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Una storia di Lumeng

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Il principe Argo

Pubblicato il 21 settembre 2017

Il giorno finalmente giunse.

Re Ganon si sveglio di prima mattina, quando il sole ancora non era alto. Oggi era un giorno speciale per lui.

Anzi, non per lui ma per suo figlio, il Principe Argo.

Argo è un ragazzo di 18 anni, di un carattere non proprio simpatico, non ha mai accettato l’ idea di condividere, prima o poi, il proprio futuro con qualcuno, « Per quale motivo dovrei condividere con un’ altra persona il mio regno ? » diceva durante le infinite litigate tra lui e suo padre.

Del resto, per re Ganon, è fondamentale che Argo trovi una persona da amare con cui sposarsi.

Gli anni si iniziano a far sentire per il vecchio re, il quale vorrebbe lasciare il trono al suo unico figlio, che però, senza una moglie, come la legge dice, non può governare sulla cittadella di Astarat, piccola località di collina famosa per i suoi verdi prati e la sua cucina a base di patate. Le più gialle del regno si dice.

Ma quel giorno sarebbe stato il giorno giusto per trovar moglie !

Il re, come ultima speranza di vedere esaudito il suo sogno, ebbe la splendida idea di organizzare un gran galà di corte dove furono invitate tutte le ragazze del regno con meno di 18 anni.

Argo anche se non era d’ accordo con la motivazione del Re, voleva bene a suo padre, e, per non dargli dispiacere, accettò di partecipare al gala.

La sala principale era addobbata in festa, con colori brillanti che si rifacevano al chiarore del sole che entrava dalla immensa terrazza del castello.

Tavoli in ogni dove, in cui si poteva degustare una moltitudine di piatti, l’ uno diverso dall’ altro (ma tutti a base di patate).

Al centro della sala si ergeva Re Ganon con accanto Argo. « Cari sudditi » iniziò Ganon, «vi ringrazio dal profondo del cuore per essere venuti...

Come ben sapete, ho organizzato questo gala per permettere ad Argo di scegliere la sua futura moglie. Purtroppo l’ età avanza, la testa duole, le ossa scricchiolano, e il mio sogno più grande è vedere mio figlio, Argo, finalmente sistemato, alla guida di Astarat... Ma non dilunghiamoci troppo, che si dia inizio al ricevimento ! »

Subito la musica partì, la servitù preparò il trono di Argo sul quale egli si sedette, e si creò subito una fila dinanzi a lui di tutte le ragazze del regno.

«Piacer ser Argo, lasciate che mi presenti, sono Isabella della contrada del nord»

« Piacere Isabella » rispose Argo, « ditemi, se un giorno vi dicessi che avrei intenzione di andare a caccia di cinghiale, cosa mi rispondereste ? »

Isabella ci pensò e rispose «vi farei i migliori auguri e penserei che ragazza fortunata che sono ad avere un uomo così valoroso al mio fianco ».

Argo ascoltò attentamente la risposta, e, una volta terminata, un sorriso beffardo comparve sul volto del giovane, che si voltò verso il padre e disse:

« Mi dispiace padre ma Isabella non può andare bene ! Come ben sai la caccia al cinghiale è tra le più rischiose che ci possa essere, e lei non esiterebbe a mandarmici !! Tutto questo per fare in modo di rimanere sola sul trono di Astarat ! »

Il Re (che capii il gioco che stava facendo Argo) infuriatò si alzo ed urlò

« LA PROSSIMA!! »

Si fece avanti una ragazza vestita di blu di corporatura esile, quasi una bambina a dire il vero, probabilmente aveva meno anni di quello che dichiarava, « Salv… ehm… Piacere ser Argo…. Sono Melissa della contrada del sud, lieta di conoscervi” disse. Si capiva che era venuta li non per sua volontà ma per obbligo di qualcuno.

Argo, che in cuor suo era comunque un bravo ragazzo, gli si strinse il cuore verso quella piccola figura così indifesa, tant è che si girò verso il padre e disse: « Padre mi dispiace ma da buon cavaliere non posso accettare le attenzioni di una bambina che ancora deve scoprire i piaceri della vita. Mi dispiace ma anche lei non va bene »

Il gala andò avanti con un’ altra ragazza, poi ancora un’ altra, e un’ altra ancora, ma Argo trovava sempre il modo di svignarsela dalla scelta.

Dopo diverse ore, il Re, esausto, ringraziò tutti per la bella festa organizzata, e congedò tutti gli ospiti.

Argo ne approfittò per tirare un sospiro di sollievo, e, con la sicurezza di averla scampata anche per quel giorno, si alzò e si diresse verso la grande terrazza della sala per prendere una boccata d’ aria fresca.

Quando arrivò vide che il balcone era già occupata da una persona. Una ragazza a dir la verità. Vestita con un’ abito di color viola lungo fin sotto il ginocchio, con dei bei capelli castano raccolti in una treccia su un lato.

Argo, si avvicinò al balcone, si appoggiò sui gomiti fece un bel respiro e poi inspirò. Infine si girò verso la ragazza e la salutò.

La giovane si girò a sua volta, e ricambiò il saluto. Argo non rispose subito, in quanto si era soffermato a scrutare quei stipendi occhi marroni da cui non riusciva a staccarsi, non verdi, o azzurri, marroni ! Un colore assolutamente comune!

« C’è qualcosa che non va ? » chiese la ragazza. « No no, scusami, mi ero distratto un’ attimo…. Posso gentilmente sapere il suo nome ? »

« Moana» rispose lei.

«Moana ? Che nome insolito. Cosa vi porta a palazzo ?»

«Mio padre mi ha accompagnato per partecipare a quello stupido gala organizzato dal Re per trovare una moglie per il suo stupido figlio.»

Stranamente Argo, all’ udir quelle parole, non si arrabbiò, anzi, si incuriosì ancora di più di quella ragazza « Si, vi capisco, ma scusatemi, come mai pensate che il figlio del Re sia uno stupido ? »

« Semplicemente il fatto che una persona non voglia condividere le sue fortune con un’ altra persona, rende la persona stessa stupida… non si vive per sempre, e quel poco tempo che abbiamo, che di per se è già bello, può diventarlo ancora di più con qualcuno con cui condividerlo.»

Argo rimase in silenzio. Aspettò qualche secondo poi insistette « Scusatemi signorina, posso farle una domanda ? »

« Certamente ! »

« Ma se un giorno, il vostro futuro marito, vi dicesse che il giorno seguente si recherebbe a caccia di cinghiale voi cosa direste ? »

La ragazza ci pensò su e rispose « Probabilmente gli risponderei di non andare. La caccia al cinghiale è tra le più pericolose che ci siano, ma io preferisco avere mio marito accanto per tutta la vita, piuttosto che vantarmi con le amiche del coraggio del mio uomo e rischiare di non vederlo mai più rientrare dalla porta. »

A quelle parole il cuore di Argo ebbe un sussulto. Non aveva mai pensato che qualcuno potesse rispondere una cosa simile !

In preda alle emozioni Argo chiese alla ragazza se le andava di uscire per fare una passeggiata insieme. Ma lei rispose di no. « Non vado a passeggiare con principi che non si presentano o che prendono in giro le persone non dicendo in realtà chi siano » , si girò su se stessa e se ne andò.

In quel momento, Argo capii che Moana sapeva benissimo chi era e che,probabilmente, non avrebbe mai più trovato una ragazza simile.

I giorni passarono ma il pensiero di Moana era fisso nella testa del Principe.

Dopo diversi giorni, Argo, riuscì finalmente ad uscire con la ragazza. I due si frequentarono per qualche mese, si sposarono ed ebbero 2 figli e vissero felici e contenti nel castello di Astarat.

Re Ganon si ritirò dalla vita del castello, e visse i suoi ultimi anni, con felicità, pensando che alla fine, una persona può cercare di programmare la vita in ogni dettaglio, ma dopotutto, la vita stessa, sa sorprenderti come non ti aspetteresti mai.

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