solo brevi sms di auguri in occasione di ricorrenze, quella che stava leggendo era la seconda mail che lui le aveva inviato in un brevissimo lasso di tempo. Lui le aveva inviato la prima mail non solo per invitarla ad alcuni eventi in cui si sarebbero di nuovo incontrati, ma addirittura le aveva inviato delle fotografie. E una delle fotografie lo ritraeva. Proprio la prima.

Lei per natura non era incline ai retropensieri per cui non pensò: "Magari ha messo per prima una sua foto perchè io lo rivedessi e vedessi com'è ora, dopo tutti questi anni".

No. Lei aprì semplicemente la fotografia non senza difficoltà per la ritrosia dimostrata dal cellulare e quando lo vide non sentì nessun dolore. Ma proprio nessuno.

A dirla tutta le dispiacque anche un po', ma non di non aver provato dolore, ma di non aver provato nulla guardando una persona che tanto aveva contribuito a cambiare la sua vita e che tanto avrebbe amato se solo lui gliene avesse dato l'opportunità.

E sì, perchè lei lo avrebbe davvero amato con tutta se stessa anche se non sarebbe stata una storia facile. Ma a chi piacciono le cose facili? Sono noiose. Meglio un po' di maretta.

Maretta? No, non è affatto vero. Lei aveva sempre amato le storie sentimentali tranquille, quelle che ti danno sicurezza, quelle in cui tu ami lui e lui ama te e sei tranquilla e sicura. Altro che maretta.

E invece con lui sarebbe stata una vita fatta di orari diversi, di mondi diversi, di lontananza forzata, di impossibilità di condividere le piccole cose di tutti i giorni, di solitudine e di attimi rubati ai rispettivi lavori.

Ma lei lo avrebbe amato ugualmente.

Il loro amore avrebbe superato ogni barriera perchè lei era sicura che sarebbe stato il primo amore della sua vita in cui avrebbe potuto sentirsi completamente libera. Con lui sarebbe stato come con nessun altro aveva potuto essere. Lei era convinta che lui sarebbe stato capace di aprire quelle porte che lei non aveva mai permesso a nessuno di aprire. Ne era certissima.

Peccato che questo amore non aveva mai potuto nemmeno iniziare perchè quello che aveva chiuso le porte era stato lui.

Eppure erano stati bene insieme. La loro era stata un'amicizia nata di getto, come se si fossero sempre conosciuti.

Mentre guardava la sua fotografia, lei ricordò le loro chiacchierate infinite, le ore che scorrevano via senza che loro nemmeno se ne accorgessero da tanto che erano presi dagli argomenti sempre diversi e sempre interessanti che avevano condiviso.

Ogni volta che si incontravano era come se ognuno di loro due avesse preso appunti su tutto ciò di cui voleva parlare con l'altro e la conversazione era fitta fitta tanto che anche il tempo sembrava fermarsi ad ascoltare le loro chiacchiere.

Quando erano insieme tutto ciò che stava loro intorno spariva. Era come se loro due fossero avvolti da una nuvola che offuscasse tutto quanto, come un filtro fluo che di una scena mettesse in risalto solo loro due. Tanto grande era l'estraniazione dal mondo esterno, che lei non sarebbe stata capace di descrivere il locale dove si erano incontrati o quante persone erano nei tavoli intorno a loro perchè non aveva occhi che per lui e chi se ne importa del resto.

Non importava nemmeno fare tardi. L'importante era godere di ogni attimo che poteva passare con lui e non perdersi nemmeno una sua singola parola.

Lui, ugualmente, amava molto parlare con lei, scambiare opinioni e chiederle consigli. Gli piaceva raccontare di sè, del suo lavoro che faceva con moltissima passione e lei era rapita dall'entusiasmo che traspariva dalle sue parole, ma quello che la colpiva di più era la facilità con cui parlavano di qualsiasi argomento senza remore. Avrebbe potuto essere un vero grande amore.

Solo che non lo divenne mai.

Ad un certo punto le era parso che lui avesse per lei gli stessi sentimenti da piccoli segnali nel comportamento di lui, ma evidentemente non era così. Era come se qualcosa ad un certo punto lo avesse fermato, ma lei non seppe mai cosa fosse stato.

C'era stato un periodo in cui lui era diventato per lei un chiodo fisso. Pensava a lui in ogni momento della sua giornata, ogni cosa gli ricordava lui e soprattutto, neanche a farlo apposta, il suo nome saltava fuori continuamente a ricordarglielo anche nei rarissimi momenti in cui non stava pensando a lui. Ricordava ancora molto bene come anelasse ad ogni loro incontro, come aspettasse con trepidazione un qualsiasi cenno da parte di lui e se quel cenno non arrivava, come soffrisse non sapendo quando avrebbe potuto rivederlo.

E poi ricordava bene il dolore che la trafisse come una affilatissima lama quando lui le comunicò mestamente che sarebbe andato via: quello fu l'inizio di un periodo davvero buio.

Per lei era stato come se di colpo il suo futuro fosse scomparso.

La tristezza che la colse fu come un macigno impossibile da spostare, impossibile da dissipare, impossibile da sopportare.

Furono mesi molto difficili dove ogni sms che riceveva sperava che fosse una notizia di lui, dove ogni mail che riceveva sperava che fosse una mail dove lui le raccontasse ancora qualcosa di sè.

E invece nulla. Solo qualche breve sms sempre più raro e sempre solo in risposta a suoi.

Ma lei gli doveva davvero molto: questo non avrebbe mai potuto dimenticarlo, così come avrebbe anche detto che nulla mai avrebbe potuto cancellare il suo amore per lui.

E invece no.

Era passato molto tempo ed in quel lasso di tempo la sua vita era stata una vita grigia, vissuta nell'attesa di qualcosa che lei pensava non postesse arrivare mai.

Lei aspettava. Non sapeva nemmeno lei cosa, ma aspettava.

Ed in effetti ecco che quel qualcosa inaspettatamente arrivò, o meglio, quel qualcuno arrivò e la sua vita da grigia diventò di tutti i colori dell'arcobaleno e anche di più. Tutto il dolore che per molti mesi lei aveva sofferto, a poco a poco sparì e con quel dolore anche il ricordo di lui.

Erano passati parecchi anni dall'ultima volta in cui si erano visti. Forse sei, forse sette o forse anche di più. Lei non se lo ricordava bene, avrebbe dovuto pensarci un po' su e magari il numero sarebbe saltato fuori.

Ma l'importante era che il suo cuore era guarito dal male di lui, lui che non aveva voluto una storia e che forse, a conti fatti, aveva avuto ragione.

E dopo i sentimenti sinceri e profondi che lei aveva provato, ora era lì, davanti alla fotografia che non riusciva a zoomare, senza che il viso di lui le suscitasse il minimo dolore. Ma non solo: senza che le suscitasse nemmeno più quel giramento di stomaco che sempre l'accompagnava quando leggeva il suo nome negli sms o nelle mail.

A dire la verità si sentiva un po' ingrata.

Come sarebbe stato il momento dell'incontro?

E sì, perchè non poteva mancare all'appuntamento e tutto sommato non voleva mancare.

Le si sarebbe di nuovo girato lo stomaco al contrario?

Guardò ancora una volta la fotografia e sorrise: no, stavolta lo stomaco sarebbe rimasto al suo posto.

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