scrivi

Una storia di Atrabile

Isolamento

81 visualizzazioni

Pubblicato il 09 agosto 2018 in Altro

Tags: sperimentale nostalgia

0

Di colpo il silenzio.


Dettatura n.320


Un'immagine mi ha risvegliato dal mio riposo notturno,

una di quelle immagini talmente forti da far rumore.

Un volto, il suo, bellissimo: illuminato dalle prime luci che entrano dolci dalla finestra.

La luce, quella del mattino, carica di vitalità, possibilità, speranza, spensieratezza.


Un sorriso, un bacio: apprezzare pienamente il momento in cui, nel bacio, ci si dona completamente all'amata, "fai di me ciò che vuoi".

La dolcezza e la tenerezza mentre, nel bacio, si riceve in dono l'animo intero dell'amata,

da custodire nel più sacro tempio: è il regalo più importante.


Odore di forno mentre si finisce di imbastire una deliziosa colazione domenicale,

parlare, ridere e scherzare mentre si assapora il gusto acidulo dei frutti di bosco nei cereali.


Ancora coperte, sorrisi, carezze, saliva. Gioia. Acqua.


L'immagine svanisce.

Resta, come un eco che copre il suono che lo ha generato,

una grandissima malinconia.


Il dolce e commovente animo che cerca la gioia non per sé,

ma per l'amato: questo è ciò che vuole donare, come ringraziamento di tanto privilegio.


Il privilegio di essere degni di amare e di essere amati.


Dettatura n.321


Dal momento che l'acqua e il fuoco si incontrarono,

al di fuori del tempo e dello spazio,

il Mondo fu e da allora non ha mai smesso.


Ma tutto ciò che sono, che siamo,

tutto ciò che è, che è stato e che sarà, è contenuto all'interno di quella scintilla che generò.


E non c'è mai stato spazio per qualcosa come l'esperienza,

non c'è mai stato spazio per la comprensione dell'alterità,

l'unica cosa: esistere o non esistere.

Per noi che crediamo di respirare due volte: vita o morte.


Così come le galassie che erano e ora non sono: fisicamente instabili per essere ancora.

La vita che era e ora non più: instabile per il sistema fisico che chiamiamo vita.

Ad un piano più alto le informazioni, il patrimonio genetico, la replicabilità, i rapporti di dominanza e recessività nei geni, le idee, le motivazioni, i gruppi sociali, le norme accettate, le istituzioni, le civiltà: vita o morte.


L'evoluzionismo che diventa un corollario dell'unico principio evidente: resta ciò che è fisicamente più stabile.


E le unità fondamentali che seguono questo principio, che possiamo chiamare senza paura geni,

su di essi pesa il significato del Mondo.


Sui geni della coscienza pesa in particolar modo la nostra individualità,

e mentre eseguiamo il loro gioco freddo e meschino

ci permettiamo di credere di poter toccare qualcosa che non è dentro di noi,

di capire l'altro,

di capire la realtà,

quando tutto ciò che vediamo, sentiamo, pensiamo, diciamo,

ogni nostro sentimento, emozione, percezione,

tutto ciò di cui diciamo di fare esperienza, altro non è che un risultato gravemente processato dai geni.


Così come quando, con tanta sicurezza, ci adagiamo sull'ossimorica credenza di avere una volontà: sì, perché io penso, perché io mi riconosco.


Eppure, possiamo attribuire il concetto di coscienza, di volontà,

ad una manciata di note nel carillon delle informazioni?


Questo è il demone che nella notte mi ha colto.


Dettatura n. 322

.

Dettatura n. 323

.

Dettatura n. 324

.

Dettatura n. 325

Mattina - Ungaretti














Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×