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Una storia di Ila97

Un passo indietro

Non aver paura di ciò che sei, è solo grazie a ciò che sei stato, la persona che oggi sei diventato

Pubblicato il 24 ottobre 2017 in Fiabe

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CAP. I

La sera del 27 dicembre il Piccolo Principe si trovava nella sala della sua scuola di tango, fuori era buio, si annunciava un forte temporale. Una cosa che molti non sanno, è che il Piccolo Principe è metereopatico, il suo umore cambia a seconda del tempo. Alle 22:00 in punto la luce si spense, ci fu un black out in tutta la città, ma il Piccolo Principe continuò a ballare davanti lo specchio: <<E un due e tre, pivot>>. All’improvviso davanti a sé vide una luce, man mano diventava sempre più visibile fino ad assumere le sembianze di un re, vestito con abiti imperiali e maestosi, che allungando la mano gli disse: <<Oh mio principe, mio adorato principe, afferra questa mano e ti porterò in un posto fantastico, esaudirò tutti i tuoi sogni più nascosti, diventerai un uomo potentissimo e tutti saranno ai tuoi piedi>>. Il principe, come sotto effetto di ipnosi, prese la mano del re e insieme andarono sull’asteroide 325. L’asteroide era popolato da 30 persone, queste avevano una particolarità, non sentivano alcun tipo di dolore. Il re disse al Piccolo Principe: <<Se vuoi restare su quest’asteroide devi essere autoritario e tiranno, qualsiasi offesa, e qualsiasi atto non rispettoso nei confronti della corona verrà punito con la morte, se non adempirai ai tuoi doveri, perderai il tuo potere e sarai tu ad essere ucciso. Il Principe condizionato dall’idea di dominare gli altri, di avere potere, denaro, non fece caso alle parole del re. L’indomani, un cittadino dell’asteroide 325 non terminò le sue mansioni lavorative, allora il re ordinò al Principe di ucciderlo, lui non voleva ma fu costretto a farlo, per salvare la propria vita e continuare a governare. Quando impugnò la spada guardò il cittadino e con le lacrime agli occhi gli disse: <<Scusami, ma devo farlo>>. Il cittadino gli rispose: <<Non preoccuparti, sentirai più dolore tu che io>>. In quel momento non capiva cosa volesse dire il cittadino. E con un unico colpo, il Principe lo uccise. Nei giorni seguenti, il Piccolo Principe non faceva che pensare a quella vicenda, in ogni momento, ogni singolo momento gli compariva l’immagine di quell’uomo che ripeteva: <<Sentirai più dolore tu che io>>. L’uomo aveva ragione, per chi viene ucciso il dolore dura un secondo, ma quando si uccide una persona, il dolore ti resterà per tutta la vita. Il Piccolo Principe non riusciva più a sopportare quella vita, rinunciò a tutto, al potere, alla corona e scappò via.

CAP. II

Il piccolo principe giunse sull’asteroide 326, molto ma molto piccolo, aveva l’aspetto di una sala da ballo, con lampadari imponenti, pavimenti lucidissimi, di un colore rosso cristallino. Questa maestosa sala da ballo era abitata da una giovane e bella ragazza, vestita con un abito rosso, capelli raccolti con dei diamantini, scarpe di un argento così lucido che sembravano di cristallo, come le scarpette di cenerentola. La ragazza, senza dirgli una parola gli offrì devi vestiti e lo invitò a cambiarsi nel camerino. Il Principe ritornò con un aspetto meraviglioso, indossava un completo nero, con una cravatta rossa, scarpe nere lucidissime, e per finire un cappello, che dava un tocco in più di eleganza. La ragazza, di cuoi il Principe non conosceva neanche il nome, gli pose la mano e insieme iniziarono a ballare. Ciò che la principessa non sapeva era che il Principe era un ballerino di tango, cosa che la sorprese. Il Principe era così delicato nei movimenti, così fine ed elegante che la ragazza sembrava persa tra le sue braccia. Il Principe percepiva i battiti del cuore della ragazza, erano così forti che non riusciva a contarli. Tra un passo e l’altro, i due si guardarono negli occhi e si innamorarono perdutamente l’un l’altro. Ad un certo punto la musica finì, un faro di luce illuminò il pavimento cristallino e il Piccolo Principe vide la sua immagine riflessa, prima di allora non si era mai visto così bello, ben vestito, non riusciva a togliersi gli occhi di dosso. La ragazza era come se non esistesse, lui continuava a dire: <<Sono bellissimo!!!>> con aria ipnotica. Stette più di un’ora a compiacersi, la ragazza continuava a chiamarlo, ma lui nulla. All’improvviso lei scomparve, la luce si spense, e lui perse la sua immagine riflesse, ma soprattutto perse la sua meravigliosa tanghera.

CAP. III

Nel terzo pianeta il Principe incontrò un ubriacone, lo osservava da lontano, ma non si avvicinava. L’ubriacone aveva davanti a sé tre bottiglie colme di vino, faceva tre sorsi alla volta, e ad ogni sorso alternava le tre bottiglie, se per sbaglio beveva due volte vicino ad una stessa bottiglia doveva farlo anche la terza volta e ripetere questa operazione per le altre due bottiglie rimaste, per un totale di nove sorsi, ovvero tre volte tre, lui lo chiamava:“ il gioco del tre”. Si trattava di un gioco assurdo, da far letteralmente impazzire. Il Piccolo Principe continuava ad osservarlo ma senza mai avvicinarsi o parlargli. Ad un certo punto l’ubriacone lo vide, rivolgendosi a lui gli disse: <<Non aver paura, non sono pazzo, ma lo ero prima di bere. Quando non bevevo e facevo questo gioco del tre tutti credevano che fossi pazzo, allora ho dovuto pensare ad un modo per continuare a fare questo gioco ma senza sembrare pazzo, è così che ho iniziato a bere, gli ubriaconi non sono pazzi, fanno cose strane perché bevono, e quindi sono giustificati. L’ubriacone disse al Piccolo Principe: <<Vieni, vieni a fare anche tu questo gioco, ma per non sembrare pazzo devi bere, bere bere!!!>>. Continuava a ripetere quella parola, ma il Principe svenne letteralmente. Al risveglio si trovò sull’asteroide 327.

CAP. IV

Il Piccolo Principe arrivò sul quarto pianeta, era molto grande e molto deserto, non si sentivano voci, respiri, passi, si udivano solo tanti: “clic”. Il Principe andando ad esplorare quel grande pianeta, vide un uomo seduto davanti ad un computer, che scriveva senza mai smettere. Sul tavolo c’erano molte carte e vari telefoni, si trattava sicuramente di un uomo d’affari. Il Principe si avvicinò cercando di parlargli, di attirare la sua attenzione, addirittura si mise a raccontare delle barzellette, ma sembrava come se non esistesse. Ad un certo punto suonò uno dei telefono dell’uomo. <<Pronto>>, disse l’uomo. Sembrava attendere una notizia importante. Il Piccolo Principe udì dire, con tono dolce: <<Ciao papà>>. Era il figlio. Il Principe non credeva che un uomo così acido, insensibile, potesse avere un figlio. L’uomo disse: <<Ah, sei solo tu, per te non ho tempo, ho cose molto più importanti da fare>>. Da lontano il Principe sentii il pianto del bimbo e provò tanto odio e rabbia per quell’uomo. La rabbia fu così forte che il Piccolo Principe trovò il coraggio di dirgliene quattro a quell’uomo. Rivolgendosi a lui, gli disse: <<Adesso che sei così indaffarato non ci pensi a cosa potresti fare con tuo figlio, a quanto lui abbia tanto bisogno di te, del suo papà, si perché i papà dovrebbero essere degli eroi per i propri figli, pronti a tenerli per mano e a difenderli qualunque cosa accada, tu pensi a tutto questo? Un giorno te ne pentirai, rimpiangerai tutto il tempo sprecato dietro a cose inutili, che ti renderanno ricco, forse avrai le tasche piene di soldi ma il tuo cuore è, e resterà vuoto d’amore. Questa non è la felicità. La felicità è quando tuo figlio ti dice: “Sei il miglior papà del mondo”. In quel momento, daresti tutto il denaro del mondo pur di ricevere un suo abbraccio. Quando ti renderai conto di tutto questo, ormai sarà troppo tardi, e vivrai il resto dei tuoi giorni con il rammarico di non aver mai conosciuto un suo abbraccio>>. E così dicendo il Principe andò via.

CAP. V

Nell’asteroide 329 c’era un lampionaio, che non faceva altro che accendere e spegnere il suo lampione. Il Piccolo Principe chiese al giovane lampionaio: <<Perché hai scelto di fare questo lavoro? non ti dà tempo per te stesso, devi stare sempre e solo al servizio degli altri>>. Il lampionaio gli rispose raccontandogli la sua triste storia. Tanto tempo fa il lampionaio pensava solo a se stesso, non aiutava i genitori, non rispettava l’ambiente, e soprattutto non rispettava il prossimo. Col passare degli anni costruì un aziende edilizia, questa si serviva dell’amianto per costruire case, il lampionaio pur sapendolo proseguì con i suoi lavori. Ma nel frattempo la diffusione di particelle inquinanti si permeava nei corpi di persone che abitavano vicino quell’azienda, tra cui il fratello del lampionaio, che lavorava nella sua azienda edilizia, si occupava dell’esportazione e immissione di amianto. Dopo anni il fratello si ammalò gravemente e insieme a lui morirono molti altri dipendenti dell’azienda, e dà allora il lampionaio si porta sulla coscienza tutti quegli uomini. Per riparare al danno fatto decise di fare qualcosa per aiutare il prossimo, ed è per questo che fa il lampionaio, solo così riesce a stare bene e a sentirsi meno in colpa. Il Piccolo Principe rimase molto colpito da quel racconto, era il tipico esempio di un uomo realmente pentito che aveva un sincero desiderio di riparare al danno fatto. Tutti sappiamo che le persone morte a causa di quel disastro non possono tornare indietro, ma questo ci spinge a non commettere gli stessi errori, è solo pentendoci, che possiamo essere realmente perdonati.

CAP. VI

Il Piccolo Principe giunse sull’asteroide 330, questo pianeta era formato da un prato infinito con tutti i vari tipi di fiori, il Principe in lontananza vide un uomo disteso sul prato, si avvicinò e si distese accanto a lui. I due rimasero ad osservare il cielo senza parlare. Dopo qualche minuto il Principe disse all’uomo: <<Salve signore, lei è un astrologo?>>. L’’uomo restò impassibile alla domande del Principe, che ripete’ la domanda altre tre volte, sappiamo che il Principe, in vita sua, non aveva mai lasciato perdere una domanda, una volta che l’aveva fatta. <<No, non sono un astrologo, sono solo un geografo>>, disse l’uomo. <<E allora invece di osservare il cielo perché non osservi le montagne?>>,disse il Principe. Il cielo mi fa volare con la fantasia. Solo attraverso il cielo riesco ad immaginare il mio posticino di felicità e posso volare lì senza muovermi da questo prato, disse il geografo. <<Wuau, anch’io voglio volare nel posto dei miei sogni, mi aiuti a farlo?>>, disse il Piccolo Principe. <<Scegli una nuvola>>, disse il geografo. <<Sembra zucchero filato>>, rispose il Piccolo Principe. <<Concentrati, immagina di salire sulla nuvola, o sullo zucchero filato, se preferisci chiamarla così. Adesso pensa che questa nuvola sia un aereo, che ti porterà dove tu vorrai. Non riesci ad immaginarlo vero? Disse il geografo. <<No>>, rispose il Piccolo Principe. <<Sai perché? La nuvola è il tuo posto felice>>. Il principe si alzò dal prato, ringraziò il geografo e se ne andò via.

Il Piccolo Principe, dopo questo lungo viaggio, si ritrovò nella sua sala da tango, tutto era in perfetto ordine, come l’aveva lasciato prima di andare via; come se niente fosse accaduto, accese la musica e riprese a ballare. Terminato il ballo si guardò allo specchio, e vide il re, il vanitoso, l’ubriacone, l’uomo d’affari, il lampionaio e il geografo. Il Piccolo Principe capì che non poteva eliminare ciò che era stato, ogni cosa brutta, o bella che aveva fatto lo accompagnerà in ciò che dovrà ancora fare; è solo grazie al suo passato che è diventato ciò che è oggi. L’essere stato re, l’ha fatto essere schiavo oggi; essere vanitoso l’ha trasformato in una persona umile; l’ubriacone l’ha fatto diventare sobrio; l’uomo d’affari gli ha fatto capire quanto possa essere meraviglioso l’abbraccio di un figlio; il lampionaio gli ha mostrato che fare del bene ti riempie il cuore di gioia; il geografo gli ha svelato la felicità.

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