scrivi

Una storia di Massimo.ferraris

4

Mi metto a scrivere un libro

i mille rituali dello scrittore

Pubblicato il 25 maggio 2017

Ecco, si forza, sediamoci... allora, dove ero rimasto? Stanotte sono stato sveglio a lungo, ore interminabili con la luce della sveglia che proiettava sul soffitto lo scandire dei pensieri. E' da un po' che ci faccio i conti, forse questa è la volta buona, quella che inseguo da quando questa smania di scrivere il "capolavoro" mi ha preso e non mi abbandona.

I personaggi sono due, certo meglio cominciare delineando i profili di quelli che diventeranno i protagonisti principali; ci vogliono dei nomi semplici, però d'effetto, che quando uno li sente pronunciare per strada dice: "toh, come quelli del libro...".

Lo ambienterò nel futuro prossimo, magari con qualche flashback che serva a delineare la trama. Fratelli o fidanzati? Mah, meglio amici per il momento, così ho tutto il tempo per decidere se farli innamorare. E se invece uno dei fosse due killer? Metti che ad un certo punto si scopra che oltre alla storia principale ci sia un intrigo internazionale e l'altro scopre per caso...

Noooo, troppo complicato, ho paura che un racconto così non sia classificabile. Potrei creare un nuovo genere, magari rosa dark, con escursus nel fantasy, qualcosa che spacchi e faccia dire alla gente: "alla faccia del c...o!".

Pensiero fisso: quello di cambiare nome. Un autore deve trovare una collocazione, un Mario Rossi (non me ne vogliano i possessori) farebbe poco effetto su un libro rosa, meglio uno pseudonimo, come ad esempio Rosa Candida. Qui si cambia anche il sesso, ma solo per esigenza. Come per esempio un bel Adalberto Guazzotti sa tanto di scrittore di libri scientifici.

Ci devo pensare... si, già... ma questo è l'ultimo tassello, come pure il titolo, una manciata di parole, che però è il più delle volte il motivo di un acquisto.

Quindi, accendo il Mac, apro il programma Libreoffice (mica sono scemo, non vado certo a pagare per avere lo stesso risultato...), carta e risma di fogli a fianco (per eventuali appunti, idee, o per disegnini quando lo sconforto acchiappa e non molla...), una bella bibita fresca e la luce della finestra che mi illumina. Forse un tantino troppo, messo così mi tocca inforcare gli occhiali, però è anche vero che è sempre meglio di quella artificiale, che essendo presbite incide parecchio.

Un bel carattere dalle dimensioni giuste, ecco che ci vuole; Times New Roman, classico, elegante e che va bene su tutto, magari corpo 14 anche se consigliano di non eccedere il 12. Però, però... carattere più grande uguale libro più lungo. Non è barare, solo gratificazione.

Spengo il cellulare, poi lo silenzio, quindi escludo le notifiche e lo poso accanto al notebook; in questo caso ho l'ora sott'occhio, ma non la percezione di chi mi vorrà cercare. Lo riattivo, sperando che a nessuno venga in mente di bloccare sul nascere l'incipit.

Ci sono quasi, pantofole comode ai piedi, pantaloni della tuta e maglietta a maniche corte. Guardo i pantaloni e trovo che fanno a pugni con la t-shirt. Felpati, contro il leggero cotone stampato con una nota pubblicità della birra. Mi sento sponsorizzato, le braccia fresche e le gambe che accusano quel tipico calore che rischia di trasformarsi in sudore. Rimango in mutande, meglio! Tanto sono solo in casa e non aspetto nessuno. Però metti che scoppi un incendio e facciano irruzioni i vigili del fuoco, che figura ci faccio con i boxer rossi a disegnini romboidali bianchi? Cambiare pure le mutande? Escluso! Decido di vivere pericolosamente, d'altronde la vita è fatta per gli audaci, e perciò esageriamo!

Ci siamo: foglio bianco, cursore che lampeggia, carattere e dimensione selezionati. Faccio la prova, schiacciando tasti a caso. Funziona, mi piace, anche se sono affezionato all'Arial o anche al Comic, che fa tanta allegria. Serietà, mi impongo di essere professionale, come gli speaker alla tv che inforcano occhiali e maneggiano quei fogli che contengono chissà cosa. Ma non hanno il gobbo accanto alla telecamera? Mi chiedo anche a che serva il mouse e quella specie di tablet, visto che non se li filano proprio. Fanno scena, certo, un po' di tecnologia non guasta mai. Vedo l'immagine del mio viso sul monitor e sorrido, per poi tornare serio. Ho letto tempo fa che la webcam presente sulla cornice può essere usata da hacker per spiare le case e la vita dei malcapitati che gli capitano a tiro. Non mi importa tanto che vedano il letto e parte dell'armadio inquadrati di camera mia, ma che possano carpire il lavoro che sto per andare a digitare. Mi viene un'idea, mi alzo e una ciabatta mi sfugge dal piede andandosi a conficcare sotto al bordo della scrivania. La lascio dov'è e prendo dal cassetto del comodino il nastro di carta; ne strappo un pezzetto e copro la web.

Mi sento più tranquillo, ora sono sicuro che potrei anche a mettermi a fare le boccacce, sperimentare un nuovo tipo di danza e altro, che nessuno mi vedrebbe.

Riprendo posizione e sgranchisco le dita, ma mi accorgo che l'orologio preme sul polso quando lo piego. Lo tolgo e lo lancio sul letto, tanto ho il cellulare che svolge lo stesso uso e non pesa sul braccio. Un bel sorso di aranciata che è però calda; eppure era in frigo, cavoli! Vuoi vedere che nel mio modello antidiluviano ancora provvisto di rotella qualcuno l'ha inavvertitamente ruotata mettendola al minimo? Ho carne, formaggio e altre cose che possono deteriorarsi. Sospendo per andare a vedere e scopro di avere ragione. Mi sento meglio, decisamente meglio e mi premio con una sigaretta andandola a fumare sul terrazzo. Bella idea, la realtà che mi possa sotto agli occhi può ispirarmi. Vedo auto, moto, un paio di tizi in bicicletta, persone che passeggiano, parlano, litigano. Poi la mia attenzione si sposta su quelli al cellulare; tanti gesticolano come se l'interlocutore potesse vederli. Altri quasi si nascondono: chissà che avranno da raccontare. Certo che questo potrebbe essere un bell'inizio, una telefonata minatoria con la quale si prospetta un disastro. Stop! Meglio non fomentare la mania dilagante di attentati, e poi quello che avevo pensato stanotte, mentre mi rigiravo come una trottola tra le coperte, era un romanzo d'avventure.

La sigaretta mi ha fatto bene, aspirandola ho sentito le idee riprendere posto una ad una. Chissà perchè dicono che faccia male, quando io ne ricevo solo benefici; dopo mangiato ne fumo una per digerire, la sera prima di addormentarmi mi lascia in bocca un sapore che mi aiuta ad addormentarmi, quando sono nervoso poi è un toccasana. Una, nei momenti topici della giornata, e tutto va a posto. Anche ora, mentre prendo posto davanti al Mac, poso il pacchetto in modo che ci possiamo guardare. Lo metto d'angolo, perchè tutte quelle pubblicità sui danni che provoca mi distraggono.

Il cursore non smette di lampeggiare, provo a contare quante volte lo fa in un minuto, ma dopo un po' smetto, perchè credo possa dare dipendenza. Avete presente il famoso pendolino? Non ho certo bisogno di auto ipnotizzarmi, ho un lavoro da compiere!

Dunque, pensavo a questa notte, alle immagini che passavano come flash, gente in continuo movimento e quella di una foresta in cui sorge un tempio. Sarà che in bagno ho una pila di Topolino e l'ultima storia che ho letto riguarda Indiana Pipps, ma penso che un personaggio così potrebbe essere vincente. Scarabocchio l'idea sul foglio e la cerchio soddisfatto.

Tutto questo pensare, organizzare e trovare spunti mi mette appetito, quindi vado in cucina e apro il frigo dove trovo prosciutto e mozzarella. Un bel panino, ecco che ci vuole, nutrimento per il corpo e anche per la mente. Il gusto è delizioso e mi trovo a gustarlo sul divano, mentre dalla finestra giungono le note di una canzone che mi martella da tanto. La canticchio, mentre cerco di associarla alla pubblicità. Mi allambicco per qualche minuto sino a quando arriva. Scatto al computer e su Google inserisco la ricerca. Trovata! Faccio partire Youtube e me la godo, non contento la sento altre tre volte, poi scovo un video con la lyric e mi cimento a fare il cantante, danzando in mutande davanti al Mac. La webcam è tappata, quindi non rischio di dare spettacolo. Un bip! mi avvisa che la batteria del portatile è al 10%. Che disdetta, proprio ora, che avevo deciso di iniziare il romanzo.

Vabbè, pazienza, lo spengo e metto sotto carica. Ci penserò domani anche perchè stasera c'è la finale di Champions League...

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Ops, c'è stato un errore. Riprova più tardi.

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×