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Una storia di LuigiMaiello

Ci sono un immigrato, una canzone e un elettore.

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Pubblicato il 13 febbraio 2018 in Humor

Tags: elezioni2018 elezionipolitiche giochisenzafrontiere satirapolitica

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Tutta l’Italia è davanti alla televisione per il Festival della canzone politica italiana.

La sigla è appena finita quando Ettore Andenna, dopo i convenevoli del caso, presenta il primo cantante. Apre le danze Toto Cutugno che si professa comunista convinto, anche per non fare arrabbiare il suo pubblico in Russia.

Canta: “Sono un italiano, un italiano vero”.

Salvini in prima fila sorride e applaude. Con il gomito dà due colpetti a Giorgia Meloni seduta accanto a lui. Lei, prima ammicca, ma poi si accorge di essere inquadrata e torna subito alla sua espressione seriosa e incazzata. Ma quella breve intimità le costerà cara. Ne è convinta.

Salvini nel frattempo chiede a Toto Cutugno di fargli incontrare Putin, visto che l’ultima volta è andato in Russia ma non l’ha trovato.

Berlusconi dopo la sigla ha lasciato il posto in prima fila per andare nei camerini. Gli è piaciuto molto il balletto e si complimenta con le ballerine. “Se voterete me vi farò diventare le nuove Heather Cuccarini e Lorella Parisi - dice sorridendo.

Le ragazze si guardano contrariate, ma poi gli rivelano che sono minorenni e voteranno tra non meno di due anni. “Peccato”- risponde - “non ho mai capito queste limitazioni d’età”.

Arriva il turno di Al Bano: “Felicità è un bicchiere di vino con un panino, la felicità”

Adinolfi è estasiato e si guarda intorno alla ricerca del vino e del panino. Non li trova, ma nel frattempo si è avvicinato un chihuahua che Michela Vittoria Brambilla ha portato con sé. Fa finta di accarezzarlo, il cane scompare. Si sente un rutto.

La prima donna sul palco è Patty Pravo, che, sempre sensualissima, canta “Tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi una bambola”. Finisce la canzone e Bersani sbotta: “Non siamo mica a pettinare le bambole!”. Renzi è seduto accanto a lui e gli dice: “Non arrabbiarti sempre, stai sereno”. Torna la calma. Poi si rivolge a Gentiloni seduto dall’altro lato e gli dice all’orecchio: “Però l’anno prossimo lo togliamo il canone?”. Il primo ministro, sempre molto gentile, questa volta lo guarda male. Torna di nuovo la calma, ma in lontananza appare D’Alema, che non era stato invitato …

È il momento di Nek: “Se io non avessi te, che alternative avrei. Se io non avessi te, forse mi arrenderei”. Tutti applaudono. Poi il cantante rivela che quel testo è stato scritto da Luigi Di Maio. È una sua dedica a Beppe Grillo. Luigino si alza dal pubblico e urla al complotto: “Il titolo originale era un altro: Se io non avrei te!” Il pubblico applaude. Lo studio è una bolgia.

Dopo un minuto ci sono già 100 post su Facebook e 200 tweet:

“Festival truccato. Ettore Andenna è il fratello di Laura Boldrini!”

A fine serata Salvini chiede delle spiegazioni a Berlusconi e alla Meloni perché non ha capito bene la legge elettorale. La Meloni è stanca e gli dice: “Se vuoi ti aiuto domani, viani a casa mia”. Salvini ci pensa su. Rimane con gli occhi rivolti al soffitto per circa tre minuti.

Poi risponde: “No, aiutiamoli a casa loro!”

La Meloni se ne va. Berlusconi invece vuole fare serata. In lontananza vede la Carfagna, e visto che sono rimasti in pochi, le propone il gioco della bottiglia. Anche Adinolfi vuole partecipare, ma solo se è una bottiglia di latte, perché gli ricorda il seno materno.

Le votazioni vanno avanti per tutta la notte.

Il giorno dopo Ettore Andenna proclama il vincitore. Ha le lacrime agli occhi. In seguito dichiarerà che gli sono tornati alla mente gli anni di “Giochi senza frontiere”.

Il vincitore è San Marino.

Sono tutti contenti, perché nessuno di loro ha vinto.

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