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Una storia di MirianaKuntz

Le cose che non sono successe

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Pubblicato il 08 agosto 2018 in Storie d’amore

Tags: amore nostalgia negazione

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Non ti ho guardato dormire e tu non mi hai guardata bene, perché in fondo dietro i miei occhi c’erano lacrime invisibili, che cadono ed esplodono solo quando non ci sei.

Non ho sentito il tuo profumo, perché una volta te lo sei scordato, e questa invece profumavi di mare e cloro. Un mare che ho visto solo in video, e il cloro che posso immaginare.

Se ti fossi avvicinato un po’ di più ti saresti accorto di come il mio respiro si blocca di colpo quando sei troppo vicino. E non è solo -quell’euforia- iniziale che segna i momenti di chi si ama da poco. E’ una stretta allo stomaco che dura da tutta la vita, che non riesce a finire, che maciulla l’intestino, intasa la gola. Un vuoto d’aria senza d’aria che poi si traduce in un ti amo quasi gridato.

I tuoi capelli sarebbero state le molle per le mie dita piccole, che piano piano avrebbero raggiunto l’incavo del collo e poi il petto, poi il fianco, poi chissà.

Ci saremmo addormentati stretti come bambini sulla culla di un bel sogno. Con le mani strette strette, con i gomiti vicini, con il caldo afoso e i cuscini spessi. Con la faccia incastrata e un bacino piccolo mentre si dorme, giusto per ricordarsi un po’ quanto ci si ama.

Che poi guardarti mangiare mi fa sorridere un po’, perché sei buffo quel tanto da amarti alla follia.

Com’è che guidi? io ti ho visto fare solo retromarcia. Che tanto tu sai pilotare anche gli aerei.

Non ho fatto le scale di casa per salire su, dove ti avrei baciato contro ogni parete, ogni muro variopinto.

Non ti ho distratto dal vino con una carezza.

Non ti ho assaggiato la bocca alla menta. Non mi hai guardata prendere il sole.

Non ti ho intasato il telefono di foto nostre, perché siamo troppo belli messi vicino.

Non ho chiuso gli occhi coi sussurri della tua voce, la voce che amo. Almeno non abbastanza.

Se mi avessi preso un po’ la mano mi sarei sentita di nuovo potente.

Non ho guardato il tramonto toccare il mare, con te.

Non ho visto le mattine giovani, né le notti testarde con te.

Col tuo cappello sarei stata bella.

Non ho guardato il tuo disordine da vicino, né ho visto per bene i piccoli porta foto all’entrata.

Avremmo fatto l’amore nel tuo letto, coi tuoi mormorii e il mio casino.

Ti avrei baciato ogni punto della pelle, come costellazioni disgiunte.

Non ti ho scritto dei biglietti per la stanza, non ho letto i tuoi.

Non ti ho preso a morsi la faccia, tu non hai preso a morsi la mia.

Non ti ho visto ridere, che è la magia più bella del mondo.

Non mi hai vista con gli occhi lucidi mentre andavi via.

Non mi hai vista.

Non mi hai vista mentre piangevo.

Non ti ho visto di spalle mentre scappavi.

Non ti ho abbracciato, e il vuoto mi si riflette nelle ossa.

Non mi hai tenuta stretta alla tua fronte.

Non mi hai guardata mangiare con più gusto, quando ci sei.

Non hai visto il mio imbarazzo, ed io non ho diluito il tuo.

Non ti ho camminato accanto, non hai visto i miei capelli, non ho visto i tuoi.

Non ho conosciuto i tuoi amici, loro non hanno fatto valutazioni.

Non ti ho accarezzato le labbra, tu non hai guardato le mie.

Non ci siamo amati abbastanza, scioccamente, in un mare d’amore.




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