scrivi

Una storia di AlessioLiberini

logo sfide intertwine

Questa storia partecipa al contest
Essenziale 2049

Essenziale….. Il Profumo del Mare

Il profumo del mare è una cosa del genere, non lo puoi vedere con gli occhi, ma ciò non t’impedisce di osservarlo

Pubblicato il 05 dicembre 2017 in Viaggi

Tags: mare londra cilento profumo essenziale

0
Aeroporto

Londra Stansted 1 Febbraio 2049:

La valigia ormai era pronta, non mancava più nulla. Solo qualche minuto e il mio volo sarebbe partito.

Ero tiepido, la foga di tornare era sovrastavate, ma la malinconia e le ansie non volevano proprio abbandonarmi.

“Il Volo SGAC97 è in partenza, vi preghiamo di allacciare le cinture di sicurezza, il tempo è buono, l’arrivo a Roma Fiumicino è previsto alle 13:12 ora italiana”.

Ora però c’eravamo, ansie e malinconie fatevi da parte. Ora stavo davvero per tornare a casa!

Agone Cilento

Roma Fiumicino:

Eccoci finalmente, bentornato in Italia, mi dico. Beh l’ironia d’altronde non l’avevo mai persa in tutto questo tempo.

Prendo la valigia, e via verso la stazione di Roma Termini.

Era la prima volta che tornavo in Italia dopo oltre vent’anni. Non avrei mai immaginato prima d’ora ad un ritorno. Né tanto meno a come lo potevo affrontare, ma ora ero lì. Sicuramente spaventato, ma con la voglia matta di ritrovare quello che stavo cercando. Lo sapevo, mi ripetevo da mesi, quello che cercavo l’avrei potuto ritrovare solo li a casa mia.

O ciò che restava di casa mia, dopo tutto questo tempo.

Arrivai nel Cilento, la mattina del giorno seguente, era cambiato il mondo attorno, dall’ultima volta in cui ero stato li. Lì però sembrava che il tempo non fosse mai passato. Scesi dal diretto alta velocità e corsi alla sua ricerca.

Arrivai con le gambe che tremavano, e rimasi senza più parole, l’avevo ritrovato dopo anni ed anni e ora ero finalmente li a godermelo.

Ma per scoprire cosa stavo cercando, beh penso proprio che bisogna tornare un po’ indietro....

Piazza Municipio Napoli

Napoli 1 Febbraio 2022:

“Driiii, Driiii,Driiii”

“Basta Finiscila!”

“Driii,Driii,Dr.....”

Ogni mattina la stessa storia, non mi abituerò mai alla sveglia del Lunedì.

Una tragedia per tutti i napoletani, per fortuna però avevo un rimedio.

Ah Dio benedica il Caffè

Quanti lavori avrei perso senza di lui.

Una doccia al volo, che già si stava tardando, l’immancabile caffè’ e via di corsa dietro quella scrivania e quel Pc. Buon inizio settimana!

Quel giorno arrivai in comune persino in orario, timbro il cartellino e via in ufficio.

Lavoravo ormai da più di un anno al comune di Napoli, la cosa anche se inizialmente mi affascinava, col passare del tempo mi stava deprimendo sempre più. E pensare che io nella vita volevo fare il giornalista. Vabbè meglio non pensarci.

Ogni giorno sempre uguale, con le stesse situazioni, alternate fra tragedia e libro cuore. Ma purtroppo il mio lavoro era anche questo.

Quello che non sapevo però, è che quel giorno, qualcosa stava per accadere, qualcosa di grosso.

Erano le 13:00 di un Lunedì tipo, è finalmente andavo in pausa pranzo, prima del ristorante, rimasi come di consueto a smanettare un po’ sui social, alla ricerca della mia rassegna di notizie quotidiana.

Quando tutto ad un tratto, la notizia shock. “Scandalo in Italia, boicottate le statistiche annuali sull’inquinamento, siamo tutti in pericolo!

Pensavo alla Fake News, ma poi la notizia divampò ovunque.

Dopo anni di bugie, il nostro paese si trovava in una bomba tossica, quasi come se fossimo tornati a Chernobyl.

Gli occhi del mondo erano puntati sul nostro paese, reo di aver ammazzato l’ambiente per luridi interessi economici.

Passarono giorni e settimane, ma nessun politico ne parlava, ognuno a modo suo cercava di sdrammatizzare, ma la situazione andava man mano peggiorando.

Il cielo incominciava a colorarsi di nubi mai viste fin ora, e fuori tutto taceva.

“Non preoccupatevi, non è vero nulla!, nessuno ha contraffatto niente, il nostro ecosistema è sano” sostenevano così i politici italiani, ma ben poco c’era di vero in quelle parole.

Purtroppo era tutto vero, non volevano ammetterlo, o non potevano?, Chi lo sa.

Quello che tutti invece sapevano, grazie alle notizie che arrivavano tramite i social dalle Tv straniere, era che tutto questo fosse causato dalle grandi multinazionali dell’inquinamento. Grandi aziende del petrolio e Mafie, Ecco gli assassini!

Lo sapevamo tutti, ma nessuno voleva ammetterlo. Paura o ignoranza, fatto sta che lo sviluppo della società ci aveva catapultato in un modo malsano, dove la natura e l’ambiente erano all’ultimo posto delle preoccupazioni. E’ nessuno in Italia poteva mai immaginare, che un giorno tutto questo male, la natura c’è lo avrebbe fatto pagare a caro modo.

Passarono i mesi e poi gli anni.

Il verde dei boschi era ormai memoria storica, tutto si era rinsecchito. E l’aria pulita cominciava a diventare solo un miraggio.

Solo in Campania era andata via l’80% della vegetazione. L’aria si faceva oramai irrespirabile.

L’acqua era quasi del tutto contaminata, mari fiumi e laghi, persero cosi i loro colori.

Il Mare aveva perso persino il suo profumo.

Delle tutte, aver perso il Profumo del Mare, era la cosa che più mi deprimeva.

Ero meridionale, ero praticamente nato nel mare, ed il suo profumo l’avevo sempre portato con me, come portafortuna nella vita. Ricordavo i bei tempi andati immersi nel mare del Cilento, ora diventati inferno e paradiso.

Erano passati due anni, da quella notizia, la vita in Italia stava diventando sempre più insostenibile. L’ONU dichiarò che ci sarebbero voluti oltre venticinque anni, prima che tutto sarebbe tornato alla normalità.

Ero rammaricato e incredulo per il mondo cupo, che stava morendo sotto i miei piedi. Basta volevo scappare da lì, volevo andarmene, ma come?

Immigrato non per passione:

Era il 27 Gennaio 2024, quando, arrivò l’occasione.

Era quel treno che passa una sola volta nella vita. Per me quel treno si chiamava “The Sun”. Per chi come me, aveva sperato per tutta la vita di fare il giornalista, ma poi era rimasto chiuso, in non so quale ufficio a fare l’impiegato. Era l’offerta da non poter rifiutare, per giunta in tutto quel calderone che stava diventando l’Italia attraverso lo scandalo dell’inquinamento.

Non ci pensai due volte ed accettai. Solo qualche giorno e la mia vita sarebbe cambiata del tutto, anche se a migliaia di chilometri da casa.

Londra 1 Febbraio 2024:

Arrivai nella capitale britannica, con un po’ di rammarico per l’Italia, ma con tanta voglia di fare, pensando solo alla carriera.

Iniziai da subito a fare l’inviato per il quotidiano inglese.

Passarono così anni ed anni.

Più alti che bassi, insomma non mi potevo lamentare, eppure qualcosa mi turbava, avevo come una sensazione che qualcosa di fondamentale nella vita mi mancasse eppure non sapevo cosa. Forse l’avevo dimenticata o probabilmente era solo una mia paranoia, meglio non dargli troppo retta, mi dissi fra me e me. E continuai la mia vita normalmente, cercando di reprimere quella strana vocina.

Con gli sviluppi tecnologici, fare il giornalista d’inchiesta e rimanere sul pezzo, era sempre più difficile. E di certo non potevo perdere tempo appresso quella vocina.

Milano 13 Dicembre 2048:

Piazza Duomo e gremita, in Italia si stava per tornare alla normalità, dopo anni di Caos ambientale. Dopo più di vent’anni di bonifica, indotta dall’Onu, l’Italia tornava ai livelli normali d’inquinamento. Livelli che almeno in parte potevano far rinascere l’ecosistema distrutto. Per l’occasione i volontari di Greenpeace, organizzarono a Milano, la città per anni più inquinata d’Europa, una grande conferenza per festeggiare la bella notizia.

Grazie allo sviluppo tecnologico nel giro di un anno, tutto si sarebbe ristabilito. Le innovazioni sugli studi naturali, erano state la nostra unica salvezza e ben presto, saremo tornati a riavere, almeno in parte la nostra fetta di natura.

ManorHouse- Londra 13 Dicembre 2048:

Ero da poco rientrato a casa, e seguivo la conferenza di Milano alla BBC, seduto sul mio comodo divano. La notizia in se non mi faceva né caldo e né freddo. Ormai ero un inglese trapiantato. Fin a quando non passarono immagini di repertorio, che mostravano l’ambiente italiano prima del grande disastro.

Rivedere quelle immagini, mi mise un’immensa malinconia, fin a quando un immagine, quasi mi fece saltare dal divano. Il Mare, il Mare!, da quanti anni non lo vedevo.

Preso dal lavoro e dallo stress, l’avevo ormai dimenticato. Ecco cos’è che mi faceva stare bene ricordai.

Da piccolo quando ero triste, andavo sempre sulla spiaggia, mi sedevo li ed ammiravo il mio infinito. Chiudevo gli occhi e respiravo il suo profumo, si il profumo del mare, mi bastava solo quello per essere felice. Dopo gli anni dell’inquinamento il mediterraneo aveva perso tutto il suo profumo, tanto che l’avevo quasi del tutto dimenticato.

Dovevo tornare dovevo tornare a casa a ritrovarlo. Per me c’era solo un posto, in cui sarei dovuto tornare per riappropriarmi di quel profumo: il Cilento.

Prenotai il biglietto per il 1 Febbraio, grazie alle ferie del mio compleanno. Finalmente potevo tornare a casa a farmi il più bello dei regali.

Quello che per anni non avevo avuto e che stavo quasi per dimenticare per sempre. Quello che per poco i grandi del mondo, mi stavano per far dimenticare, forse troppo presi dalle tecnologie e dalla globalizzazione.

Ecco da qui siamo arrivati all’inizio della mia storia, l’essenziale sarà anche invisibile agli occhi, ma non alle sensazioni che esso sa dare. Il profumo del mare per un napoletano è una cosa del genere, non lo puoi vedere con gli occhi, ma ciò non t’impedisce di osservarlo attraverso le onde delle sue sensazioni uniche. Oggi, domani e speriamo anche nel 2049....

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×