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Una storia di P3PP4R10

Questa storia è presente nel magazine ROCKET MAN

Ultima luna su Algernon

Testamento biologico #9000

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Pubblicato il 27 luglio 2018 in Fantascienza

Tags: algernon quasimodo eclissi startrek testamentobiologico

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Avvenne in una calda notte di Luglio, che tre improbabili personaggi s’incontrarono.


Erano una radiolina che declama solo poesie di Quasimodo, uno strano Omino di Plastica e una Fatina di Pezza; io mi trovavo sul tetto della mia casa, ad osservare la luna e a sorseggiare una malinconica lattina di birra importata dall'Olanda. Era stata una giornata di impalpabile furore mediatico, trascorso nel dondolarsi fra l’estasi e la noia, il divino e il profano, le lacrime e i sorrisi. Con qualche disonesta razionalizzazione ero riuscito inspiegabilmente a tirarmene fuori, fregandomene per una volta.


L’inconsistenza di quella notte si faceva largo in me, sprigionando dolori interni e riaprendo ancestrali ferite bruciate dal sole che infesta il mio sentire mentre con la marcia indietro mi dirigo verso la tanto agognata maturità ai margini della notte. Resterà un umido ricordo di una spiaggia vissuta, di una stella cadente che non so dimenticare. E ho visto una stella cadente e non potevo far altro che pensare a te! Stanotte sto cercando la stella cadente, quella che più ti somigli, capace di condurmi vicino al tuo cuore, per sentirmi un passo solo più vicino al mio dolore. Qui non ci sono troppi bei ricordi da contemplare. Ancora questa strada delle otto automobili, porta con se rimpianti e disillusioni. Suona solitaria un’armonica ferita: è il solito pazzo nostalgico che non vuole arrendersi al fatto che ogni storia ha un finale. Ogni stagione porta all'autunno, qui su Algernon. Non lo dicono in molti, ma il vero obiettivo è il grigiore.


Noi due saremo ancora sulla strada, con le scarpe bucate e un euro per un caffè. Ma saremo i sopravvissuti alle nostre piccole sporche battaglie quotidiane, sul come nasconderci meglio mentre anche gli auricolari del mio Ipod si stanno facendo grigi? Conoscevo, quasi una vita fa, una ragazza che amavo su quella strada: oggi quando passo di lì penso a cosa stia facendo della sua vita e dove sono svaniti le risate, i clamori e gli amplificatori che spingevamo a palla fino alla saturazione. Quando stavo sulla Terra era l’inquietudine a dominare il mio cuore. Sapevo che non sarei restato al suo fianco tutto il tempo, ma quelle ballerine sapevano davvero come muovere il bacino. E quando sei convinto di aver perso il tuo ultimo treno, credi che non ce siano altri che conducono alla Gloria o alla Salvezza. Adesso mi sono lasciato crescere questa barba e a volte sento che mi sto lasciando vivere. Però mi ricordo proprio bene i suoi occhioni blu, mentre mi fissavano con stupore o indifferenza e come un killer sotto la pioggia studiavano ogni mia reazione. Ero davvero troppo emotive, tesoro? E alle volte, dei sentimenti, se non sono quelli giusti, non sai proprio cosa fartene! Questo treno ha smesso di imbarcare disillusi poeti di stocazzo; non c’è più il supplemento della sconfitta per noi, non più!


Avanti, ricordiamoci come si fa, un passo dopo l’altro, e ancora una volta il menestrello canterà la nostra canzone, ma chi aveva chiesto il bis? E chi voleva bere qualcosa: sono disposto ad offrire io il primo giro, ma non voglio una spalla su cui piangere, non è davvero questo: chiedo solo uno sguardo d’intesa e complicità… E sto qui seduto su questa lingua d’asfalto, Lancia del Mediterraneo. E adesso anche io non sono più così ingenuo ed onesto. Ho smesso di pensare alle stelle cadenti, alla luna e al mare in tempesta. Mi pettino i capelli fino a far sparire, per un momento, il grigio che invade la mia vita. Ho camminato fino a svanire nel cuore della notte e di quest’orizzonte di solipsismo. Sarà anche la notte il solo riparo che mi appartiene, ma quanto costa questo riparo e perché devo sfuggire al mio destino? Chi ha già deciso anche per me? Ci sarà un altro posto per vivere, dove anche un dannato come me possa sentirsi a casa.


Là fuori dove il cielo è stato lavato da una dura pioggia benefica. C'è qualcuno che mi chiama con il nome che in pochi conoscono. Stanotte mi sento leggero, cammino e non provo dolore. Questo brindisi è per la tua bellezza, e questo per la mia salute. Questo è per i posti meravigliosi dove andremo. La fortuna è meglio costruirsela da soli… Va tutto bene mamma, sanguino soltanto, e nessuno vuole spezzare le mie catene, perciò continuerò a marciare in solitudine finché anche i miei pensieri diverranno Marcia.


Abbiamo ancora una possibilità di andarcene con le nostre gambe, andiamo via senza bagaglio, non ci lasceranno il tempo di riflettere, solo questo piccolo istante di gloria ci è stato concesso e se siamo ancora un po’ svegli tocca approfittarne prima che sia troppo tardi. Questa lingua d’asfalto brucia di vita e di bramosie, Animali Notturni, puttane & illusi, ci stanno mostrando il percorso da seguire: sento uno strano riverbero nell'aria e qualcuno la chiama coincidenza, altri magia, ma sento un antico soffio di furore in questa notte astrale e vedo che qualche giovane cuore spezzato ha già risposto all'appello. E allora cosa stiamo aspettando? Questo è il momento in cui le nostre lingue si toccheranno per la prima volta in un abbraccio fraterno! Le mie narici bruciano e mi avvertono che il pericolo incombe, questa aria sembra fatta di colla e segatura, non riesco quasi a vederti tanto siamo lontani e tanto la pece ha ricoperto come un vello questa strana notte di fuochi e di solitudine, ma questa notte è il momento.


Stanotte questo mare ha lame affilate d’argento, pronte a dilaniare e a saziarsi delle mie carni, penso proprio che lo lascerò fare, visto che mai come adesso mi sento un marinaio prigioniero della terra che cerca di arrivare in paradiso, prima che chiudano la porta. Le nuvole imposero il proprio pensiero a tutti gli esseri che stavano animando quella notte. E mi ritrovo con la mente lungo le spiagge ove corrono in amore cavalli di Luna e di Vulcani. In quale parte di cielo vennero incatenati i nostri sogni, dove la chiave di libertà e giustizia! C’è una strana oscurità ai margini della città. E c’è uno strano rumore ai bordi della strada. E' l'ultima testimonianza da Algernon. Perciò sento il bisogno di usare un tono maggiormente razionale e oggettivo...


Giornale di bordo del capitano. Data astrale 372.9. Condizioni della nave: stiamo tornando indietro con un solo motore a propulsione, i motori principali sono bruciati, la capacità della nave di viaggiare a velocità astrale è nulla, le basi terrestri lontane in condizioni normali solo alcuni giorni ora sono ad anni luce di distanza. L'interrogativo è questo: che cosa ha distrutto la quinta luna di Algernon?

Ultima luna su Algernon
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