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Una storia di P3PP4R10

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I candelabri di Fëdor (Seconda Parte)

"In quest'epoca di vetroresina sto cercando un western con Giuliano Gemma"

Pubblicato il 10 aprile 2017

"Io ho creduto (nel futuro radioso dell'umanità), e perciò voglio vedere anch'io, e se allora sarò già morto mi devono risuscitare, perché se tutto accadesse senza di me sarebbe avvilente. Non ho sofferto per concimare con le mie colpe e le mie sofferenze una armonia futura in favore di chissà chi! Voglio vederlo coi miei occhi il daino che gioca accanto al leone, e l'ucciso che si rialza e abbraccia l'uccisore. Voglio esserci anch'io, quando tutti sapranno finalmente perché le cose sono andate così."

Se c’è una differenza evidente tra me e #Toylstoy sta forse nel fatto che nelle mie opere migliori ho tentato, con risultati alterni, una personale indagine e ricognizione sul mistero dell’animo umano. Quello che però mi fa più rodere il culo, a parte questi fastidiosissimi pantaloni di fustagno, è che la ricerca di una soluzione per enigmi del genere costa fatica, tempo ed enormi quantità di denaro, che se non fosse per la mia coscienza cosacca, preferirei di gran lunga sperperare al casinò. In pochi ricorderanno una mia massima: "Nessun uomo si guadagna l'immortalità attraverso la vincita al blackjack. La verità è solo nella roulette.”

Si tratta di un claim scartato da William Hill, in questo caso. E in effetti mi fanno giustamente notare che non vi ho ancora parlato della mia passione per il gioco. Credo sia doveroso parlarne, arrivati a questo punto. Credo sia preferibile parlare di casinò, piuttosto che dirvi del mio scriteriato tentativo di fare luce su quello che si cela nel profondo del nostro essere. Dovete perciò fidarvi di un minatore del sottosuolo, di un ricercatore inquieto e irrefrenabile che tra i meandri del web, tenta di scovare alcune gemme perdute in fondo a questa vastità che ci circonda e ci ghermisce.

Perché il piacere è sempre utile, e il sentimento di disporre di un potere assurdo e sconfinato su qualcuno — fosse pure su una mosca — ci dà un certo piacere. L'uomo è un despota per natura e ama infliggere tormenti. E credo che Walter White possa confermare queste mie parole...

Il candelabro di Fëdor

Se desiderate dare un tocco di classe ed eleganza al vostro salotto o soggiorno con un complemento d'arredo dallo stile unico ed intramontabile dovete necessariamente aggiungere un candelabro in cristallo alla vostra personale top five! Fatevelo dire di uno che di notti bianche e di illuminazioni per locali angusti, e sotterranei, ne sa qualcosa!

Candelabro in cristallo: l'eleganza è senza tempo

Illuminare gli ambienti in maniera ottimale è fondamentale se si desidera una casa accogliente e particolare al tempo stesso. Purtroppo le tantissime luci artificiali non fanno altro che rendere i momenti molto più freddi a causa del fascio di luce del tutto innaturale, come i libri di quello scribacchino gongolatore! Grazie al candelabro in cristallo la luce resta alta evitando di poter venire a contatto con tessuti o prodotti infiammabili. Inconvenienti che capitano quando ti muovi tra le memorie del sottosuolo! Ma se fino a tanti anni fa veniva utilizzato come fonte di luce per ambienti, al giorno d’oggi il suo scopo principale consiste nell’abbellire e nel dare un tocco veramente chic le vostre notti bianche!

Un candelabro in cristallo denota una grande attenzione per i dettagli e per l’amore verso il moderno. Il cristallo è ricco di mistero proprio per i continui riflessi che nascono dalla superficie a contatto con i fasci di luce. Il candelabro in cristallo è un bellissimo accessorio decorativo, come dicono i miei grandi amici Karamazov. Il candelabro in cristallo si inserisce bene nei differenti stili di arredo: dal classico al moderno, dallo Shabby Chic al minimale. Scoprite quello più adatto alle vostre esigenze e rendete la vostra casa un luogo unico nel quale vivere momenti speciali lontani dai demoni che affollano le strade di San Pietroburgo.

Il candelabro è un complemento d’arredo che merita una particolare attenzione e attenzione alquanto particolare se si desidera mantenerlo sempre in ottime condizioni. Se si desidera che possa mantenere la sua bellezza e il suo fascino sempre inalterati allora è necessario dedicare del tempo alla sua pulizia e manutenzione.

Che vadano al diavolo quei dannati produttori di Minks! Se doveste contattarli sulla loro pagina Facebook, rammentate che mi devono ancora più di 300 rubli, per quegli articoli che scrissi nel 2015. Non sono certo un Bulgakov qualsiasi, io! Che vada a farsi fottere lui, il découpage e quelle stramaledette uova fatali di Pasqua!

Qualche volta ti rimane ben poco che qualche fiches e la tua anima vagante, caro il mio Lev! Ed è lì che bisogna saper cedere il passo alla rassegnazione. Bisogna saper dire: Fanculo! Adesso basta, questo per me non va bene. Non è per questo motivo che mi sono rifugiato nelle retroguardie della nostalgia. Quello che è stato è stato, sono solo un giocatore fallito, perso nel suo blues. E questa è la mia strada, questo qui è solo uno spleen. Io non inseguo il successo, inseguo al limite la vita: non è questione di abilità nello scrivere. Scrivere non ha mai aiutato a vivere nessuno. Scrivere mi fa bene. Lo sento. Anche quando scrivo cose tristi, qualcosa in me si tranquillizza, sento di avere uno scopo. Sono esercizi spirituali senza una camera di commercio che possa in qualche maniera tutelarti. E del resto non esiste mica l’ordine dei creatori di contenuti! Non ancora almeno. Sì, è vero, siamo tutti un po’ transumanisti, alle volte, ma questo non cambia che anche tu, qui, ora daresti di tutto pur di cambiare tutte le tue carte al banco!

Ci sono passato pure io. Non sono sempre stato un abile creatore di mondi di celluloide, non credere e non lasciarti ingannare, caro il mio lettore. C’è un mondo, dentro questo mondo, che non si lascia sedurre, e che se sei fortunato riesci a scorgere solamente quando la luce del mattino di una notte bianca ti accompagna. Dentro quei deliri, puoi scorgere, mondi fantastici che brillano e bruciano, come candele romane esplose, in una notte sempiterna di Pietroburgo.

Adesso il mondo intero è avvolto nel silenzio, ma io sono pronto a irrompere in un urlo di liberazione e rancore. Sì svegli pure qualche demone sonnacchioso, sì destino gli incubi peggiori: sono pronto a sfidarli tutti, se può servire a cambiar qualcosa, se può darci una sola opportunità di salvezza! Solo un altro giro di roulette e tutto avrà un senso, ve lo prometto.

Ti avverto! Non ascoltarmi con troppa attenzione, caro lettore, questo è soltanto un blues sepolcrale di un ramingo e sfortunato biscazziere! Come dice Bob Dylan nella canzone:

Certi treni non portano più giocatori ne' viaggiatori di mezzanotte, come accadeva un tempo...

"Il contenuto deve essere facile da capire, non astratto. È assolutamente falso. Il contenuto può essere come volete. Ma non si deve sostituire l'andare al sodo con le chiacchiere, non si deve nascondere con parole scelte il vuoto del contenuto." (Lev Tolstoj)

Fine Seconda Parte

I candelabri di Fëdor (Seconda Parte) - Immagine di NUDO.

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