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Una storia di P3PP4R10

Questa storia è presente nel magazine Storyville

Il Dossier Springsteen e la pista italo-albanese

Esercizi spirituali per giovani rocker

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Pubblicato il 18 luglio 2018 in Giornalismo

Tags: brucespringsteen dossierspringsteen italoalbanesi jimmyiovine lungro

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Questa è una di una di quelle storie che nessun biografo serio si è preso la briga di raccontare. Aggiungo: giustamente. Immaginate il casino che potrebbe destare, la bizzarra connessione tra un musicista indissolubilmente legato all'idea di cattolicesimo moderno di matrice statunitense, con la chiesa greco-ortodossa! Le motivazioni, pertanto, sono più che evidenti, e giustificano perché ve ne sto parlando a distanza di quarant'anni. Oltretutto io, nello specifico non ero neppure nato, anzi stavo per nascere. Ma questa è un'altra storia. Quello che ho capito è che è davvero difficile non cadere in errore prendendo posizione.


Perché qui ci ritroviamo all'interno delle arcinote vicende legali newyorkesi. Come ben saprete la storia si sviluppa durante il contenzioso che vedevano contrapposti Mike Appel e Bruce Springsteen e Jon Landau. Ma non è questo il vero motivo primario. Partiamo invece da Lungro, e quindi dal cosentino, una zona davvero poco battuta e che musicalmente parlando non avrebbe voce in capitolo, né ora né mai. Eppure a volte le cose vanno in maniera inaspettata e se parliamo di preti, di spiritualità o di canzoni chi meglio di Don Antonio Bellizzi è in grado di sintetizzare e racchiudere questi concetti. Montatura d’occhiali alla Elvis Costello, barba incolta, accento elegante e nobile, Don Antonio era certamente una figura di spicco all'interno della comunità dove esercitava il ruolo di sacerdote. Quello che non tutti sapevano e che teneva un rapporto epistolare in lingua inglese con Jimmy Iovine.


Il Dossier B.S.


Questa storia è legata in maniera indissolubile alla musica di Bruce Springsteen. Per potervela raccontare, non posso esimermi dal riassumere alcuni fatti legati a questo musicista rock così famoso. Parliamo di un artista celebrato e importante per la storia del rock and roll, già all'epoca, figuriamoci ora! Il quarto album di Bruce Springsteen ebbe una gestazione lunghissima, in grado di produrre una gran quantità di composizioni. Tutto materiale che sarebbe rimasto inedito a Lungro. Incredibile ma vero, proprio come gli Stones, durante la fase di scrittura del loro capolavoro Exile on Main St., che avevano scelto come Buen Retiro e base operativa la Costa Azzurra francese, Springsteen & Co, si erano rifugiati invece nell’entroterra del cosentino. Precisamente nello stesso luogo dove era la sede dell’eparchia di rito ortodosso. Tutti sanno delle origini calabresi del suo chitarrista, Steve Van Zandt, che vanta da parte di madre provenienze lametine. Abbastanza evidente anche che Danny Federici, il tastierista fosse anch’egli di origini italiane. Lo stesso per quanto riguarda Jimmy Iovine, il produttore e tecnico del suono impegnato nella realizzazione del disco. Anche Springsteen stesso aveva dei nonni meridionali, per la precisione di Vico Equense. Nonostante questi fatti, la scelta ricadde proprio su Lungro, fatto che stupì un po’ tutti, nell’ambiente. Peccato solo che nessuno seppe nulla per quarant'anni!


E' vero: anche in quel di New York qualcuno conosce Carolei, piccolo paese sito sempre nel cosentino. Carolei è diventato famoso per la storia del rock, per via delle vicende legate a Mike Porco. Mike Porco che aveva garantito personalmente per un esordiente e imberbe Bob Dylan, che non era ancora diventato Bob Dylan. Jim Croce e Laura Nyro, potevano in qualche modo completare il combo dei musicisti italo-americani a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. Più tardi Mick Jagger e Martin Scorsese, con la serie tv Vinyl, avrebbero celebrato attraverso le gesta del producer Richie Finestra, personaggio di invenzione, ma al contempo di sintesi perfetta, quello che succedeva in quel crogiolo di razze che era la New York musicale di fine anni sessanta. La E Street Band di Springsteen, rappresentava a pieno titolo questo miscuglio, dove con grande coerenza e apertura mentale convivevano anime latine, afroamericane e wasp, che stavano per dare il loro contributo al cosiddetto Heartland Rock. Eppure in questo miscuglio mancava qualcosa. Qualcosa che invece i Blues Brothers, solo qualche anno dopo, riuscirono a sintetizzare alla perfezione.



Nemo propheta in Paola


Tutti sanno che il cognome di John Belushi ha origini albanesi, come egli stesso. In pochi però saprebbero scriverlo correttamente. Lungro, da questo punto di vista negli anni settanta era il perfetto crocevia del rock classico. Un po’ come il Mississippi lo era stato per il blues. Non tutti sanno questo, ma fu lì che Bruce Springsteen scrisse e realizzò quello che è considerato uno dei dischi fondamentali non solo della sua carriera, ma di un’intera epoca. Sto parlando di Darkness on the Edge of town. Disco che tutti i cultori che si rispettano di mainstream rock statunitense, conoscono a menadito. Molto meno conosciuto è Lungro, piccolo paese aderente alla Comunità montana e oggi residenza del Parco Nazionale del Pollino. Nel cosentino c’è un significativo numero di comunità arbëreshë, e anche chi vi scrive, nonostante voglia mantenere il segreto per evidenti ragioni, fa parte di una di queste comunità di minoranza linguistica. La storia mi è stata raccontata da un cugino di secondo grado di una mia intima amica, che per ragioni di privacy non potrò citare. Tuttavia è tempo che il Dossier Springsteen venga alla luce con la relativa pista italo-albanese. I tempi sono cambiati, diceva Dylan, i tempi sono maturi per far luce su questa storia. Dopotutto si tratta di uno dei dischi più rappresentativi degli anni settanta. Restate in contatto per il seguito della storia e per l'apertura definitiva del nostro Dossier...


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