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Una storia di Casinistanelmidollo

Ribaciami tra i libri

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Pubblicato il 09 febbraio 2018 in Storie d’amore

Tags: Amore Univer Musica Ligabue

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Aho è che palle stanno tutti al mare tranne che noi !!!!!

(Questo è il mantra di ogni studente durante la sessione estiva)

Caffè, sigaretta, chiacchiere con chiunque passi sono la prima regola per non iniziare a studiare,

(In fondo lo ammetto nel buttarla in caciara sono sempre stato bravo, ma con lei divento imbranato, pero vabbè facciamoci coraggio...)

-Ehi ale ci prendiamo un caffè?

-Va bene

(Ma questa ha gli occhi marroni o verdi? troppi libri sto diventando daltonico)

L'ascensore come al solito arriva dopo 2 ore, appena apre le porte emana un'odore di ascella pezzata, scoppiamo a ridere.

(Cazzo quanto è bella come ride, ci mette il cuore, ma allo stesso tempo è come ponesse uno schermo per non riderne appieno, mmm vabbè prendiamo questo caffè).

Iniziamo a parlare di musica, (onestamente è uno di quegli argomenti che preferisco evitare di primo impatto perchè se becco quella super partes mi sono giocato l'uscita), mi inizia a parlare dei Gemelli Diversi di quanto erano fighi, poi niente esce fuori il suo amore per Ligabue.

Ne parla di come si parla di qualcuno cui sei legato da un filo sottile, come di qualcuno che anche se non è con te, sa parlarti e trasmetterti emozioni.

Mi ricordo di avere le cuffie nei pantaloncini

-Ehi ti va di ascoltarci una canzone?

-Posso sceglierla io?

-Devi.

Mette Piccola Stella Senza Cielo, la cantiamo, anzi la canto, perchè lei sembra che l'abbia già vissuta.

Chiede a me di mettere una canzone, ma la mia playlist gioca lei la carta al posto mio e mi piazza la Donna Cannone.

Ride e mi da dello sculato, mi piace come mi prende in giro.

Poi si fa seria, e mi chiede di tornare a studiare perchè gli esami sono vicini, e nel mio essere un cretino le rispondo - e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.

Diventa Rossa.

Ci mettiamo vicini, mi piace, sento calore.

Mi cade la matita, quando me la passa le nostre mani sono come colpite da una scossa ci guardiamo.

Lei mi dice che va in bagno, io le rispondo che sarei andato a fumare.

Ma senza nemmeno pensarci decido di andare a fumare al bagno ma la lascio andare voglio farmi trovare li quando esce.

(lo ammetto sono iscritto a Giurisprudenza ma ho problemi con il rispetto delle regole, anzi diciamolo proprio me ne sbatto altamente)

La vedo allo specchio che si conta i difetti, ma per me era bella cosi.

Mi accendo la sigaretta.

-Finito di contarti i difetti le faccio?

-Cretino!

-La abbraccio.

La stringo come si stringe qualcuno quando lo vuoi far sentire al sicuro e rimaniamo in silenzio.

Usciamo dal bagno,siamo tra le migliaia di libri della biblioteca, nell'aria c'è quell'atmosfera di chi non sa se spingersi oltre oppure no.

Ma con un sincronismo totale ci guardiamo e ci baciamo.

Ma lei è una di quelle che sanno Spiegarti l'amore O provano almeno

A strappartelo fuori E quelle che mancano Sanno mancare,E fare più male.

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