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Una storia di LuigiMaiello

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Concerto Primo Maggio 2017: il mio pagellone degli artisti.

Rocco Hunt e Clementino spaccano il concerto. Motta il migliore. Delusione Ex-Otago.

Pubblicato il 02 maggio 2017

Ieri, dopo qualche anno di assenza, sono tornato sotto il palco del Concerto del Primo Maggio a Roma.

Erano cinque anni che mancavo da piazza San Giovanni e la motivazione (razionale) che mi ha spinto a tornare è che c’erano molti artisti che mi piacevano, ma forse c’era anche un po’ di nostalgia per quel concerto a cui tante volte ero andato quando ero più piccolo.

In quest’articolo vi dico, in maniera del tutto soggettiva, quali artisti mi sono piaciuti di più e quali di meno. Li elenco nell’ordine della scaletta, ma vi ripeto, è un giudizio prettamente personale:

- Apres La Classe: ottimo inizio di concerto, li ho visti un sacco di volte in passato al primo maggio e stavolta li ho trovati migliorati!

- Incomprensibile FC (vincitori del contest 1MNext): forti, mi ricordano molto i Linea 77.

- Ara Malikian: molto bravi, ma di “Bella Ciao” al Primo Maggio non si può fare solo la versione strumentale.

- Rocco Hunt: è stato la svolta del concertone. Il primo a far ballare e coinvolgere davvero il pubblico.

- Mimmo Cavallaro: non lo conoscevo, lui e la sua orchestra di musica popolare mi sono piaciuti molto.

- Teresa De Sio: “O’ scarrafone” di Pino Daniele ormai un classico.

- Marina Rei: la mancanza di Paolo Benvegnù si è fatta sentire.

- Artù: non lo conoscevo, mi è sembrato molto simile a Mannarino. Comunque non male.

- Ex-Otago: mi piacciono molto ma ieri sono stati la vera delusione del concerto (per me). Il cantante a tratti sembrava pronunciare parole incomprensibili.

- Motta: lui e la sua band dal vivo spaccano. Giovane, ma con grande personalità. Il migliore del concerto secondo me (o almeno quello che mi è piaciuto di più, anche musicalmente).

- Le Luci della Centrale Elettrica: Vasco Brondi bravo come sempre, ma forse i pezzi erano un po’ lenti per il contesto.

- Bombino: coinvolgere solo con la musica non è semplice, loro ci sono riusciti. Davvero bravi e grande personalità. Poi bellissimi e “sgargianti” i loro vestiti.

- La Rua: una piacevole sorpresa. Bravi.

- Levante: una delle poche donne presenti sul palco. Brava come sempre, a me piace molto.

- Editors: sono bravi ma purtroppo sono capitati nel momento in cui pioveva e non riuscito ad apprezzarli al meglio, perché all’improvviso sono sbucati un sacco di ombrelli davanti a me.

- Lo Stato Sociale: anche in loro nutrivo grandi aspettative e non mi hanno deluso. Forti musicalmente e tra i pochi a dare anche qualche spunto “sociale” e politico con l’attacco al ministro Poletti, in un’edizione per il resto molto politically correct, caratterizzata dall'assenza dei sindacati.

- Francesco Gabbani: ha fatto cantare, saltare e ballare tutti. A me non piace, però se tutti cantano, ballano e saltano un motivo ci sarà. Ha lanciato un altro tormentone estivo.

- Brunori Sas: un altro che aspettavo con ansia, e dal vivo mi è piaciuto molto. Testi bellissimi e mai banali, poi live le sonorità diventano più forti e vive. “La verità” diventerà un vero inno generazionale.

- Ermal Meta: un artista dalla gran classe. Bravo davvero!

- Edoardo Bennato: il momento serale che mi ha coinvolto meno, nonostante una canzone su Bagnoli e i temi sociali sicuramente importanti. Ma secondo me andava meglio di pomeriggio.

- Maldestro: bravo, ma forse fuori contesto.

- Fabrizio Moro: ieri è stato senz’altro uno dei più apprezzati dal pubblico. Ammetto che a me non fa impazzire, ma forse con lui, più che con altri cantanti, emergono differenze generazionali tra me e i più giovani, quei ventenni che apprezzano molto i suoi temi e la sua spontaneità. Se ieri ha spaccato non è di certo un caso.

- Samuel: sarà che l’ho visto tante volte (su quel palco e altrove) insieme ai Subsonica, ma da solo mi dà la sensazione che gli manchi qualcosa. Ripetitivo.

- Planet Funk: uno dei pochi momenti in cui ho potuto ballare: sia per la musica elettronica, sia perché intorno a me c’era un po’ di spazio.

- Public Service Broadcasting: siamo andati via dopo i Planet Funk.

Un voto altissimo va poi a Clementino: tra i momenti migliori del concerto ci sono tutte le sue esibizioni.

Voto 0 a tutti quelli che appena hanno visto due gocce d'acqua hanno aperto gli ombrelli inibendo la vista a tutti dietro. Per fortuna la pioggia è durata poco.

Se vi siete persi il concerto e volete guardare qualche esibizione, su rai Replay trovate:

- la Prima Parte del Concerto Primo Maggio 2017

- la Seconda parte del Concerto Primo Maggio 2017.

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