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Una storia di Theinceptionist

Questa storia è presente nel magazine Horror

Intoccabile

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Pubblicato il 24 luglio 2018 in Horror

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Sparo due proiettili, “Lei è intoccabile”, queste parole mi risuonano tutt'ora nella testa e solo ora mi accorgo di quanto stupide siano. Intoccabile? Io? Ma per favore, io non sono nessuno se non uno tra i più grandi imprenditori che questa terra abbia mai visto. Negli anni la mia famiglia ha sudato molto per arrivare a questo grado di notorietà e io pure sto sudando ora per onorare il loro sforzo, ma è tutto vano di fronte a qualcosa che va oltre la capacità razionale e cognitiva dell'intero genere umano. Altri due proiettili partono dalla mia 9mm.

Ho creduto a quelle parole fino a quando non ho scoperto cosa si cela veramente nel mondo. Fino a quando non ho conosciuto l'oscurità che si cela nella strana calma della vita reale fatta di persone false e di odio reciproco, fatta di smanie di potere e di soldi.

Non mi sarei mai aspettato che oltre a quest'inferno ce ne sarebbe stato uno peggiore fatto di cose che non possono essere spiegate a parole o ad emozioni e di cose troppo complicate da ricordare e conseguentemente da disegnare.

Solo pochi ci sono riusciti e sono stati ingiustamente criticati per la violenza e l'orrido contenuto in quei disegni.

Ora che ce le ho davanti posso solo dirvi che non augurerei mai nemmeno al mio peggior nemico di incontrarle o solamente di vederle da lontano.
Se mai riuscissi ad uscire vivo da questa situazione nulla sarà più come prima, NIENTE.

Mi avevano detto che ero intoccabile, ho la protezione del presidente degli Stati Uniti in persona, dannazione, ma so per certo che mettere in mezzo lui in una situazione del genere non gioverebbe a nessuno dei due. Sparo tutti i restanti colpi della mia pistola, ma loro non accennano a cadere o a scappare, rimangono semplicemente davanti a me e ai corpi delle mie ex guardie del corpo ormai a terra. Mi fissano costantemente e mi continuo a chiedere perché non mi abbiano ancora fatto nulla.

Continuano imperterrite a fissarmi per un tempo che per me è incalcolabile a causa della paura fottuta che mi stanno inducendo. Una di esse tira un urlo talmente potente da riuscire a distruggere i vetri antiproiettile della mia auto blindata conficcandomi alcune schegge nelle gambe e nella schiena facendomi collassare a terra svenuto. Mi sono appena risvegliato con delle fredde manette che legano le mie mani e, al posto delle creature, scorgo i federali che mi guardano quasi impauriti. Tutt'un tratto mi ricordo cos'era successo. Le creature, loro sono state, non io, loro non mi capiscono, dicono di aver trovato della strana polvere bianca nella mia auto, ma loro non capiscono, sono stato incastrato.

Loro esistono, le creature dannazione, loro sono state, le sento, stanno ridendo di me dentro al furgone nel quale vogliono rinchiudermi i federali. Io non voglio salirci. Con una forza sovrumana derivata dall'eccesso di adrenalina nel mio corpo piego il ferro delle manette abbastanza da riuscire a liberarmi, rubare una delle loro pistole e boom. Ora che non esisterò più sono libero, o così spero...

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