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Una storia di Ergoscripsit

A pagina 99

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Pubblicato il 08 aprile 2018 in Fantasy

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Il silenzio del primo pomeriggio di un martedì invernale mi avvolgeva mentre tornavo in Biblioteca. Senza alzare il cappuccio mi inoltrai fino agli scaffali, Cain, Calvino, Camilleri, ancora Camilleri (ma quanti ne scrive?) accelerai il passo, ecco la sfilata della Cornwell e poi il Mondo Perduto, Preda, Stato di Paura, Timeline.

Un altro passo per D'Annunzio e Deledda, fino a Dickens, Dostoevskij e Dumas (meno male che c'è Dick in mezzo a portarci ai tempi moderni!) ed eccola, finalmente, la cara signora Dunnett e la saga di Niccolò: mi tremava un po' la mano, ma il libro che cercavo era lì e lo presi con una calma esteriore finta e tradita dalla rigidità della postura.

Tutto era iniziato alcuni mesi prima, quando era solo un sussurro, una voce di corridoio; poi erano arrivate conferme, qualcuno aveva alzato la voce, c'erano stati pianti e imprecazioni e indignazioni. E alla fine accuse prima velate, poi esplicite e infine minacce ad inquinare il tempio della cultura.

Ma continuava a succedere: alcuni lettori ignari venivano sorpresi da un foglio infilato a pagina 99 dove in poche scarne e concise parole c'era svelato il finale.

Inutili le ricerche del colpevole e dei foglietti, troppi libri e troppi lettori.

Poi qualche settimana prima ci eravamo riuniti un gruppo ristretto di frequentatori, fuori al freddo, nella veranda del bar della biblioteca: dovevamo decidere una strategia per svelare il perpetratore dell'infame disegno.

Sottovoce qualcuno propose l'improponibile, cioè provare a contattare il Residente e convincerlo a collaborare. Il Residente è quella figura mitica che tutti i bibliotecari sanno che c'è, ma non hanno mai visto: vive nei locali della biblioteca, di giorno si mescola ai visitatori, sfoglia e studia come gli altri, mentre di notte riesce ad evitare i controlli o ha accesso a qualche ingresso e resta a dormire fra gli scaffali o nei magazzini dei libri non ancora esposti.

Si sa che c'è un Residente in ogni biblioteca, lascia tracce come libri trovati aperti sui tavoli la mattina o intere mensole riordinate in altezza decrescente o per tonalità di colore. Non se ne conosce l'età o il sesso, ma si sa che ad un certo punto passa il compito ad un successore, visto che in certe biblioteche storiche se ne avverte la presenza da centinaia di anni.

L'unico problema è che non si riesce a trovarlo, il Residente. Però si sa che mette le mani sui volumi nuovi, e piange sulle collane spezzate: si dispera, ad esempio, quando di una trilogia si trova solo il secondo o il terzo volume.

Quindi il nostro progetto era di introdurre nuovi autori, bravi ma non diffusi. Cercammo Joe Abercrombie, Dolores Redondo, Kristin Cashore: inserimmo fra le pagine dei nuovi volumi una richiesta d'aiuto al Residente di aiutarci ad identificare il famigerato Rivelatore di Finali.

Fu così che otto giorni fa, nell'Apprendista delle Fiandre trovammo una prima risposta.

Eccitati nel contempo dall'avere la conferma dell'esistenza del Residente, aprimmo il foglietto con religiosa attenzione: la scrittura era da giovane adolescente con alcuni cuoricini sulle i e le maiuscole panciute, ma il testo non dava soluzioni, piuttosto richiedeva una ricompensa, la Ragazza Meccanica di Paolo Bacigalupi.

Fortunatamente uno del gruppo lo stava leggendo e così lo potemmo portare in biblioteca il giorno stesso.

L'indomani nella Primavera dell'Ariete chiedeva di PopCo della scarlatta Thomas con caratteri fermi e geometrici da professore di ragioneria.

Nella Stirpe di Scorpioni la richiesta dela Valle degli Eroi di Jonathan Stroud era fatta con una scrittura minuta da signora timida con le o a pallino.

Nelle Scaglie d'oro cominciarono richieste più complicate con un testo non tradotto, The Slow Regard of Silent Things di Rothfuss, mentre la Caccia all'Unicorno ci lanciò alla caccia delle The Chronicles of Chaos di John C. Wright.

Il Patto dei leoni richiese di trovare la saga dei Mistborn del prolifico Brandon Sanderson, esaurita e non più ristampata con una scrittura nervosa con t d e f alte e magre e lievemente inclinata a destra.

A est di Bisanzio finalmente l'ultimo messaggio che diceva con caratteri in stampatello maiuscolo da prima elementare: "il prossimo sarà il nome che cercate, ma non è detto che desideriate trovarlo".

Torniamo al fatidico ultimo giorno: tenevo i Gemelli fra le mani con cura e attenzione, ma sfogliando il volume a prima vista sembrava non ci fosse nessun foglietto.

Le pagine erano dense, il profumo di carta stampata. Provavo piacere a rimandare l'inevitabile, assaporavo il peso del libro, cercavo i nomi dei personaggi e di individuare parti della storia.. ma ero lì con un altro scopo, cercare il messaggio definitivo col nome del Rivelatore di Finali.

Forse all'ultimo istante il Residente ci aveva ripensato, forse aveva preferito tornare nell'oblìo.. invece no eccolo lì, un foglio a pagina 99.

E ci aveva anche preso: c'era il mio nome sopra.

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